L’amore non vizierà mai i bambini

· 18 marzo 2016

C’è chi ancora oggi crede che coccolare troppo i bambini o dimostrare loro affetto e amore contribuirà a farli crescere viziati, che li renderemo dei piccoli tiranni ingovernabili.

Forse per questo motivo continuiamo a sentire dire cose del tipo “è meglio staccarsi il prima possibile da loro” o “non andate da loro quando piangono di notte, lasciate che si calmino da soli”. Bisogna fare molta attenzione a queste credenze popolari, perché alle volte non sono davvero sagge ma, al contrario, controproducenti.

Quando l’amore viene offerto con saggezza, pienezza, libertà e intelligenza, non renderà mai un bambino viziato. Perché educare alle emozioni significa educare attraverso la felicità, e non attraverso la paura o gli obblighi.

La causa principale dell’atteggiamento “viziato” di un bambino, in realtà, sta nella mancanza di attenzioni, nella noncuranza o nella scelta della strada più comoda. Per esempio, offrire a un bambino di due anni il nostro cellulare per farlo calmare e per mantenerlo occupato mentre facciamo altro, è una scelta “comoda”, ma spesso rischiosa. Offrirgli attenzione, affetto e amore, invece, non lo vizierà mai.

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Educare all’intelligenza emotiva

Sappiamo bene che ogni bambino è diverso e che ci sono bambini “difficili” che richiedono cure maggiori. Bambini che sono costantemente alla ricerca di attenzioni, riconoscimento, parole di stima, e che giocano a sfidare di continuo i nostri limiti. Che ci crediate o meno, anche in questi casi l’affetto è la nostra arma principale. Dobbiamo, però, saper mettere in pratica un “affetto intelligente”, che segua determinate strategie.

Un affetto saggio riconosce i punti forti del bambino, ma allo stesso tempo gli pone dei limiti e lo orienta in modo positivo quando sbaglia. In questo modo, educheremo una persona più sicura di sé, meno frustrata e con un’autostima più forte.

Sappiamo che educare non è un compito facile. Ogni bambino ha i suoi bisogni, e non esiste consiglio che valga per due bambini, nemmeno quando sono fratelli.

Tuttavia, il fatto che un bambino non cresca viziato non dipende affatto dalle attenzioni che gli diamo, ma dal tipo di attenzioni. Devono essere attenzioni di qualità ed intelligenti. Per riuscirci, tenete sempre in considerazione queste linee guida.

Sì all’affetto sicuro e coerente

I bambini, specialmente nei primi anni di vita, hanno bisogno di sentire l’affetto dei genitori per riuscire a sviluppare un legame solido con il primo ambiente sociale con cui sono a contatto: la famiglia.

Affetto “sicuro” significa che le nostre reazioni devono sempre essere le stesse. Quando un bambino piange, dobbiamo prestargli attenzione; quando fa una domanda, dobbiamo rispondergli.

Se non gli facciamo caso e non rispondiamo alle sue domande, il bambino cercherà di attirare la nostra attenzione in mille modi diversi. I nostri figli hanno bisogno che le nostre reazioni siano coerenti e di sentire un affetto costante e costruttivo: devono sentirsi sicuri di esplorare il mondo tenendoci per mano. Così, giorno dopo giorno, muoveranno nuovi passi, sentendosi sempre più indipendenti.

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Evitate di scegliere la strada più facile

Amare qualcuno significa preoccuparci per lui. Nel caso dei nostri figli, preoccuparci e investire del tempo su di loro non li renderà mai viziati.

Ci sono genitori che, per risparmiare tempo e lacrime o litigi, preferiscono prendere la strada più “facile”: cedere. Se mio figlio piange perché non gli ho concesso di bere il latte dalla tazza di sua sorella, posso decidere di togliere la tazza alla sorella per darla a lui. Forse questa scelta mi farà risparmiare tempo e lo farà smettere di piangere, ma quello che starò facendo in realtà sarà cedere e “viziare”.

Proprio perché li amiamo, dobbiamo insegnare loro a gestire le emozioni che provano. Devono capire che non si può sempre avere quello che si vuole, e che le lacrime e la rabbia non sono sempre il mezzo giusto con cui ottenere ciò che vogliamo.

A volte dobbiamo dire di no, e può darsi che piangano oggi, domani e dopo domani. Ma se saremo coerenti e continueremo a educare la loro resistenza alla frustrazione, alla fine lo capiranno.

Non utilizzate il ricatto emotivo, ma l’intelligenza emotiva

Un giorno o l’altro mi ucciderai”, “Comportati bene o non ti vorrò più bene”, “Se fai così, tutti rideranno di te”… Questi ricatti emotivi non sono una buona strategia.

Ricordate sempre che le vostre parole hanno un grande potere, e che i bambini capiscono molto di più di quanto crediamo. Evitate il ricatto emotivo, altrimenti contribuirete a crescere piccoli ricattatori che un giorno o l’altro renderanno infelice qualcun altro.

Ogni regola deve essere argomentata, e ogni obbligo o castigo dev’essere spiegato al bambino affinché lo capisca.

Fate attenzione alle sue emozioni e fate in modo che quella rabbia, quella paura o quella tristezza siano sempre espresse a parole. Dedicare loro del tempo, guardarli negli occhi, sedersi accanto a loro quando ci parlano e far vedere che ogni loro parola è importante per noi, non li renderà mai viziati. Dare loro voce, riconoscimento e autonomia, non li renderà mai viziati.

Quando li rendiamo responsabili e diamo loro un po’ più di libertà, non li stiamo viziando. Li stiamo aiutando a crescere, ad accettare nuove sfide e assumere nuovi ruoli.

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L’affetto nei primi anni di vita dà sicurezza al bambino per crescere e scoprire il mondo guidato dalla nostra mano. Giorno dopo giorno, quella mano si ritirerà, e li guideremo con le parole, con uno sguardo sincero, con l’abbraccio di chi sa offrire riconoscimento, amore e coraggio.

Aiutare un bambino a crescere significa essere il suo esempio ogni giorno, dedicargli del tempo di qualità e un amore saggio e pieno, che non accetta ricatti. Il nostro obiettivo dev’essere quello di educare bambini felici, per offrire al mondo di domani adulti capaci, liberi e maturi.

Immagini per gentile concessione di Nicoletta Ceccoli e Claudia Tremblay