Intelligenza multifocale per essere felici

La teoria dell'intelligenza multifocale spiega come viene costruito il pensiero a partire da alcuni processi mentali. È possibile imparare a gestire i nostri pensieri fino a renderli costruttivi.
Intelligenza multifocale per essere felici
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 08 marzo, 2023

L’intelligenza multifocale è una teoria formulata dallo psichiatra e psicoterapeuta Augusto Cury. Spiega come viene costruito il pensiero e gli effetti che questo ha sul benessere emotivo. È un approccio esistenziale il cui obiettivo principale è imparare a usare la mente in maniera costruttiva.

Il nostro modo di pensare – compresa l’elaborazione delle informazioni esterne – influenza drasticamente la maniera in cui ci collochiamo nel mondo. A partire da questo, sviluppiamo i nostri atteggiamenti e comportamenti.

Utilizzando bene l’intelligenza multifocale, quindi, è possibile gestire in modo soddisfacente la produzione dei pensieri. Ciò si riflette in un atteggiamento di vita più costruttivo e orientato verso obiettivi positivi.

“Il pensiero è il cavallo, la ragione il cavaliere”

-Aurore Dupin-

Ragazza pensierosa

L’intelligenza multifocale

Si definisce intelligenza multifocale il risultato dell’interazione tra le strutture psicodinamiche all’intero della nostra mente. Detto in parole più semplici, all’interno del cervello avviene una serie di processi. Il modo in cui questi si collegano dà origine a ciò che chiamiamo intelligenza, dal punto di vista della teoria multifocale. I processi coinvolti nell’intelligenza multifocale sono quattro:

  • Costruzione del pensiero.
  • Trasformazione dell’energia psichica.
  • Autoformazione.
  • Organizzazione della memoria a partire dalla storia cosciente e incosciente.

Il Sé o l’Io è l’entità che dirige e amministra l’insieme di tali processi; ciò significa che possono anche essere diretti in modo cosciente. Questa teoria sostiene che tale risultato viene raggiunto mediante un’analisi critica che ci consente di vedere gli eventi da diversi punti di vista. Permette, inoltre, di attribuire nuovi significati agli stimoli che ci colpiscono in senso negativo.

Alla base della teoria

La teoria dell’intelligenza multifocale si basa sulla filosofia e sulla psicologia esistenziale, oltre che sulla psicoanalisi archetipica. È una prospettiva che intende riscattare il pensiero logico. Con questa premessa, si analizza in quale modo alcuni pensieri derivano da altri, in un processo concatenato. La speranza è di poter intervenire su uno degli anelli della catena e quindi generare un’inerzia.

Ciò che propone questa teoria, in breve, è di mettere in discussione, sfidare e affrontare in modo critico i pensieri perturbanti che giungono alla nostra mente; pensieri che sono il risultato della nostra storia emotiva, sia conscia che inconscia. Secondo questo approccio, i pensieri angoscianti o l’ansia anticipatoria richiedono solo cinque secondi prima di produrre un segno sul nostro cervello.

Questa incisione permane nella corteccia cerebrale e apre in seguito una “finestra” o prospettiva distruttiva. Per esempio, dobbiamo parlare in pubblico e iniziamo a pensare che il nostro discorso andrà male? Ebbene, in soli cinque secondi verrà costruita una dimensione ad hoc. Cominceremo ad anticipare una serie di situazioni negative, dando anche forma, in parallelo, a una catena di emozioni distruttive.

Se a questo scenario, invece, opponiamo il pensiero razionale, saremo in grado di impedire l’apertura di tale finestra. È quanto assicura la teoria dell’intelligenza multifocale. Con il tempo e la pratica, inoltre, si acquisterà sufficiente abilità per impedire allo stesso pensiero negativo di avviare tale processo. Esattamente a questo mira, dunque, l’intelligenza multifocale.

Intelligenza multifocale, testa con meccanismi

Allenare l’intelligenza multifocale

Augusto Cury propone alcuni esercizi che hanno il potere di allenare l’intelligenza multifocale. Si tratta, in generale, di fare una piccola pausa che verrà sfruttata per prendere consapevolezza dei pensieri all’origine delle nostre azioni. È ciò che viene chiamato gestione o amministrazione del pensiero. Le azioni consigliate sono le seguenti:

  • Brevi momenti di rilassamento. È importante concedersi alcuni minuti per rilassare la mente, più volte durante la giornata. Prendiamoci un paio di minuti per respirare e per dare un’interpretazione costruttiva a quello che stiamo facendo.
  • Dare valore agli stimoli positivi. Significa allenare la nostra attenzione a concentrarsi di più sugli aspetti positivi presenti nel nostro ambiente circostante. È un esercizio su cui tornare diverse volte nel corso della giornata.
  • Attività costruttive e creative. Leggere, scrivere o fare arte in qualunque delle sue manifestazioni oppure dedicarsi ad altre attività nobili, come curare una pianta o l’ambiente, aiuta la mente a diventare più flessibile e costruttiva.
  • Riposo adeguato. Non bisogna mai rinunciare alle ore di sonno, per nessun motivo. Allo stesso tempo, è importante effettuare una chiara separazione tra il tempo dedicato al lavoro e il tempo riservato al riposo. Quest’ultimo è sacro.
  • Frenare i pensieri anticipatori. Prestare attenzione all’irruzione dei pensieri perturbanti e poi analizzarli in modo critico.

Questi sono alcuni dei modi per educare il pensiero e, allo stesso tempo, per trasformare le emozioni distruttive. Con il tempo, secondo questa teoria, il nostro impegno ci garantirà una vita più intelligente, tranquilla e costruttiva.


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  • Suárez, C. S., & Barrios, L. (2012). El cerebro triuno y la inteligencia ética: matriz fundamental de la inteligencia multifocal. Praxis, 8(1), 147-165.


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