Il partner gioca ai videogiochi: cosa fare?

Che gli uomini amino trascorrere il tempo con i videogiochi è normale. Il problema si presenta quando si arriva a trascurare la relazione di coppia e le uniche ore condivise sono dedicate alla suddetta attività. Cosa fare?
Il partner gioca ai videogiochi: cosa fare?

Ultimo aggiornamento: 18 settembre, 2022

L’abitudine di trascorrere diverse ore al giorno ai videogiochi nasconde spesso un problema più serio di quanto sembri a prima vista. Cosa fare, nello specifico, quando il partner gioca ai videogiochi ignorando tutto il resto?

I videogiochi si distinguono come una potente fonte di intrattenimento e in alcuni casi possono anche offrire benefici psicologici. Diverse coppie, di fatto, condividono la passione per i videogiochi.

Pur così, in genere uno dei due mostra una maggiore predilezione a trascorrere passare il tempo davanti allo schermo e con il joystick in mano. Ciò provoca discussioni, conflitti, rimproveri e persino ultimatum.

Dedicare la maggior parte del tempo a un’attività trascurando il partner favorisce dinamiche controproducenti per la coppia. Lungi dall’essere un problema esclusivo delle coppie millennial, il partner che gioca ai videogiochi è una realtà comune.

Joystick.

Il partner non smette di giocare ai videogiochi: come comportarsi

Quando sentiamo qualcuno lamentarsi del fatto che il proprio partner trascorre tutto il tempo libero davanti ai videogiochi, pensiamo subito a un uomo; la verità, tuttavia, è che anche le donne hanno questa passione.

A ciò si aggiunto un altro fatto interessante, ovvero che questa pratica non è socialmente considerata preoccupante. Non mancano le persone che fanno notare Sarebbe peggio se bevesse alcolici” o ancora “Almeno è a casa e non altrove”.

Queste affermazioni danneggiano, non aiutano. Va considerato, di fatto, che il tempo condiviso è estremamente importante in una relazione. Tempo che deve essere di qualità e significativo, e non sul divano in cui uno dei due è fisicamente presente, ma mentalmente assente.

Quando la situazione perdura nel tempo e non ci sono cambiamenti, il rapporto si incrina. Piuttosto che minimizzare l’impatto che i videogiochi possono avere sulla relazione, si tratta di una realtà che richiede interesse e comprensione.

Stato d’animo quando il partner gioca ai videogiochi

È possibile raggiungere un accordo con il partner, come stabilire un tempo massimo da dedicare ai videogiochi per poi svolgere un’attività insieme: guardare una serie, uscire a cena, parlare. Alla fine, però, si nota che non è soddisfatto/a.

Quando questo atteggiamento si ripete giorno dopo giorno e non vi sono cambiamenti, è comune sperimentare una serie di realtà psico-emotive:

  • Sentirsi ignorati.
  • Chiedersi se per il partner è più importante passare il tempo davanti a una console piuttosto che insieme.
  • Non sentirsi apprezzati né amati.
  • Aspettarsi un cambiamento che non arriva.
  • Delusione nel vedere che molti programmi non vengono realizzati: uscire a cena, andare al cinema, guardare una serie lasciata in sospeso, etc.
  • Pur essendo accanto sul divano, il partner sembra assente.

Il partner non smette di giocare ai videogiochi: soffre di una dipendenza?

Quando si parla di dipendenze, è comune pensare a sostanze come le droghe. Tuttavia, il bisogno compulsivo di giocare ai videogiochi fa parte delle dipendenze comportamentali, sempre più comuni.

Uno studio condotto presso l’Università di Londra mostra che, sebbene sia vero che fino a molto tempo fa non vi si prestava grande attenzione, si tratta di un grave disturbo di salute mentale.

Alla luce di ciò, se qualcuno ci fa notare che il suo partner non smette di giocare ai videogiochi, bisognerebbe valutare se la persona soffre di una dipendenza comportamentale. Come capirlo? Le seguente dimensioni dovrebbero mettere in allerta:

  • La persona sembra più felice quando gioca ai videogiochi rispetto a qualsiasi altra attività.
  • Si isola e smette di dedicarsi ad altre attività. Trascorre gran parte del tempo ai videogiochi.
  • Trascura le sue responsabilità: lavori domestici, cura del partner, dei figli, degli animali domestici, mangia mentre gioca, etc.
  • Gioca anche di notte.
  • Quando gli/le viene chiesto di smettere di giocare e di trascorrere del tempo insieme o di svolgere altre attività, si arrabbia.
  • Anche la famiglia e gli amici si lamentano del troppo tempo trascorso con i videogiochi.
  • Afferma che giocherà solo per pochi minuti o mezz’ora, ma alla fine diventano ore.

Cosa fare?

Mancanza di controllo sul gioco, priorità assoluta di questa attività e abbandono di altre sfere della vita personale sono i principali indicatori di una dipendenza dai videogiochi. Se il partner evidenzia questa realtà, è importante richiedere un aiuto psicologico.

Non si tratta di una condotta esclusiva degli adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 18 anni. Le dipendenze da videogiochi riguardano anche la popolazione adulta e hanno un forte impatto sulle relazioni familiari e di coppia.

In questi casi, la terapia cognitivo comportamentale rappresenta l’approccio più adatto. D’altra parte, se il partner non smette di giocare ai videogiochi e trascura, bisognerà parlargli e chiedere un atteggiamento diverso.

Raggiungere un accordo sui tempi di gioco è essenziale. È necessario rispettarli, dedicarsi alla relazione e poter condurre una vita normale in cui dedicare ore a molti più compiti al di fuori di uno schermo.

Nel caso in cui la persona non sia disposta a giungere a compromessi, bisognerà valutare se mantenere o meno il rapporto. Si tratta indubbiamente di situazioni che si verificano con alta frequenza e di cui tenere conto.

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Per identificare la dipendenza da videogiochi e, quindi, per prevenirla e trattarla, è necessario conoscerne gli indicatori comportamentali.



  • Sarah M. Coyne, Laura A. Stockdale, Wayne Warburton, Douglas A. Gentile, Chongming Yang, Brett M. Merrill. Pathological video game symptoms from adolescence to emerging adulthood: A 6-year longitudinal study of trajectories, predictors, and outcomes.. Developmental Psychology, 2020; DOI: 10.1037/dev0000939
  • Pontes, Halley. (2018). Making the Case for Video Game Addiction: Does It Exist or Not?. 10.1007/978-3-319-95495-0_4.