Imparare dagli imprevisti

Imparare dagli imprevisti è fondamentale al fine di regolare la nostra conoscenza del mondo. Questa capacità, come evidenziato dalla ricerca, è già presente nei bambini di soli 11 mesi.
Imparare dagli imprevisti

Ultimo aggiornamento: 18 febbraio, 2021

Quando il mondo che ci circonda è prevedibile e tutto va come previsto, abbassiamo la guardia. Questo perché ogni cosa accade come ci aspettiamo e non proviamo alcun tipo di sorpresa. Ma ecco che quando si verifica un evento al di fuori delle nostre aspettative, prestiamo la massima attenzione possibile e, in alcuni casi, riusciamo a imparare dagli imprevisti.

Si può affermare che non vi è apprendimento senza attenzione e che l’attenzione è più facilmente orientata verso ciò che ci sorprende. L’vento sorprendente, dunque, cattura la nostra attenzione o interesse e viene memorizzato più facilmente.

In questo articolo scopriremo cosa e come imparare dagli imprevisti. Scopriremo anche che questa capacità è presente quasi dalla nascita e che è un’alternativa alle concezioni classiche dell’apprendimento. Alcuni psicologi ed educatori la ritengono, anzi, estremamente importante.

Imparare dagli imprevisti: concetti generali

A volte la scienza non progredisce seguendo la normale logica. È interessante notare che la stessa identica cosa accade negli esseri umani: imparare dagli imprevisti è spesso molto più efficace che imparare osservando un mondo prevedibile.

Seguendo questo ragionamento, i ricercatori Stahl, A. e Feigenson, L. (2015) hanno pubblicato un articolo sulla rivista Science in cui descrivono questo fenomeno. Spiegano, inoltre, che i bambini di soli 11 mesi si annoiano quando il mondo e gli oggetti intorno a loro sono prevedibili.

Gli autori hanno osservato che i bambini smettono rapidamente di prestare attenzione a una palla che si muove in modo prevedibile. Si concentravano, invece, su una palla che si muoveva in modo insolito, anche attraversando i muri. Vediamo questo fenomeno più nel dettaglio.

Bambino che gioca.

Siamo scienziati nati: cosa imparare dagli imprevisti

Alla nascita il nostro comportamento somiglia a quello degli scienziati. I bambini che hanno partecipato allo studio citato non si sono limitati a imparare dagli imprevisti (come successo con la palla che ha attraversato i muri), ma hanno anche voluto fare subito delle prove con gli oggetti dal comportamento inaspettato.

Così come gli scienziati vogliono testare le proprie ipotesi per comprendere ciò che accade quando osservano un determinato fenomeno, i bambini si comportano in modo simile con ciò che osservano.

Per esempio, quando i bambini vedevano una palla passare attraverso un muro, cercavano di prenderla. Una volta che l’avevano tra le mani, la stringevano e la colpivano. Volevano verificare che si trattasse di un oggetto solido? Volevano fare delle prove con quella palla?

In un’altra condizione sperimentale, i bambini vedevano una palla muoversi e passare attraverso un buco, ma senza caderci dentro. Chiunque si sarebbe aspettato che la palla cadesse attraverso il buco, ma così non è stato. Era una situazione del tutto inaspettata per i bambini.

In questo caso, appena ne hanno avuto l’opportunità, si sono avvicinati alla palla e hanno iniziato a fare degli esperimenti lanciandola più volte a terra, come se volessero controllare se obbediva alle leggi di gravità. Non è sorprendente?

I misteri dell’apprendimento imprevisto

Per la scienza, i misteri per cui i bambini riescono a imparare dagli imprevisti sono ancora lontani dall’essere spiegati. Come ci riescono? Vi è nell’essere umano una programmazione innata per la comprensione delle leggi della fisica? Questo argomento genererebbe un acceso dibattito tra innatisti e ambientalisti. Chi avrà ragione?

I bambini sembrano rilevare ciò che sfida le leggi della fisica. Ma non solo: tendono anche a esplorare e cercare di capire “fisicamente” eventi imprevisti.

Lo studio citato sembra dimostrare l’esistenza di leggi fisiche innate, poiché è estremamente improbabile che i bambini possano fare inferenze logico-causali che richiederebbero capacità di ragionamento avanzate.

Neonato che gioca con le palle.

Conclusioni sul fenomeno dell’apprendimento imprevisto

Come sottolinea lo studio di cui sopra, le principali conclusioni sulla capacità umana di imparare dagli imprevisti possono essere riassunte come segue:

  • I bambini cercano di imparare di più sulle cose per loro nuove, su ciò che è inaspettato e che viene meno agli schemi delle loro aspettative.
  • Sembrano distinguere tra ciò che è prevedibile e ciò che è inaspettato. Ovviamente, prestano maggiore attenzione a questi ultimi casi.
  • I bambini si mostrano capaci di fare previsioni su cosa succederà a un oggetto, in modo che se qualcosa che pensano accadrà non accade, ne risulteranno sorpresi e continueranno a indagare sul fenomeno.
  • Quando le loro previsioni sugli eventi si rivelano diverse dalla realtà dei fatti, i bambini esplorano quella dissonanza per saperne di più sul mondo che li circonda.

Appare evidente che fino ad oggi abbiamo sottovalutato la capacità di apprendimento umano, visto che le abilità necessarie per imparare dagli imprevisti sono già presenti nei bambini.  Alla luce di questi dati, rimarremo ancorati ai vecchi paradigmi?

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