Inception, traumi nascosti nei nostri sogni

· 9 agosto 2018

Inception è un film americano di fantascienza del 2010, scritto, prodotto e diretto dal britannico Christopher Nolan, noto per aver trattato diversi disturbi psicologici nei suoi film. In Inception ci immergiamo nel mondo dei sogni, del subconscio e delle allucinazioni causate dai traumi. Il film è stato ben accolto da parte del pubblico e ha suscitato numerosi dibattiti per via del finale.

Dom Cobb (Leonardo DiCaprio) è uno specialista dei sogni in grado di estrarre idee dai sogni degli altri. Non si tratta di entrare nel sogno di un’altra persona, ma di generare un sogno condiviso e, all’interno di esso, portare a termine un piano. A tale scopo, sono necessarie molte persone: innanzitutto il sognatore; poi l’architetto, che ha il compito di progettare il sogno; e infine l’individuo da cui si vogliono estrarre le informazioni attraverso il suo subconscio.

All’interno del sogno, troviamo anche altre persone, che non sono altro che proiezioni del subconscio dell’individuo al quale si vuole accedere. Queste proiezioni cercheranno di difendersi dai cambiamenti che percepiscono, al punto da poter divenire molto violente, sotto forma di individui addestrati per impedire ad altri di entrare nella loro mente. Christopher Nolan non si ispira a una particolare teoria, non segue alcuna linea di ricerca, bensì prende spunto da elementi di diverse teorie e stabilisce la propria logica dei sogni.

Dom Cobb, oltre a estrarre idee dal subconscio di una persona, può impiantare una nuova idea, procedimento noto come “inception”; tuttavia questa pratica è molto più rischiosa e le sue conseguenze possono portare a pazzia o ossessione. Per portare a termine il procedimento, bisogna avanzare attraverso tre diversi livelli del sogno e l’individuo deve credere che questa idea sia emersa da lui stesso, non sospettando mai che sia stata impiantata.

Il film presenta questi sogni come qualcosa di falso, di prefabbricato. In Inception non si investiga sulla natura del sogno, bensì i sogni vengono prodotti con uno scopo. Dom Cobb e i suoi compagni dovranno impiantare un’idea nella mente dell’erede di un impero economico così da aiutare il suo principale concorrente. Con lo stile di un thriller, Inception entra nel mondo dei sogni e ci immerge in una trama piena di azione.

La struttura dei sogni in Inception

Inception ci fa viaggiare lungo sogni indotti e condivisi da più persone al fine di ottenere qualcosa. Per uscire da questi sogni, ci sono tre modi: la fine del sogno che porta al risveglio; la morte nel sogno, non nella realtà, che farà svegliare; il calcio, ovvero quel momento in cui sentiamo che stiamo cadendo e quindi ci svegliamo. In Inception, i calci saranno sincronizzati e accompagnati dalla canzone Non, je ne regrette rien.

Nel film ci sono diversi livelli di sonno, uno all’interno dell’altro. Per effettuare la “inception”, bisogna passare attraverso tre diversi spazi onirici, arrivare al fondo del subconscio dell’individuo e impiantare l’idea. Per raggiungere questi livelli, ci si avvale di un forte sedativo che induce in un sonno molto profondo; in questi livelli di sonno la morte non li farà svegliare, bensì li condurrà in uno spazio onirico noto come limbo.

Scena di un sogno ambientato in una città durante il film Inception

Nel limbo il tempo passa molto lentamente, tanto da sembrare infinito. Quando sogniamo, viviamo tutto quello che accade come reale. Nel film vediamo che il dolore è nella mente e che tutte le sensazioni sperimentate nel sogno sono percepite come reali. Se si viene feriti in sogno, il dolore sarà reale; e se si vive una vita infinita, la percezione di essa sarà reale.

Gli individui dovranno evitare di morire nel sonno perché, anche se non è una vera morte, passeranno a un nuovo livello di sonno in cui crederanno di vivere una vita intera. La struttura dei sogni che viene presentata in Inception è simile a una matrioska: più è interno il livello del sogno, più lunga è la durata del tempo. Nel tempo reale passeranno dieci ore, ma in quello onirico trascorreranno una settimana nel primo livello, sei mesi nel secondo e dieci anni nel terzo. La struttura di questi sogni è influenzata dalle teorie di Lacan e perfino da Saussure che proponeva una struttura linguistica in cui i sogni sono come frasi subordinate, ovvero l’una nell’altra.

Cobb e la sua squadra usano un totem per non impazzire e poter capire sempre quando si trovano in un sogno o nella realtà. Ognuno di loro ha un oggetto personale e non trasferibile di cui conosce tutte le caratteristiche, il peso, la consistenza, il colore. Nei sogni questi totem possono subire delle modifiche, ad esempio nel peso, nel modo in cui cadono a terra, ecc. Solo il proprietario deve conoscerne tutte le caratteristiche per non cadere in inganno e sapere sempre in quale stato si trova.

Di Caprio con una pistola mentre osserva il suo totem

La proiezione dei traumi in Inception

La parola trauma viene dal greco e significa ferita. Quindi associamo i traumi a ferite emotive che hanno segnato l’individuo; inoltre, in tedesco, traum significa sogno. Freud fu uno dei primi a indagare su come i traumi vengono rappresentati nell’inconscio.

Seguendo quanto sostiene Freud, i traumi avrebbero una rappresentazione simbolica nell’inconscio; in altre parole, devono essere interpretati. Tuttavia, nel film di Nolan l’inconscio si difende da possibili intrusi, ma non è un luogo in cui i traumi si “camuffano”, bensì dove le idee dell’individuo sono protette e le proiezioni attaccano gli invasori. Per approfondire il film, è purtroppo necessario fare un po’ di spoiler, quindi se non lo avete visto, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura.

Persone addormentate in un'auto che cade in acqua

Le proiezioni sono spesso associate a persone conosciute. Nel caso di Cobb, la sua defunta moglie appare costantemente nei sogni cercando di sabotare i suoi piani. Questa proiezione non è solo l’immagine che il protagonista ha della moglie, ma il riflesso di una parte di sé stesso. Cobb ha sentimenti contrastanti sulla morte della moglie, si sente colpevole, triste, frustrato… cosa che può nascondere nella vita reale, ma non nel suo inconscio; quindi non sorprende che sua moglie appaia anche nei sogni prefabbricati.

In questo senso Nolan si avvicina alla corrente junghiana, mostrandoci che le proiezioni dell’inconscio hanno una componente del sé. Cobb non vede solo la moglie, ma la sua stessa colpa per la sua morte. Si avvicina a Jung anche nell’idea dei labirinti, poiché la struttura o il disegno del sogno devono avvicinarsi a quella di un labirinto.

Nolan attinge da diverse teorie, stabilisce la sua concezione dei sogni e la esprime in Inception.

“Tu crei il mondo del sogno, noi portiamo il soggetto dentro quel sogno e lui lo riempie con il suo subconscio.”

-Inception-