Il culto delle muse, la forza dell’ispirazione

15 Giugno 2020
Il culto delle muse è uno dei più conosciuti in Occidente, anche se in realtà ci sono pochissime storie in cui queste divinità hanno un ruolo da protagoniste. Tuttavia, per i Greci erano fondamentali: da esse dipendeva l'ispirazione creativa.

Il culto delle muse è uno dei più noti dell’antichità. Questi esseri divini sono tutt’oggi considerati la fonte di ispirazione degli artisti nelle arti e nelle scienze. Pensate che la parola “musica” deriva dal loro nome, così come la parola “museo”.

Secondo le diverse versioni del culto delle muse, queste erano le compagne di Apollo, il dio della musica e delle arti. Il dio Apollo aveva avuto una storia d’amore con ognuna di loro, in tempi diversi, e da questi amori furtivi era nata un’ampia progenie.

Le muse erano giovani allegre e festose, che scesero sulla terra per sussurrare le idee creative all’orecchio dei mortali. Quando gli artisti erano in grado di ascoltarle, davano vita a opere meravigliose, degne di lode e ammirazione. Gi artisti che non avevano ricevuto la visita delle muse, alla fine non creavano nulla.

“Le muse non fanno pagare il copyright”.

-Joaquín Sabina-

Statua di Apollo
Statua di Apollo

L’origine del culto delle muse

Le muse erano figlie di Zeus, il re dell’Olimpo, e di Mnemosine, la titanide personificazione della memoria. Lei, a sua volta, era figlia di Gea, la madre terra, e Urano, personificazione del cielo. Si dice che Mnemosine e Zeus fossero stati insieme per nove notti e che per ogni notte fosse nata una musa.

La mitologia racconta che negli inferi c’era un fiume chiamato Mnemosine, che scorreva accanto a un altro chiamato Lete. Molti mortali furono invitati a bere dal fiume Lete prima di reincarnarsi in nuovi esseri; le acque di quella fonte cancellavano i ricordi sulla loro vita precedente e li spingevano a ricominciare.

Solo pochi eletti venivano invitati a bere dal fiume Mnemosine. Questi potevano ricordare la loro vita precedente e si reincarnavano in visionari e profeti.

Le nove muse

Le Muse Urania e Calliope
Le Muse Urania e Calliope, Simón Vouet

Sebbene alcune storie narrino di altre muse, la mitologia classica parla di nove muse, ognuna delle quali responsabile di un campo della conoscenza o della creazione artistica.

Se un artista avesse ricevuto la visita della musa giusta, avrebbe avuto improvvise e meravigliose rivelazioni per portare a termine il suo lavoro. Le nove muse della mitologia classica sono:

  • Calliope, “colei che ha una bella voce”. Era la musa dell’eloquenza e della poesia epica. Indossava una corona d’alloro e portava con sé una lira. Era l’amante di Apollo e la madre di Orfeo, Lalemo e Lino.
  • Clio, “colei che rende celebre”. Musa della storia, cioè dell’epopea. Il suo ruolo era quello di mantenere vivo il ricordo della generosità e dei trionfi. Portava con sé una tromba e un libro aperto.
  • Erato, “colei che provoca desiderio”. Musa dell’amore lirico, che portava in testa una corona di rose e una cetra. Era una delle amanti di Apollo e madre del poeta Tamiri.
  • Euterpe, “colei che rallegra”. Musa della musica, in particolare del flauto. Veniva rappresentata con una corona di fiori.
  • Melpomene, “colei che canta”. Musa della tragedia, o meglio della narrazione tragica o della scrittura letteraria. Indossava abiti sontuosi e una maschera tragica.
  • Polimnia, “colei che ha molti inni”. Musa del canto e degli inni sacri. Era sempre vestita di bianco.
  • Talia. “colei che ama la festa”. Musa della commedia e della poesia bucolica. Accoglieva ai banchetti e ai festeggiamenti.
  • Tersicore, “colei che diletta con la danza”. Musa della danza e del canto lirico. Indossava delle ghirlande ed era la madre di Tersicore, avuta con Apollo.
  • Urania o “colei che è celeste”. Musa dell’astronomia, dell’insegnamento e della scienza. Portava un mappamondo e una bussola.

La presenza delle Muse nella mitologia

Sebbene il culto delle muse fosse molto importante per i greci, questi esseri in realtà non appaiono frequentemente nelle storie sulle divinità, e quando lo fanno sono personaggi secondari. Nonostante ciò, la loro ispirazione è ritenuta fondamentale per l’azione di tutti i protagonisti.

Il mito racconta che il re Pietro di Pieria, in Tracia, avesse nove figlie con grandi doti canore. La loro arte era così bella che decisero di recarsi sul Monte Elicona, dove vivevano le muse, per sfidarle. Le muse accettarono volentieri.

Quando le giovani donne iniziarono a cantare, tutti gli uccelli rimasero in silenzio. Il loro canto era così bello che la natura taceva. Poi fu la volta delle muse e stavolta anche le pietre piansero. Dopo aver vinto la gara, le Muse decisero di trasformare le nove ragazze in gazze per punire la loro arroganza.

Otto, W. F. (2005). Las musas y el origen divino del canto y del habla (Vol. 39). Siruela.