Firewalking: pericolosa tecnica di motivazione

· 2 gennaio 2018

Pur affermandosi come pratica relativamente recente, le prime attestazioni di percorsi effettuati su carboni ardenti risalgono a più di 4000 anni fa. Un simile rituale aveva luogo in India con fini religiosi, essendo parte integrante di cerimonie di iniziazione, purificazione, cura, o di riti propiziatori per un buon raccolto, ecc.

Alcune comunità tradizionali continuano a praticare quest’attività, come i Kahuna, i sacerdoti di vari gruppi nativi delle Hawaii. In realtà essi camminano su colate di lava ardente. I nativi del Kalahari, in Africa, hanno riti simili.

Il Firewalking, quindi, non è una novità. Recente è invece l’interesse per tale tecnica sviluppatosi a partire dagli anni ’70 negli Stati Uniti, il quale ha contribuito a una sua nuova fama e diffusione. Il suo maggiore promotore è stato Tolly Burkan, che affermò di aver iniziato a praticare il firewalking senza problemi dopo aver letto un articolo di fisica sulla rivista Scientific American. Egli stesso pubblicò diversi libri sull’argomento e fu anche al centro di una vicenda di presunto “sequestro alieno”.

Fondamenti del firewalking

I promotori del Firewalking assicurano che tale pratica è una tecnica di motivazione che facilita lo sviluppo personale. Si trattrebbe di un metodo estremamente utile per aumentare la fiducia in se stessi, affrontare le proprie paure e alimentare la motivazione. L’idea di fondo è che riuscendo a camminare su delle braci ardenti, ci si sentirà poi capaci di affrontare ogni tipo di sfida e questo contribuirà a cambiare positivamente l’immagine che si ha di sé.

Chiunque ha paura di camminare sui carboni ardenti, ma chi riesce a vincere tale paura allora può essere in grado di compiere anche i passi successivi. Questa conquista si applica poi alla vita quotidiana e ha a che vedere con un “cambiamento radicale” che deriva dal distruggere i pensieri negativi e coltivarne altri più positivi.

Il Firewalking è una tecnica consigliata e impartita da alcuni istruttori che si avvalgono dell’uso di metafore affinché l’individuo interiorizzi credenze positive su se stesso o potenzi quelle già esistenti. Camminare sui carboni ardenti è la metafora delle sfide che nella vita abbiamo paura di affrontare. 

Camminare sui carboni ardenti

Chi crede nel Firewalking dichiara che ogni esperienza, sia essa positiva o negativa, influisca sulla nostra programmazione mentale, ossia sui nostri valori e sulle nostre credenze. Partendo dalle nostre esperienze, ognuno di noi elabora un’immagine di sé e di ciò che è in grado di fare, la quale incide a sua volta sulla propria autostima. In tal senso, una sfida come camminare su braci a 500°C contribuisce a una riprogrammazione mentale. Superando una sfida pericolosa, l’immagine che ognuno ha di se stesso ne risulterà modificata.

Uomo scalzo che cammina su braci ardenti

Nel Firewalking si devono completare tre fasi:

  • Identificazione. Consiste nell’esplorare i sentimenti che ci limitano e selezionare gli obiettivi che vogliamo raggiungere, prendendo nota delle programmazioni mentali che ne impediscono il raggiungimento.
  • Apprendimento. Deve essere orientato al superamento delle paure e all’acquisizione di fiducia in se stessi, perché sia possibile un qualunque tipo di progresso.
  • Cambiamento. La fase in cui va alimentato il desiderio di trasformazione, attraverso il quale ognuno apprende come scavalcare le barriere che si interpongono tra noi e quello che desideriamo raggiungere.

Praticare il Firewalking dovrebbe aiutare le persone ad affrontare le situazioni difficili. Tramite l’esperienza di camminare sui carboni ardenti l’individuo interiorizza l’idea che se non si va avanti, ci si brucia (e se non si continua a camminare il danno è irreparabile). Al tempo stesso capisce che ci si deve mantenere saldi e continuare, qualunque cosa accada.

