Intelligenza e intuito per scegliere in armonia

14 Febbraio 2020
Già Albert Einstein diceva che l'intelligenza e l'intuito devono sempre andare di pari passo. Lo psicologo Gerd Gigerenzer, direttore del Max Planck Institute, sottolinea che la persona intuitiva farà sempre la differenza nella nostra società.

Quando intelligenza e intuito lavorano in armonia, riusciamo a dare il meglio di noi. Combinando entrambi questi elementi, siamo riusciti storicamente a risolvere i problemi in modo più efficace. Anzi, è proprio quando si combinano queste due qualità che prendiamo le decisioni migliori, perché riusciamo a usare sia la ragione che i sentimenti con il giusto equilibrio.

Detto questo, un atteggiamento molto comune è quello di concepire concetti come intelligenza e intuito come dimensioni opposte. È altrettanto comune intendere l’intelligenza come quel modo di operare altamente razionale, logico e persino analitico, mentre l’intuito è spesso associato a un substrato non scientifico e, a volte, persino esoterico.

Niente è più lontano dalla realtà. Libri famosi come In un batter di ciglia. Il potere segreto del pensiero intuitivo di Malcolm GladwellPensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman ci incoraggiano a scoprire come funzionano queste dimensioni. Dobbiamo iniziare a pensare meglio, e per farlo, non è necessario dedicare ore o addirittura giorni a deliberare sulle nostre decisioni; dovremmo invece cercare di entrare in connessione con la nostra voce interiore.

Albert Einstein disse che la mente intuitiva è un dono sacro, mentre la mente razionale è il suo fedele servitore. Tuttavia, la nostra società dà più valore al servitore, trascurando – se non dimenticando del tutto – il nostro dono.

È tempo, quindi, di cominciare a capire che entrambe le sfere devono sempre operare in armonia, solo allora passeremo dal mondo dell’intelligenza al regno della saggezza.

Donna che pensa conciciando intelligenza e intuito

Intelligenza e intuito: la conoscenza autentica a nostra disposizione

Per comprendere meglio il legame tra intelligenza e intuizione, faremo un esempio. Pensiamo a un medico, un bravo professionista, che improvvisamente ha un paziente con sintomi insoliti. Decide, per un momento, di applicare il senso logico e cerca di dedurre in modo oggettivo di quale disturbo soffre la persona.

Tuttavia, sceglie anche di affidarsi all’intuito, quel senso senso che deriva dall’esperienza, dal suo bagaglio personale e dal suo occhio clinico. Sa che attraverso quella voce interiore può reagire più in fretta, ma è sempre meglio fare uso di entrambe le sfere: della ragione e dell’intuito, dell’intelligenza e di quei sospetti che emergono dalla lunga esperienza professionale.

Dovremmo padroneggiare tutti entrambi i modelli di pensiero. La mente razionale e la mente intuitiva si supportano a vicenda e usciamo sempre vittoriosi quando lavorano in armonia. Se ne usiamo solo uno, limiteremo il nostro vero potenziale, perché chi si lascia guidare solo dall’intuito può prendersi una portata in faccia non una volta, ma dieci volte.

D’altra parte, coloro che scelgono di tacere quello che conosciamo come istinto o addirittura sesto senso tagliano le gambe alla loro stessa intelligenza. Vediamo perché.

Ragazzo che riflette

L’intuito è una guida, non un oracolo

Di solito assimiliamo il termine intuito a una specie di oracolo. Come se da noi emergesse una voce profetica in grado di rivelare cosa fare e cosa non fare in ogni momento. La verità è che questa dimensione del pensiero non funziona così. Un interessante studio condotto presso l’Università di Elizabethtown, negli Stati Uniti, dal Dr. Jean Preatz, evidenzia un aspetto rilevante.

Quasi il 90% degli infermieri usa il proprio intuito quando prende decisioni quotidiane al lavoro. Lo fanno perché sanno che quest’area funziona come un quadro d’azione. In altre parole, è l’istinto che ci dice cosa merita la nostra attenzione e cosa no, cosa potrebbe essere un po’ più corretto e cosa no.

Intelligenza e intuito, un atto di coraggio e fiducia in se stessi

Gerd Gigerenzer, direttore del Max Planck Institute for Human Development, è uno degli psicologi più importanti nello studio del processo decisionale. Per lui, intelligenza e intuito costituiscono l’esercizio quotidiano capace di metterci in situazioni vantaggiose.

Come spiegato nel suo libro Decisioni intuitive. Quando si sceglie senza pensarci troppo, le persone intelligenti ascoltano il loro intuito, le loro emozioni e i loro presentimenti. Inoltre, se c’è qualcosa che questo psicologo tedesco ha imparato durante la sua vita come ricercatore, è che i sentimenti meritano almeno un po’ della nostra attenzione. Quando compaiono, non devono essere scartati o invalidati all’istante.

Ascoltarli è un atto di coraggio e fiducia in se stessi. Perché quando arriva la voce dell’intuito, in qualche modo, ci pone sempre davanti a una sfida. Sussurra determinate direzioni, orientamenti e percorsi. Tutte queste informazioni devono essere valutate e passare attraverso il filtro della ragione; solo allora scopriremo le opzioni più appropriate per noi.

Profilo di donna pensierosa e tramonto

Conclusione

Come ha sottolineato Albert Einstein, nella nostra società moderna e attuale, l’intelletto viene valutato al di sopra di ogni altra dimensione. Alla luce di ciò, le qualità più apprezzate sono il ragionamento logico, la deduzione, l’analisi, ecc. Anzi, abbiamo addirittura sviluppato test standardizzati per valutare il quoziente intellettivo e sapere fin dove possiamo arrivare.

Tuttavia, releghiamo in un angolo dimenticato una dimensione quasi essenziale che, in realtà, usiamo ogni giorno: l’intuito. È questo che ci aiuta a decidere in fretta, che ci guida e ci consente di reagire alle sfide quotidiane. Saper usarlo, ascoltarlo e fare in modo che sia sempre in perfetta armonia con l’intelligenza, ci permetterà di decidere meglio e di rispondere efficacemente. Dobbiamo osare, usare intelligenza e intuito ed entrare nel regno della saggezza.

  • Gigerenzer, Gerd (2008) Gut Feelings: Short Cuts to Better Decision Making. Penguin
  • Pretz, J. E., & Folse, V. N. (2011). Nursing experience and preference for intuition in decision making. Journal of Clinical Nursing20(19–20), 2878–2889. https://doi.org/10.1111/j.1365-2702.2011.03705.x