Il telencefalo: caratteristiche e funzioni

29 giugno, 2020
Il telencefalo è la parte più estesa del cervello. Decifrarlo non è stato affatto facile. Questa parte è responsabile di complesse funzioni all'interno del nostro organismo.

Il cervello si divide in più parti, una di queste è il telencefalo. Si tratta della struttura più estesa, più anteriore e superficiale del cervello. Con questo nome si indica una delle strutture che prendono forma durante lo sviluppo fetale, poiché ha origine dal tubo neurale.

Si trova al di sopra del diencefalo ed è il centro di convergenza più importante a livello somatico e vegetativo. Inoltre si divide in due emisferi: il destro e il sinistro, che si scambiano informazioni attraverso le fibre nervose del corpo calloso.

Grazie al telencefalo, possiamo contare su funzioni quali la memoria, le emozioni, il senso dell’olfatto, la vista e il gusto. Vi invitiamo a esplorare questa affascinante area del nostro cervello.

Come è strutturato il telencefalo?

Da un punto di vista embriologico e ontogenetico, i due emisferi si possono dividere in:

  • Neocorteccia, o corteccia nuova, recente. Include le aree più sviluppate della corteccia. Prende anche il nome di isocorteccia. È composta da 6 strati posti orizzontalmente l’uno sull’altro.
  • Paleocorteccia. La parte della corteccia che corrisponde alle regioni di terminazione delle vie olfattive.
  • Archicorteccia. Conosciuta anche come corteccia del lobo limbico. È ritenuta la parte più ancestrale della corteccia cerebrale.

Lo strato più esterno degli emisferi prende il nome di corteccia cerebrale e si divide in cinque lobi:

  • Lobo frontale. Si trova nella parte anteriore dell’encefalo ed è responsabile delle funzioni centrali nell’elaborazione delle informazioni, grazie a esso possiamo contare sulle funzioni esecutive.
  • Lobo parietale. Interviene nelle funzioni sensoriali di riconoscimento e posizionamento, nei processi cognitivi e analitici quali: la memoria, il calcolo e il senso dell’orientamento.
  • Lobo occipitale. Si occupa di percepire e analizzare l’informazione visiva. Questa include le distanze, le dimensioni, la luce, la posizione, il movimento, ecc.
  • Lobo temporale. È situato all’altezza delle orecchie ed è l’area con maggiore presenza di connessioni del sistema limbico, per questo è un’area affettiva. Inoltre, è fondamentale per la memoria.
  • L’insula. Una struttura che si trova in fondo alla scissura laterale di Silvio, e in cui convergono il lobo parietale temporale e quello frontale.  È associata alla percezione del gusto e dell’olfatto, al controllo delle viscere, al sistema somatosensoriale e all’integrazione emotiva, tra le tante funzioni.
Il telencefalo

Le strutture del telencefalo

Oltre alle parti di cui abbiamo parlato, possiamo distinguere le seguenti aree che compongono il telencefalo:

  • Corteccia cerebrale. Come già abbiamo visto, si divide in emisferi e lobi, ma anche in strati coordinati tra loro, in quanto aree dedicate alla sensibilità, all’attività motoria e all’associazione, con il compito di percepire e di elaborare le informazioni.
  • Amigdala. Si tratta di una struttura che fa parte del sistema limbico, ed è la responsabile del nostro universo emotivo. Grazie a essa, possiamo fuggire da situazioni rischiose e pericolose, nonché di imparare emotivamente.
  • Ippocampo. Le sue funzioni principali sono: il consolidamento e l’evocazione dei ricordi. A esso si deve anche l’orientamento, la capacità di imparare cose nuove, di interpretare i nostri ricordi e il legame tra questi ultimi con le emozioni.
  • Bulbo olfattivo. Si tratta di una delle parti più ancestrali dell’encefalo, impiegato da diverse decine di milioni di anni e presente al di sotto della parte inferiore della corteccia cerebrale. Si occupa dell’elaborazione delle informazioni provenienti dai recettori olfattivi.
  • Corpo striato. L’ingresso principale verso i gangli della base. Interviene nel controllo dei movimenti, nell’elaborazione della memoria procedurale, nella capacità di concentrazione, nella motivazione e nel sistema di ricompensa.

Patologie del telencefalo

Ogni area del cervello è fondamentale per la nostra sopravvivenza e, al tempo stesso, difficile da capire. Proprio per questo ci sono ancora patologie delle quali ignoriamo le cause, e per le quali non abbiamo una cura.

Il telencefalo non è da meno; anch’esso viene colpito da gravi patologie, difficili da diagnosticare. Riportiamo alcune patologie a esso associate:

  • Schizofrenia. La schizofrenia è un disturbo mentale per il quale l’individuo percepisce la realtà in modo distorto. Il dibattito sulle sue cause è ancora aperto; una potrebbe essere la carenza di glutammato, un neurotrasmettitore associato alle emozioni e al comportamento.
  • Depressione. Si tratta di un disturbo dell’umore caratterizzato da deterioramento, abulia, pianto facile, perdita o aumento dell’appetito, idee suicide, per fare qualche esempio.
  • Bipolarità. È un disturbo mentale caratterizzato da una mania o da una condizione ipomaniacale e da depressione maggiore. Questo disturbo provoca un significativo malessere nel soggetto affetto e in chi lo circonda.

Altre patologie e studi correlati

  • Morbo di Parkinson. Si tratta di una malattia che coinvolge il coordinamento dei movimenti e che provoca declino cognitivo, depressione e iposmia, tra i vari fattori. Il suo sviluppo è associato a una malattia dei gangli della base.
Patologie del telencefalo

Oggi possiamo contare sugli enormi passi avanti fatti da gruppi di ricerca come quello di Scott e dei suoi collaboratori, che in un articolo pubblicato sulla rivista Experimental Neurology suggeriscono che la causa del declino neuronale nel morbo di Parkison si trova nei geni autosomici recessivi.

Non dimentichiamo altri studi di ricerca, come quello pubblicato lo stesso anno (2018) sulla rivista The World Journal of Biological Psychiatry, in cui si mette in luce il rapporto tra anomalie genetiche del sistema endocannabinoide e la schizofrenia o il disturbo bipolare.

Per quanto sia difficile analizzare queste patologie, non sarà sempre così. Grazie agli attuali studi di ricerca nel campo delle neuroscienze, oggi possiamo contare su possibili vie per capirle meglio. Ci auguriamo di poter trovare una cura in futuro.