Attualmente il Firewalking è pratiacato specialmente dalle aziende che vogliono investire sul “potenziamento” dei propri dipendenti. Alcuni fra i brand che si sono interessati a questa tecnica sono Microsoft, American Express e Coca-Cola.

Cosa succede quando si cammina sulle braci ardenti?

La filosofia del firewalking suppone che la forza mentale di alcune persone possa essere così grande da permettere loro di camminare sui carboni ardenti e arrivare alla fine del percorso senza riportare alcun danno. Riuscire in tale impresa dimostra all’individuo che è più forte e capace di quanto crede. Dal punto di vista fisico, però, ci sono aspetti che non possono essere ignorati.

Uomo e scintille incandescenti

Diversi professionisti sostengono che il firewalking non debba essere celebrata come una prodezza. Viceversa, affermano che chiunque può essere in grado di portare a termine tale impresa e che essa non necessita di alcun tipo di preparazione né di un investimento economico perché qualcuno ci insegni come fare. Tali affermazioni si basano su una serie di fattori fisici, ossia:

  • Camminare sopra le braci accese corrisponde a spegnere una candela con le dita. La fiamma della candela, anzi, raggiungendo gli 800°C, è più calda delle braci.
  • I carboni accesi sono meno densi del corpo umano e hanno una bassa conduttività di calore.
  • Il processo tramite cui il piede si riscalda è molto lento e la temperatura si abbassa ogni qualvolta lo si solleva per compiere il passo successivo.
  • Gli istruttori di firewalking coprono le braci con una grande quantità di cenere, la quale blocca la trasmissione di calore.

Il firewalking da molti viene definito una strategia per arricchirsi.

Un esperimento interessante

Richard Wiseman è uno psicologo inglese che ha voluto testare la tanto controversa tecnica del firewalking. Nel suo programma Tomorrow’s world, della BBC, realizzò un semplice esperimento. Riprodusse un letto di carboni ardenti lungo 18 metri invece che 4,5, come sarebbe usuale nei percorsi di firewalking, e invitò 3 famosi coach ad attraversare la pista in diretta video.

Tomorrow’s world BBC

Il primo riuscì a percorrere 6 metri, e poi dovette saltar fuori dalla pista perché si stava bruciando. La stessa prestazione fu ripetuta dal secondo concorrente, mentre il terzo si rifiutò di provare. I primi due concorrenti dovettero essere visitati in quanto riportarono bruciature di secondo grado sulle piante dei piedi.

Wiseman dimostrò la sua teoria: “la forza mentale” arriva fino ai 6 metri. Ragion per cui i guru del firewalking utilizzano percorsi brevi basandosi su un calcolo dell’estensione massima possibile prima che le persone si brucino. Nessun tipo di pensiero positivo può funzionare dopo i 6 metri di lunghezza.

Immagine di un uomo e connessioni cerebrali

Firewalking: un “trucco” che comunque funziona

A tutti noi piace sognare e ci piace credere che le cose straordinarie siano realizzabili. Esistono molti miti sul “potere della mente” che, per quanto grande, non è in grado di sfidare le leggi della fisica. Ancor meno dopo un corso che spesso dura solo 3 ore.

Ciononostante, molte persone assicurano di aver ottenuto enormi benefici grazie al firewalking. Affermano che la loro vita sia cambiata totalmente. Molte aziende dichiarano che le prestazioni lavorative dei loro dipendenti sono migliorate dopo aver imparato a camminare sulle braci ardenti. Più di qualcuno si sarà probabilmente ustionato provando il firewalking, qualcuno che magari a detta degli allenatori “non era abbastanza preparato”.

La verità è che uno dei poteri più grandi della mente umana è proprio quello di credere, anche andando contro l’evidenza. Se volete credere in qualcosa e se quello in cui credete può esservi d’aiuto per risolvere un malessere o un problema, allora funzionerà di certo. È quanto accade anche con l’effetto placebo. E se qualcosa vi fa stare meglio, chi sono gli altri per metterlo in dubbio?