Invecchiamento attivo: di che si tratta?

15 aprile, 2020
L'invecchiamento attivo è un nuovo modo per affrontare la fase finale della vita, periodo in cui dobbiamo rapportarci con la perdita di persone care, ma anche con l'esperienza che abbiamo acquisito nel corso degli anni e il suo immenso valore. Consiste nell'accudire e proteggere chi ci ha lasciato una grande eredità.

Ogni essere umano affronta il processo di invecchiamento in modo diverso. In un contesto in cui riconosciamo l’importanza della cultura, l’influenza della società, dei fattori ereditari e del modo di educare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea l’importanza di un invecchiamento attivo. Perché?

In questo articolo vi parleremo dell’invecchiamento attivo e di come questo concetto si è sviluppato nel corso della storia. Parleremo anche di una proposta interessante per affrontare le ultime fasi della vita.

“Invecchiare è come scalare una grande montagna: mentre sali le forze diminuiscono, ma lo sguardo è più libero e la vista più ampia e serena.”

-Ingmar Bergman-

Donna matura che pensa guardando verso il cielo

I concetto di vecchiaia nella storia

Nel corso della storia, il concetto di vecchiaia non è sempre stato lo stesso. Eccovi alcuni esempi:

  • Antica Grecia. Platone, ne La Repubblica, definiva la vecchiaia come positiva e sublime. Aristotele, invece, ne La retorica, la considerava una tappa della vita caratterizzata da debolezza e compassione. Riteneva anche le persone anziane sospettose, volubili, egoiste e ciniche.
  • Cicerone vedeva la vecchiaia come la fase della comprensione e della ragione. Avvisava, inoltre, dell’importanza di prepararsi a invecchiare.
  • Orazio sosteneva che la vecchiaia non è una fase dorata perché richiede bisogna adattarsi a essa.
  • Nel Medioevo San Tommaso d’Aquino sosteneva che la vecchiaia era sinonimo di declino.
  • Rinascimento. Questa epoca fu caratterizzata da una sorta di fuga dalla morte. Gli anziani venivano visti come persone che vivevano una fase di decadenza. Si credeva, inoltre, che usassero la stregoneria per ingannare le persone.
  • XIX secolo. In questo secolo le prime ricerche scientifiche hanno dato una svolta al concetto della vecchiaia.
  • XX secolo. Dopo la seconda guerra mondiale, gli scienziati si trovarono di fronte una popolazione più vecchia. Dopo aver sconfitto diverse malattie infettive grazie allo sviluppo in campo medico, l’aspettativa di vita aumentò.

Oggi la vecchiaia è una fase della vita alla quale non si pensa troppo. Ce ne accorgiamo soprattutto in Occidente, perché viviamo in una società che ci incoraggia a rimanere giovani più a lungo e a prevenire l’invecchiamento del corpo attraverso attività fisica, prodotti per il corpo, interventi chirurgici, ecc.

La morte, inoltre, è considerata un argomento tabù. È come se fosse una questione che non vogliamo affrontare… e lo stesso vale per l’invecchiamento. In vari paesi gli anziani vengono esclusi dal nucleo familiare relegandoli negli ospizi. Siamo passati dal dare valore alla loro esperienza al non pensare che un giorno anche noi saremo anziani.

In Oriente la questione è diversa. In paesi come il Giappone, l’anziano, grazie alla sua saggezza, è visto come una persona onorevole. Viene dunque trattato con rispetto e ammirazione.

Invecchiamento attivo, di cosa si tratta?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’invecchiamento attivo consiste nell’ottimizzare il benessere delle persone in età avanzata su tre livelli:

  • Fisico. Tutto quello che riguarda il corpo.
  • Sociale. Si riferisce alla qualità delle interazioni che stabiliamo. Ad esempio, una relazione tossica potrebbe nuocere al benessere dell’anziano.
  • Mentale. Sono interessati quegli aspetti riguardanti la sfera affettiva e cognitiva dell’essere umano.

L’idea è prestare attenzione a questi livelli durante l’arco di tutta la vita. A quale scopo? Per migliorare la produttività, la qualità e l’aspettativa di vita di una persona.

Ciò significa che l’invecchiamento attivo prende in considerazione la salute in modo totale, tenendo conto di tutte le fasi della vita di un individuo. In questo senso, la prevenzione può essere di grande aiuto per migliorare i vari aspetti della vita di una persona durante tutto l’arco della sua esistenza.

Coppia di anziani che si divertono in un parco

Perché è importante l’invecchiamento attivo?

L’idea di base dell’invecchiamento attivo è quella di fornire agli esseri umani un benessere multidimensionale nell’ultima fase della loro vita. Per questo motivo, bisogna considerare diversi aspetti:

  • La salute. Non solo dal punto di vista dell’assistenza, ma anche della prevenzione.
  • L’aspetto economico. Per godere di stabilità economica nella vecchiaia, in sistema sociale deve essere solido.
  • Il lavoro. Molte volte si pensa che gli anziani non possano più lavorare. In realtà esistono diversi modi per rimanere attivi, basta creare un sistema che si adatti alle loro esigenze. Questa è un’altra meravigliosa idea dell’invecchiamento attivo.

Si potrebbero considerare anche altri aspetti, perché la vecchiaia è una questione globale. L’invecchiamento attivo propone anche dei cambiamenti nel settore dei trasporti, dell’edilizia e della giustizia. La popolazione anziana potrebbe essere più funzionale e più integrata nella società. Rispondendo alle loro esigenze, potremmo valorizzare tutto quello che hanno da offrirci.

L’invecchiamento attivo riguarda tutti. Si tratta di mettere in relazione vari settori della società per migliorare la qualità di vita delle persone anziane. Non importa quanti anni abbiamo oggi, tutti raggiungeremo la terza età.

Se cooperiamo, trasformeremo l’invecchiamento attivo in una realtà. L’ideale sarebbe raggiungere l’età avanzata e continuare a essere attivi, perché avremo comunque delle abilità che possiamo utilizzare. Perché non farlo?

Kalache, A., Plouffe, L. / Voelcker, I. (2015). Envejecimiento Activo. Un marco político ante la revolución de la longevidad.

Organización Mundial de la Salud. (2015)Informe mundial sobre el envejecimiento. Recuperado de: www.who.int