Il cervelletto e il comportamento sociale

Il cervelletto non è coinvolto solo nella regolazione del movimento e dell'equilibrio. Vi invitiamo a scoprire quali altre funzioni regola.
Il cervelletto e il comportamento sociale

Scritto da José Padilla

Ultimo aggiornamento: 05 ottobre, 2022

La capacità di regolare le emozioni e il comportamento sociale è mediata principalmente dal sistema limbico. Quest’area subcorticale è associata a motivazione, ricompensa e piacere. Tuttavia, diverse ricerche indicano che anche il cervelletto, struttura legata alle funzioni motorie, sembra svolgere un ruolo decisivo in questi processi.

A seguito di uno studio su cavie, è stato scoperto che il cervelletto aiuta a controllare i circuiti di ricompensa. Allo stesso modo, è stata rilevata una connessione diretta tra il cervelletto e l’area tegmentale ventrale (VTA). Quest’ultima è coinvolta nell’elaborazione e nella codifica delle ricompense.

I risultati della ricerca citata evidenziano che il cervelletto è coinvolto nel controllo del comportamento sociale e della ricompensa. Allo stesso modo, permettono di riflettere sulla funzione delle reti neurali critiche in merito alle disfunzioni affettive e sociali osservabili in diversi disturbi mentali.

Il cervelletto e le sue funzioni

Il cervelletto è essenziale per la nostra vita, poiché regola i movimenti e l’equilibrio. Grazie a quest’area, possiamo coordinare l’andatura e mantenere la postura. Controlla il tono muscolare e l’attività muscolare volontaria.

Il verme cerebellare, che si trova nella zona mediale della corteccia del cervelletto, coordina i movimenti del tronco, compresi collo, spalle, torace, addome e fianchi; l’area tra i due emisferi cerebellari, invece, è responsabile del controllo dei muscoli delle estremità.

D’altro canto, l’area laterale di entrambi gli emisferi interviene nella pianificazione dei movimenti sequenziali di tutto il corpo. Oltre a ciò, partecipa alla valutazione consapevole degli errori che commettiamo quando ci muoviamo (Manto et al., 2012; Guell et al., 2018).

Le evidenze raccolte tramite diverse ricerche indicano inoltre che questa struttura, in particolare il lobo posteriore, può intervenire nel controllo delle funzioni cognitive e affettive.

Lesioni a carico dello stesso provocano la sindrome affettiva cognitiva cerebellare, i cui tratti distintivi sono deficit nella funzione esecutiva, elaborazione visuo-spaziale, abilità linguistiche e regolazione affettiva.

Come possiamo notare, sebbene il cervelletto sia associato al controllo motorio, gli studi indicano che influenza anche la regolazione emotiva, l’inibizione del processo decisionale impulsivo e la memoria.

Il cervelletto nel comportamento sociale

Il cervelletto non è solo legato al movimento e all’equilibrio, ma anche alla ricompensa e al comportamento sociale. Diamo un’occhiata più da vicino alle implicazioni di questa struttura in merito alle nostre abilità sociali.

Tramite uno studio su cavie, i ricercatori hanno studiato se gli input cerebellari nell’area tegmentale ventrale (VTA) influenzano il comportamento di preferenza sociale e il comportamento correlato alla ricompensa.

A tale scopo, hanno lasciato le cavie in un ampio spazio e utilizzato impulsi di luce per attivare i neuroni cerebellari legati al VTA ogni volta che gli animali entravano nel “quadrante della ricompensa”. I roditori trascorrevano più tempo nel quadrante della ricompensa.

D’altra parte, per esaminare se gli input cerebellari influissero sui comportamenti sociali, i ricercatori hanno condotto un esperimento sociale in tre spazi. In esso, le cavie potevano trascorrere del tempo in uno spazio con un’altra cavia (spazio sociale), da soli in uno spazio vuoto oppure in uno spazio con un oggetto non sociale.

Inizialmente, gli animali preferivano lo spazio sociale, ma non hanno più mostrato questa preferenza dopo che i ricercatori hanno disattivato le proiezioni cerebellari.

Altri risultati indicano che il silenziamento continuo del percorso cerebellare-VTA impedisce completamente l’espressione delle preferenze sociali. Questi risultati dimostrano che tali connessioni sono necessarie per il comportamento di preferenza sociale nelle cavie.

Il cervelletto nelle sequenze di azioni sociali e no

Per comprendere meglio la funzione sociale di questa struttura, Van Overwalle et al. (2019), hanno ipotizzato che il cervelletto costruisca modelli interni di sequenze di azioni sociali.

Questi modelli ci consentono di prevedere come verranno eseguite le azioni di altre persone, il che facilita la comprensione dei comportamenti sociali.

A conferma di quanto sopra, uno studio preliminare ha rilevato che il cervelletto partecipa alla generazione di sequenze di eventi sociali e no. Per testarlo, i ricercatori hanno utilizzato la stimolazione magnetica transcranica a bassa frequenza ripetitiva (LF-rTMS) durante un’attività di sequenziamento della cronologia delle immagini.

In questa attività, i partecipanti dovevano ordinare cronologicamente le azioni sociali e non sociali presentate in cartoni animati o brevi frasi.

Comportamento sociale: mentalizzazione

Ai partecipanti di una ricerca è stato chiesto di ordinare sequenze pittoriche che coinvolgono storie di vera e falsa credenza in un’attività di sequenziamento delle immagini.

I risultati indicano che i soggetti con lesioni cerebellari svolgono significativamente peggio la sequenza di storie di falsa credenza. A ciò si aggiunge, la difficoltà ad attribuire tratti dedotti dalle descrizioni verbali del comportamento.

Un altro studio condotto su partecipanti sani indica una maggiore attivazione nel cervelletto posteriore durante il sequenziamento di vere e false credenze rispetto agli eventi meccanici in un’attività di sequenziamento di una storia illustrata.

Il cervelletto può essere coinvolto anche nella cognizione sociale, facoltà che permette di comprendere le intenzioni, gli stati mentali ed emotivi altrui. La teoria della mente (ToM) si rivela fondamentale in tal senso, poiché consente di fare inferenze e rappresentazioni delle credenze e delle intenzioni altrui.

Conclusioni

La ricerca sul coinvolgimento del cervelletto nel comportamento sociale indica che le persone con danno cerebellare mostrano notevoli difficoltà sociali (Sokolovski et al., 2010; Hoche et al., 2016).

Queste carenze influiscono sullo sviluppo di diversi disturbi, tra cui autismo, ADHD, depressione e schizofrenia (Heleven et al., 2021).

Ne consegue che il cervelletto svolge un ruolo determinante in ambito sociale. Non interviene solo nel controllo dei movimenti, ma anche nelle nostre preferenze sociali.

Allo stesso modo, influisce sulle condotte legate alla ricompensa, al susseguirsi di eventi sociali e alla regolazione delle funzioni cognitive e affettive.

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