Intervento psicosociale nella salute mentale

30 Agosto 2019
Nonostante la crescente normalizzazione della malattia mentale, l'intervento psicosociale in questo campo resta una realtà semisconosciuta. Vediamo, quindi, il ruolo che si può occupare nell'ambito di un intervento, e come definire obiettivi e possibilità.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), “la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto nell’assenza di malattia”. Ebbene, per raggiungere o preservare questo stato, si possono utilizzare strategie prese in prestito da diversi campi d’azione. Uno di questi ambiti di conoscenza e applicazione è l’intervento psicosociale.

Prima di approfondire, occorre capire di cosa si tratta. Secondo la definizione di Alvis (2009), l’intervento psicosociale è un processo rivolto a promuovere la capacità di sviluppo dell’essere umano, della famiglia e della comunità.

Permette ai soggetti di esercitare controllo e il potere sul proprio ambiente circostante, a livello individuale e sociale. Aumenta, pertanto, il benessere e la qualità della vita; dota, infatti, l’individuo di strumenti che gli consentono di affrontare e risolvere problemi e di realizzare cambiamenti nel proprio ambiente.

“Lo stato della tua vita non è altro che un riflesso dello stato della tua mente.”

-Wayne Dyer-

Uomo con barba e occhi chiusi

Cosa si intende per salute mentale?

Secondo la definizione di Oramas, Santana e Vergara (2013), la salute mentale consiste nella capacità di prendere contatto con la realtà per poi trasformarla attraverso il confronto, la gestione e la risoluzione integrata dei conflitti, sia interni all’individuo sia quelli tra l’individuo e il suo ambiente. Quando tale apprendimento è disturbato o il tentativo di risolvere i conflitti fallisce, si comincia a parlare di malattia.

Altri, come Riviere, seguendo la stessa linea affermano che “la salute mentale è la capacità di mantenere relazioni dialettiche e trasformative con il mondo, che permettono di risolvere le contraddizioni interne dell’individuo e di questi con il contesto sociale” (citato in Oramas, Santana e Vergara, 2013).

Secondo l’OMS, la salute mentale è “uno stato di benessere in cui l’individuo può esprimere il suo potenziale, affrontare il normale stress della vita, lavorare in modo produttivo e fruttuoso e apportare un contributo alla propria comunità”.

Sebbene la capacità di gestire i conflitti quotidiani e di trasformare la propria realtà sia importante, ci sono tuttavia altri fattori decisivi per la salute mentale:

  • Il contesto sociale: ad esempio situazioni di povertà, abuso, appartenenza a minoranze, etc.
  • Storia familiare.
  • Comorbilità con altre malattie croniche.

Quando si parla di malattie mentali, l’acquisizione di abitudini sane e la prevenzione sono essenziali. Secondo FEAFES, la malattia mentale è un’alterazione di tipo emotivo, cognitivo e/o comportamentale in cui sono coinvolti processi psicologici di base.

Alcuni di questi processi elementari sono: emozione, motivazione, cognizione, consapevolezza e comportamento. Si può dire, quindi, che la malattia mentale ostacola l’adattamento della persona al contesto culturale e sociale in cui vive e crea una forma di disagio soggettivo.

Intervento psicosociale nel campo della salute mentale

Sebbene la malattia mentale in alcuni settori sia ancora un argomento tabù, predomina la normalizzazione secondo un’idea diffusa: ognuno di noi è suscettibile di sviluppare una malattia mentale. Non bisogna dimenticare che, come afferma l’OMS, una persona su quattro è o sarà affetta da un qualche disturbo mentale per tutta la vita.

Tra le malattie mentali più diffusi troviamo:

  • Disturbi dell’umore.
  • Disturbi d’ansia.
  • Malattia mentale correlata al consumo e abuso di sostanze tossiche.
  • Disturbi psicotici.
  • Disturbi della personalità.
  • Altri disturbi dissociativi ed evolutivi, etc.

In quali contesti agisce?

L’intervento psicosociale si sviluppa attraverso due ambiti correlati: la psicologia e il sociale. Parte dall’individuo, tenendo conto dell’intero contesto sociale che lo circonda e con cui interagisce. Quando si interviene, occorre tenere presente che i professionisti delle cure primarie occupano sempre un ruolo chiave. Si tratta, innanzitutto, del servizio più accessibile e veloce per chiunque. A partire da ciò, il professionista di riferimento formulerà una valutazione e indirizzerà l’utente.

L’azione coordinata delle diverse figure professionali è essenziale per un buon risultato. Sebbene il trattamento farmacologico possa essere importante – sempre prescritto da un professionista – occorre dare il giusto peso anche all’intervento psicosociale.

Intervento psicosociale con assistente sociale e utenti

Questo intervento prevede elementi quali supporto sociale, monitoraggio, accompagnamento e riabilitazione. L’obiettivo principale è contribuire all’autonomia della persona affetta da malattia mentale.

L’attenzione agli utenti deve essere personalizzata e individuale. Occorre tenere conto di:

  • Necessità particolari della persona.
  • Supporto e attenzione ai bisogni della famiglia o dell’ambiente più prossimo.

L’intervento psicosociale delle persone con malattia mentale comprende, tra le altre cose: 

  • Attività legate alla situazione abitativa: supervisione, aiuto nella ricerca, etc.
  • Intervento e supporto strumentale alle attività della vita quotidiana.
  • Supervisione e formazione circa la somministrazione dei farmaci.
  • Organizzazione e gestione del tempo.
  • Formazione nell’ambito della vita sociale e familiare.
  • Consulenza socio-legale.

In breve, sebbene si sia conquistato molto terreno, resta ancora diverso lavoro da fare in direzione di una società inclusiva, tollerante e comprensiva nei confronti dei disturbi mentali.

Per questo e altri motivi, è importante incoraggiare i soggetti che potrebbero averne bisogno, a rivolgersi a uno staff di professionisti che tengano presente l’importanza di un buon intervento psicosociale.

  • Alvis. A. (2009). Aproximación teórica a la intervención psicosocial. Poiésis, 9(17).
  • Bernal, P., Diana, J. J., Carroza, E., Fábregas, D., Fernández, C., González, C., Jímenez, A., Jurado, P., López, P., Luque, S., Pareja, N., Rosa, J.J., Ruíz, F., Sánchez, N., Torres, A. y Torres, S. (2016). Guía de Buenas prácticas en intervención por personas con enfermedad mental. Feades Andalucia Salud Mental.
  • Hernández, B. (2013). El Trabajo Social en la intervención psicosocial con personas con trastorno mental severo: una reflexión sobre el papel de las familias. Documentos de trabajo social: Revista de trabajo y acción social, (52), 314-325.
  • López, M., & Laviana, M. (2007). Rehabilitación, apoyo social y atención comunitaria a personas con trastorno mental grave: propuestas desde Andalucía. Revista de la Asociación Española de Neuropsiquiatría27(1), 187-223.
  • Oramas, A., Santana, S, & Vergara, A. (2013). El bienestar psicológico, un indicador positivo de la salud mental.