Il modello dei quattro cervelli

Il modello dei quattro cervelli aiuta a capire come si sviluppa questo organo complesso e affascinante e come le diverse aree che lo formano sono collegate tra loro.
Il modello dei quattro cervelli

Ultimo aggiornamento: 22 maggio, 2022

Il modello dei quattro cervelli spiega lo sviluppo e l’attività del cervello umano in modo semplice e pratico. Lo scopo è che chiunque possa avere, almeno grosso modo, un’idea di come interpretare correttamente i comportamenti svolti dai propri figli, studenti o pazienti.

Tuttavia, sapere come si sviluppa e lavora il cervello è essenziale per chiunque. Non solo per le mamme, i genitori, gli educatori o le persone che hanno un contatto quotidiano con bambini e adolescenti, ma tutti i membri della società.

Come ogni tentativo di semplificare qualcosa di così complesso come il cervello umano, questo modello potrebbe non essere totalmente accurato. Pur così, può essere utile come primo passo per avvicinarsi a questo affascinante oggetto di studio.

Il modello dei quattro cervelli: linee di sviluppo

Anatomia cerebrale.

Il cervello ha tre linee principali di sviluppo simultanee tra loro. Queste sono:

  • Prima le aree posteriori e poi quelle anteriori della neocorteccia: si sviluppano prima le aree posteriori della neocorteccia (legate alla percezione e la memoria) e poi le aree anteriori o frontali (legati ad azioni volontari e funzioni esecutive).
  • Da subcorteccia a neocorteccia: inizialmente si attivano le aree inferiori del cervello (subcorteccia) e poi quelle superiori (neocorteccia). Le prime hanno a che fare con processi inconsci come istinti ed emozioni, mentre le seconde con pensieri e ragionamenti.
  • Emisfero destro-sinistro: il rapporto che una madre instaura con il proprio figlio durante le prime settimane e i primi mesi di vita è emotivo e relazionale (emisfero destro), mentre il linguaggio, la ragione e l’autocontrollo (emisfero sinistro) si svilupperanno molto più tardi.

Il modello dei quattro cervelli

Questo modello divide il cervello in quattro grandi aree e assegna un colore a ciascuna di esse. Si parla dunque di cervello rosso, verde, blu e giallo.

Cervello rosso

Il cervello rosso è più automatico, inconscio, ereditario e istintivo mentre il cervello giallo è volontario, cosciente, appreso e orientato al futuro. L’are rossa si trova alla base del cervello e il suo scopo principale è la sopravvivenza della persona.

Ogni volta che la nostra vita è in pericolo, le risposte di lotta, fuga o evitamento vengono attivate inconsciamente e automaticamente.

Le funzioni di sopravvivenza di base si trovano in quest’area del cervello: battito cardiaco, respirazione, attivazione dell’organismo, ecc. È il cervello del “qui e ora”, in quanto incapace di anticipare il futuro.

Il cervello verde

Sopra il cervello rosso si sviluppa il cervello verde, noto anche come cervello emotivo o sistema limbico. Si trova proprio al centro del cervello e le sue funzioni di base riguardano emozioni, memoria di base, apprendimento associativo e strumentale, socialità e attaccamento.

Ogni volta che proviamo un’emozione come paura, rabbia o tristezza, si attivato il suddetto cervello, più specificamente strutture chiamate le tonsille cerebellari.

Il cervello blu

Il cervello blu si trova nella neocorteccia, mentre quello rosso e quello verde si trovano nella subcorteccia. In questa zona blu del cervello immagazziniamo i nostri pensieri, cognizioni e tutto ciò che riguarda i ricordi a lungo termine.

Il cervello giallo

A differenza di quelli rosso, verde e blu, il cervello giallo presenta le seguenti caratteristiche: volontarietà, consapevolezza, perseveranza, orientamento al futuro e colto.

Il cervello giallo è la sede di funzioni esecutive come concentrazione, controllo degli impulsi, pianificazione, consapevolezza etica e autoregolazione emotiva, tra le altre. Si trova nella corteccia prefrontale, appena prima della fronte.

È comune dire che i bambini sono molto crudeli e dicono sempre la verità, il motivo è perché il loro cervello giallo non è sufficientemente sviluppato.

I bambini con diagnosi di disturbi dello sviluppo neurologico come ADHD, disabilità cognitiva o disturbo dello spettro autistico (ASD) hanno cortecce prefrontali (o cervello giallo) significativamente più immature rispetto ai loro coetanei della stessa età.

Fernier (1976) ha condotto un esperimento durante il quale ha rimosso le cortecce prefrontali di un gruppo di macachi e ha scoperto che non riuscivano a stare fermi o concentrarsi su un compito particolare.

La funzione principale del cervello giallo è occuparsi ed essere consapevole dei bisogni di tutte le aree del cervello (rosso, verde e blu) al fine di prendere la decisione più adatta per la persona.

Possiamo dire che ciascuno dei cervelli ha una funzione specifica: cervello rosso (sopravvivenza), verde (emozioni e attaccamento), blu (pensiero e memoria) e giallo (funzioni esecutive).

Cervello con meccanismi illuminati.

Il modello dei quattro cervelli: la coordinazione delle diverse aree come il lavoro di un direttore d’orchestra

Il neuropsicologo Elkhonon Goldberg ha presentato la metafora del direttore d’orchestra per spiegare come si coordinano le diverse aree del cervello. Affinché un’orchestra sia armoniosa e coordinata, il lavoro del direttore è importante alla pari di quello delle diverse sezioni (percussioni, fiati, archi, ecc.) e ciascuno dei musicisti che ne fanno parte.

Se la sezione delle percussioni o dei fiati sono fuori tempo, non importa quanto suonino bene gli altri, il risultato finale non sarà buono. I musicisti hanno bisogno del direttore d’orchestra e questi ha bisogno dei suoi musicisti. Lo stesso vale per l’attività cognitiva.

Nel sequestro dell’amigdala, fenomeno descritto decenni fa da Joseph LeDoux, l’emozione (cervello verde) è molto più intensa della capacità della corteccia prefrontale (cervello giallo) di controllarla e gestirla. In questo caso, il cervello giallo non può prendersi cura del cervello verde a causa della sua intensità, quindi ha bisogno di un cervello giallo esterno per gestire e incanalare l’emozione.

Sebbene sembri che il cervello giallo sia il più importante, in realtà sono tutti necessari affinché l’intero organo lavori in modo olistico, nel suo insieme. Per questo motivo, una lesione, un trauma o un tumore in una qualsiasi area del cervello ne influenzerà la corretta attività e performance complessiva. Non solo l’area interessata.

Conclusioni

Il modello dei quattro cervelli può aiutare a capire lo sviluppo, l’attività e la connessione delle diverse aree del cervello, oltre a fornire spiegazioni di ciò che accade nei nostri bambini e studenti ogni volta che provano paura, rabbia o curiosità.

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  • Daniel Goleman (1996) Inteligencia Emocional. Madrid: Kairós