Il bambino simmetrico, un fenomeno inquietante

27 Aprile 2019
Il bambino simmetrico non capisce che alcuni adulti possono esercitare una certa autorità su di lui, perché è stato cresciuto come un "pari" dai propri genitori. Questo gli impedisce di sviluppare una propria identità.

Il bambino simmetrico non capisce che alcuni adulti possono esercitare una certa autorità su di lui, perché è stato cresciuto come un “pari” dai propri genitori. Questo gli impedisce di sviluppare una propria identità e, anzi, imita gli atteggiamenti dei suoi genitori, assorbendo in questo modo i loro traumi e le loro paure.

Viviamo in un mondo in cui i bambini si comportano sempre più come adulti e gli adulti come bambini. In questo concetto potremmo riassumere, semplificandolo, il fenomeno del bambino simmetrico. Si tratta di una teoria sviluppata dalla psicologa argentina Claudia Messing.

Il fenomeno del bambino simmetrico -conosciuto anche con il nome di teoria del bambino specchio- si basa sui risultati clinici della Messing. Mette in risalto il fatto che i bambini sono sempre più difficili da tenere “a bada”, molto più problematici di un tempo e dispongono di meno risorse psicologiche per completare il proprio processo di individuazione. Inoltre, ripetono gli schemi disfunzionali dei genitori, stando a quanto sostiene l’autrice.

Ci sono solo due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali.

-Hodding Carter-

Secondo questa psicologa, il fenomeno del bambino simmetrico fonda le sue radici nei nuovi modelli educativi. In essi, non c’è un esercizio coerente dell’autorità né una nitida definizione dei ruoli materno, paterno e del figlio. Si è imposta una sorta di democrazia smisurata, che disegna le gerarchie familiari e in cui tutti finiscono con il percepire gli altri come pari, quando non lo sono.

Bambino che grida

Le caratteristiche del bambino simmetrico

La caratteristica principale del bambino simmetrico riguarda il suo carattere molto difficile da gestire. Crede di avere sempre ragione, di sapere perfettamente cosa vuole e detesta chiunque gli ponga dei limiti.

Dà poco credito agli adulti, dunque non ritiene che possano essergli d’aiuto. Non vede in loro qualcuno con più conoscenza o più esperienza, né altro. Per questo, li tratta semplicemente come suoi pari.

Per questi bambini è anche difficile fare amicizia con i coetanei. Instaurano rapporti conflittuali e basati sulla competizione. Non sono molto empatici, dunque accettano solo il loro punto di vista.

Inoltre, il bambino simmetrico presenta grandi difficoltà nel distaccarsi dai propri genitori una volta raggiunta l’età adulta. Non è troppo attaccato a loro, bensì non sa avviare un progetto di vita in autonomia. La sua capacità di adattamento è bassa e per questo preferisce rimanere nella propria “zona di comfort”.

Le dimensioni del fenomeno

La psicologa Claudia Messing segnala che il fenomeno del bambino-adulto abbraccia quattro dimensioni. La prima è l’imitazione massiva o copia dell’adulto; la seconda è la parità con l’adulto; la terza è l’illusione di completezza; la quarta è la mancanza di individuazione. Vediamo in cosa consiste ciascuna dimensione.

  • L’imitazione massima (o copia dell’adulto) si riferisce a quell’effetto-specchio che questi bambini provano nei confronti dei propri genitori. Li copiano in tutto. Perché questo diventa un problema? Perché hanno un accesso illimitato alla vita adulta e finiscono per copiare anche i traumi e le difficoltà dei propri genitori. Ma anche perché questo porta alla seconda dimensione: la parità con l’adulto.
  • Quando si parla di rapporto paritario con l’adulto, si fa riferimento all’idea che l’adulto non abbia l’autorità sul bambino, che diventa suo pari. Di conseguenza, il bambino perde quel filtro che aveva in precedenza. Fino a qualche anno fa i piccoli mantenevano una certa distanza con gli adulti e sapevano di non poter fare tutto quello che facevano i grandi, perché erano bambini. Oggi questa distanza non esiste. Per questo si verifica un’identificazione quasi totale.
Il bambino simmetrico

L’illusione della completezza e la mancanza di individuazione

Da quanto appena detto, si deduce che il bambino finisce per credere di poter fare tutto, come un adulto. Cerca di adottare il ruolo del genitore, dando consigli e persino ordini in casa.

Questi bambini pretendono anche di assumere il ruolo del maestro, indicandogli cosa dovrebbe insegnare e come. Tuttavia, prima o poi si scontrano con la realtà dei fatti, ovvero che non hanno gli strumenti per agire in questa veste. Questo li spaventa e li confonde.

Quanto descritto nel paragrafo precedente è l’illusione di completezza. Il bambino si sente autosufficiente sebbene non lo sia. Non crede di aver bisogno di imparare, né che l’apprendimento faccia parte della crescita. Per questo non è ricettivo alle indicazioni dei suoi genitori e dei maestri. Questo, inoltre, gli impedisce di portare avanti un processo di individuazione reale, ovvero uno sviluppo del suo vero Io. Egli imita, non è.

Secondo la dottoressa Messing, questa situazione può essere superata solo ricostruendo i ruoli familiari. Genitori e figli non sono uguali e i sono i primi che esercitano l’autorità.

Tale autorità non è autoritarismo, bensì convalida della loro condizione di guida e di dispensatori di linee guide comportamentali. Il bambino dipende economicamente, emotivamente e socialmente dai suoi genitori. Questo conferisce loro l’autorità per dirigere la struttura familiare. E non è negoziabile.

Levin, E. (2000). La Función del hijo: espejos y laberintos de la infancia. Nueva Visión.