Il ricatto emotivo e la manipolazione

· 7 marzo 2015

Il ricatto emotivo è una forma di controllo che ricorre al senso di colpa, all’obbligo o alla paura per fare in modo che una persona si comporti secondo gli interessi di chi la ricatta. Si tratta di un modo di manipolare la volontà altrui suscitando sentimenti negativi da cui la persona ricattata non può scappare, a meno di fare ciò che vuole il “ricattatore”.

A tutti è capitato di finire in una situazione del genere, come vittime o come carnefici. Ma perché manipoliamo gli altri o lasciamo che gli altri ci manipolino?

Il ricatto emotivo è nascosto nelle relazioni, per questo a volte è difficile capire quando veniamo ricattati o quando siamo noi a ricattare. Di solito avviene in maniera inconsapevole ed è per questo che non è semplice individure la manipolazione. Frasi come “Tu sai quello che fai”, “La decisione spetta a te”, “Se mi volessi davvero bene, non lo faresti” sono un esempio di messaggi che, a prima vista, sembrano inoffensivi, ma che in realtà hanno una certa intenzionalità, quella di mettere paura all’altra persona e di spingerla a soddisfare i desideri di chi pronuncia queste frasi.

In genere, associamo la manipolazione emotiva a persone machiavelliche, contorte ed egoiste. In pratica, tutti ricorriamo prima o poi a qualche tipo di ricatto emotivo. Uno esercita il ruolo di manipolatore ogni volta che tenta di controllare quello che dice o fa l’altra persona, quando esige senza dare alternative o quando distrugge l’autostima dell’altra persona. L’obiettivo del ricatto emotivo è quello di guadagnare potere in una relazione.

Come difendervi da chi vi ricatta

Non tutti i ricatti sono uguali né rispondono agli stessi obiettivi. Alcuni sono innocenti e quasi inoffensivi. Tuttavia, altri sono così contorti che possono distruggere psicologicamente l’altra persona. La manipolazione portata all’estremo può causare una ferita emotiva molto grave nella vittima.

Il ricattatore emotivo si rivela essere la vittima a causa di tutte le sue insicurezze e paure. Invece di farsi carico dei propri limiti, scarica sull’altro le proprie debolezze, suscitando sentimenti negativi. La persona ricattata accetta tutto, soprattutto per paura delle conseguenze, che scoppi una lite o che il ricattatore metta in pratica le proprie minacce.

Difendersi dal ricatto emotivo dipende da voi stessi. Se credete di essere manipolati, la cosa migliora è adottare un atteggiamento passivo, non negarvi, ma nemmeno accettare tutte le richieste del ricattatore, bisogna lasciarlo in stand by. Questo vi servirà per osservare le vostre emozioni. Sentimenti come il senso di colpa, l’irrequietezza o la frustrazione sono solitamente associati a pratiche di manipolazione. Nessuno può controllare le azioni altrui. Quindi, non lasciate che nessuno ricorra al ricatto emotivo per sottomettere la vostra volontà.