Interpretazioni femminili che lasciano il segno

· 5 gennaio 2018

Quando ci troviamo di fronte al “dilemma” di quale film vedere, non siamo soliti chiederci se nel cast predominino uomini o donne. A determinare la nostra scelta è soprattutto la trama. Tuttavia, vi sono alcune interpretazioni femminili imperdibili. Ruoli espressamente scritti da e per le donne.

Uscendo dal circuito dei film più commerciali, possiamo trovare alcune interpretazioni femminili con le quali dilettarci, crescere e provare empatia. In questo senso, potremmo dire che nella varietà sta il piacere, tanto nella tematica, come nell’epoca o nel tipo di narrativa.

A seguire, cercheremo di offrire un compendio interessante, una lista di film diversi e d’impatto, nei quali le donne hanno un ruolo da protagoniste e recitano in modo degno di nota.

4 interpretazioni femminili che lasciano il segno

La ciociara di Vittorio de Sica

Il neorealismo italiano ci regala questo film immenso che, con interpretazioni eccellenti e una storia basata su fatti reali, riesce sempre a far accapponare la pelle allo spettatore. Il film è basato su un libro di Alberto Moravia che, nel 1943, si stabilì nel sud Italia, dove venne a conoscenza delle crudeltà messe in atto da coloro che avrebbero invece dovuto far parte delle forze alleate, incaricate di liberare il popolo dalle barbarie del nazionalsocialismo, o più comunemente nazismo.

Scena de La ciociara

In una delle operazioni più vergognose e sadiche della storia militare, il generale Alphonse Juin ordinò alle sue truppe francesi, conosciute come “los Goumiers”, di decidere per conto loro e fare ciò che volevano nei territori già recuperati da parte delle forze alleate.

Le truppe intesero “questo ordine” come un regalo e misero in atto opere estremamente crudeli. Furono molte le donne italiane che subirono queste atrocità. Per portare la sua storia sul grande schermo, Vittorio de Sica vide in Sophia Loren l’attrice perfetta per dare vita e mostrare allo spettatore tutta la sofferenza che le donne vissero in questo contesto tremendamente crudele.

Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Uli Edel

Questo film cult tedesco si basa sul racconto autobiografico di Vera Christiane Felscherinow, intitolato in italiano Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Vera continua a risvegliare un grande interesse nel suo paese e questo film, basato appunto sulla sua autobiografia, è una delle storie di maggior rilievo e successo che parlano della dipendenza dall’eroina e dei diversi modi in cui può essere consumata.

Ragazza di Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Tra le interpretazioni femminile che hanno segnato la storia, ricordiamo quella della giovanissima attrice Natja Brunckhorst, che risulta più che convincente per la naturalezza con la quale interpreta la protagonista: una bambina di 13 anni che è motivata solo dalla musica di David Bowie, dall’affetto della sorella e dal frequentare sempre più spesso il locale alla moda di Berlino dove è solito andare il ragazzo che le piace.

Una storia che ci mostra come una gioventù innocente possa essere trasportata verso il consumo più brutale e spietato dell’eroina, che può arrivare a strappare la vita a un’intera generazione di giovani. David Bowie si mostrò talmente interessato al romanzo che accettò di recitare nel film, mettendo così la ciliegina sulla torta a quest’opera.

Lettera da una sconosciuta di Max Ophüls

Già nell’introduzione alludevamo alla possibilità di passare da qualsiasi tipo di genere cinematografico ed epoca in cerca delle migliori interpretazioni femminili. In questo senso, il cinema dell’età d’oro di Hollywood non poteva mancare e questa pellicola è uno dei suoi cavalli di battaglia. Ci parla dell’amore più platonico e idealizzato possibile, senza che, in nessun momento, raggiunga la saturazione e, dunque, che vi sia il pericolo che lo spettatore possa stancarsi.

L’attrice Joan Fontaine è splendida nel suo ruolo e dà prova, ancora una volta, della sua moderazione interpretativa, che non ha niente a che vedere col trasmettere l’immagine di una donna sciocca. Il suo personaggio, Lisa, è così autentico e sognatore che arriva a confondere l’uno per l’altro, senza però arrivare in nessun momento a confabulare una storia falsa. Parla di un amore breve, ma che sarà l’amore della sua vita e dei suoi ricordi.

Scena di Lettera da una sconosciuta

Joan Fontaine in questa storia incarna una donna di grande personalità. Crede di non meritare l’amore che riceve, ma non per questo si scredita; piuttosto cerca di andare avanti e vivere da donna indipendente.

Monster di Patty Jenkins

Questo film mette in scena la vera storia di Aileen Wuornos, una serial killer statunitense. Nel film viene interpretata da un’irriconoscibile Charlize Theron, in una delle migliori interpretazioni femminili della storia del cinema che ha lasciato il pubblico e la critica senza parole.

Alieen Lee è una prostituta segnata da una serie di avvenimenti che hanno minato profondamente la sua autostima. Sua madre è stata violentata da un amico del padre e, all’età di 15 anni, lei viene abbandonata con la speranza che una brava persona si impietosisca e le voglia bene.

Il futuro, però, non le riserva altro che prese in giro a causa del suo aspetto sgradevole, accentuato da alcune bruciature dell’infanzia. Alieen trascura sempre di più il suo aspetto fisico, diventa alcolizzata e si prostituisce, lasciando che molti dei suoi clienti la denigrino e insultino.

Scena di Monster

Una sera conosce Selby, interpretata da Christina Ricci, una giovane lesbica che trascorre una stagione a casa dei suoi zii, nella stessa località dove vive Alieen. In quest’occasione instaurano un bel rapporto e comincia poi una storia di amore che, inizialmente, è caratterizzata dalla confusione sui loro sentimenti.

Ci trasmette l’idea che tutti al mondo meritano un’opportunità, ma questo stesso mondo è popolato da veri e propri mostri del cuore, che finiscono per far impazzire le anime più vulnerabili, fino al punto da far comprendere loro solo la vendetta. Questo film è imprevedibile, emozionante e, nella sua narrazione, vi è un invito a capire quanto le circostanze della vita segnino irrimediabilmente il nostro carattere.