Iperbambini: figli di una protezione esagerata e stress

· 24 settembre 2018

Gli iperbambini sono il prodotto degli ipergenitori, una nuova dinamica sempre più comune, la quale trascura aspetti importanti dell’infanzia come il gioco, la relazione con la natura, la noia e la gestione dei problemi. Uno stile educativo basato su protezione, attenzioni ed elogi esagerati.

Gli iperbambini rispondono prima alle necessità altrui piuttosto che alle proprie. Si tratta di una generazione che non ha abbastanza tempo per l’autoscoperta, lo sviluppo interpersonale e molti tratti della personalità che si formano durante l’infanzia.

Cosa significa il termine iperbambini?

I termini “iperbambino”, “iperfiglio” o “iperpaternità” fanno riferimento a meccaniche familiari volte a tenere i figli sempre sotto controllo. Di conseguenza, questi si allontanano dalle attività tipiche della loro età. Diventano così, individui poco indipendenti dai quali ci si aspetta la perfezione.

Il termine è stato coniato negli Stati Uniti e viene relazionato al concetto tradizionale di “bambino viziato”. Tuttavia, gli esperti affermano che i genitori riversano sugli iperbambini uno stress di cui i classici bambini viziati non soffrono.

Bambino abbraccia sua madre

Com’è la vita degli iperbambini?

Gli iperbambini conducono una vita piena di attività extrascolastiche che non li appassionano. Sono coscienti dei loro difetti e vengono trattati dai genitori come un investimento. Questi pensano (spesso addirittura incoscientemente) che tutti i soldi e gli sforzi fatti per crescere i loro figli debbano produrre dei risultati, ovvero il successo dei figli.

Dobbiamo però fare i conti con un altro fattore. I bambini sono molto più coscienti di quanto pensiamo. La pressione che subiscono li influenza sotto tutti i punti di vista. Ecco perché la loro vita si converte in uno stress costante nel tentativo di soddisfare le aspettative dei genitori, e in generale degli altri.

Dobbiamo però considerare anche l’altro lato della medaglia. Gli iperbambini sono sempre al centro dell’attenzione delle famiglie. Come indica la psicologa infantile Conchi Millet, “Nelle case di queste famiglie le foto non sono più quelle dei nonni, bensì dei bambini. Sono i re della casa. Questo fenomeno si deve al fatto che abbiamo una media di 1,3 figli per coppia. In passato si avevano molti più figli e non si prestava loro tanta attenzione. Prima erano mobili, ora sono altari”.

Questa eccessiva stimolazione genera nei bambini un sentimento di autorità che non è per niente positivo per il loro sviluppo personale. Non sono capaci di gestire bene le loro emozioni, si frustrano facilmente e soffrono l’ansia dei genitori. Alla fine diventano, usando le parole di Conchi Millet, in ipobambini, bambini dipendenti che non riescono a fare nulla senza l’aiuto dei genitori.

Di cosa ha davvero bisogno un bambino?

È difficile determinare i bisogni di tutti i bambini. Come ogni individuo, hanno aspirazioni, desideri e aspettative proprie. Una cosa, però, è chiara: si stanno formando per affrontare il mondo reale e non possiamo esigere da loro tanto quanto esigiamo dagli adulti.

Ecco perché la aspirazioni di un genitore non devono mai riversarsi sui figli. Per esempio, è assurdo pensare già a quale facoltà universitaria intraprenderanno quando non hanno ancora compiuto 10 anni. Dobbiamo lasciarli liberi di sviluppare i loro gusti e la loro personalità. Soprattutto dobbiamo lasciarli sbagliare, scoprire i loro limiti e imparare dai loro errori per migliorarsi.

L’offerta di attività ed esperienze è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni a causa perché ogni famiglia vuole il meglio per i più piccoli. I genitori o i tutori si chiedono qual è il campo estivo migliore, quale scuola di musica è la più prestigiosa, ecc.

Iperbambini che giocano

Meno soldi e più amore

Attività, corsi e campi estivi richiedono grandi somme di denaro. Non possiamo pretendere che i bambini apprezzino quantità di denaro di cui non capiscono ancora il valore. Invece di preoccuparci di trovare il professore d’inglese con le migliori referenze, è meglio aiutare i figli a relazionarsi con maggiore naturalezza.

I bambini devono crescere giocando, mettendo in pratica le loro abilità in maniera autonoma. I genitori non devono essere i pilastri delle loro relazioni, devono solo stare al loro fianco. Devono essere presenti quando i bambini chiedono il loro aiuto.

È importante per i bambini imparare a superare le situazioni che non si presentano come si aspettavano. Il ruolo di un genitore è quello di consigliare, sostenere e soprattutto amare.