Ipomania e disturbo bipolare di tipo II

06 novembre, 2020
Per i soggetti con ipomania non esiste riposo: hanno sempre qualcosa da fare, qualcosa a cui pensare. Il loro mondo interiore è accelerato e le loro emozioni oscillano tra l'euforia assoluta e l'irascibilità. Scopriamo le cause di questa condizione.

Euforia, iperattività, estrema energia, impossibilità di prendere sonno o riposare, perché la mente non fa altro che partorire idee, si prova un’eccessiva empatia, logorrea, etc. L’ipomania è il sintomo di uno specifico tipo di disturbo bipolare, ma non è facile elaborare una diagnosi, perché spesso il comportamento di queste persone è pienamente funzionale e non attira molto l’attenzione.

Molte persone devono attendere decenni prima di ricevere una diagnosi certa, prima di dare un nome a ciò che succede loro e che per tanto tempo le ha fatte sentire diverse dagli altri. Perché per chi convive con l’ipomania il mondo va a un altro ritmo, più veloce e in cui il riposo fisico e mentale trovano a fatica un po’ di spazio. Si tratta di una condizione per la quale le emozioni sono troppo intense e tutto è irrequieto, al punto che molti finiscono per odiare se stessi.

Al giorno d’oggi siamo consapevoli della grande importanza clinica di una diagnosi precoce di ipomania, che rientra nello spettro del disturbo bipolare di tipo II. Nel caso in cui questa condizione venisse confusa per iperattività o se ci si concentrasse solo sulla fase di depressione, questa condizione potrebbe peggiorare con gravi conseguenze.

La ipomania nei giovani.

Cos’è l’ipomania e quali sono i suoi sintomi?

Tutti noi ci ritroviamo a vivere sbalzi d’umore, questo è ovvio. Ci sono giorni in cui ci sentiamo pieni di energie e più ottimismi, altri in cui a prevalere è il grigio. Ma dove si trova il confine? Come facciamo a distinguere ciò che è normale da ciò che invece è patologico e che ha dunque bisogno di un trattamento specifico?

Il confine è dato dall’impatto dello stato d’animo e della condotta sulla propria vita. Eppure, l’aspetto più complesso risiede nel fatto che a volte “normalizziamo” situazioni che non andrebbero trascurate, di contro associamo comportamenti a stili della personalità.

Queste dinamiche compaiono spesso nelle persone con ipomania. Vediamo un esempio: se un fratello, una migliore amica o il partner non si prende mai una pausa dal lavoro o decide di andare a correre a tarda sera, anziché andare a dormire, potremmo dire a noi stessi che “è sempre stato così, è iperattivo/a”. In realtà, però, dietro queste situazioni si nasconde un disturbo psicologico che analizziamo nelle righe che seguono.

Cos’è l’ipomania?

L’ipomania è una condizione per cui l’animo è dominato da eccitazione per dinamiche in cui le emozioni si fanno intense, le idee non fanno altro che fiorire e la persona dimostra che l’estroversione è una sua caratteristica molto accentuata. Insorge anche un’estrema empatia, quella capacità di connettersi alle emozioni altrui e di lasciarsi contagiare da esse.

Può attirare la nostra attenzione il prefisso “ipo”. Questa sfumatura è importante e serve a distinguere questo concetto da quello tradizionale di “mania”. Il comportamento ipomaniaco è meno estremo di quello di una persona che vive una fase maniacale.

Questo significa che non sono presenti episodi psicotici e che la condotta, in linea di massima, è funzionale. Al tempo stesso, è importante sottolineare che l’ipomania si manifesta come una fase tipica del disturbo bipolare di tipo II.

Con quali sintomi si manifesta?

In genere il soggetto con ipomania è pienamente funzionale. Cosa significa? Vuol dire che possono esserci persone la cui iperattività li rende anche fortemente creativi, portandoli a lavorare più ore del previsto, ecc. Scopriamo altri sintomi e manifestazioni:

  • Stato di leggera euforia.
  • Eccessiva logorrea, con persone che tendono a parlare troppo, che passano da un’idea all’altra.
  • Molto creative.
  • Sono dotate di un pensiero accelerato.
  • Spesso impulsivi.
  • Sono dotati di forte autostima.
  • Dormono poche ore.
  • Mostrano un’azione orientata agli obiettivi e al successo sociale (più amici, più partner, occasioni di incontri sessuali, successo sul posto di lavoro, etc).
  • Disturbi di attenzione.

Perché è importante una corretta diagnosi

L’ipomania rappresenta una delle fasi del disturbo bipolare di tipo II. Come anticipato, tuttavia, non è semplice elaborare una diagnosi. Quando una persona chiede aiuto non lo fa perché è iperattiva, bensì per chiarire questo stato di euforia, di solito quando entra nella fase depressiva.

Spesso si riceve assistenza solo per i sintomi depressivi. Il consiglio, pertanto, è molto semplice: bisogna indagare sempre su possibili indicatori di ipomania in qualunque persona presenti sintomi di depressione.

Diversi studi sostengono l’importanza dell’applicazione di criteri diagnostici e strumenti per favorire una diagnosi precoce di ipomania. Dal canto suo, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali presenta i seguenti criteri diagnostici:

  • Eccitamento e netto aumento delle energie per un periodo minimo di 4 giorni.
  • Manifestare tre o più dei seguenti sintomi per un periodo di tempo prolungato:
    • Spiccata autostima.
    • Minore esigenza di dormire (sentirsi riposati dopo appena qualche ora di sonno).
    • Eccessiva logorrea.
    • Pensieri accelerati.
    • Disturbi associati all’attenzione.
    • Attaccamento quasi ossessivo per determinati oggetti.
    • Comportamenti irresponsabili.

Questi atteggiamenti non devono essere il risultato del consumo di determinate sostanze o effetto di specifici farmaci.

Ragazza sorridente che ascolta la musica.

Come si interviene sull’ipomania?

L’ipomania non è un disturbo, bensì è una manifestazione del disturbo bipolare di tipo II. È interessante sapere che si tratta di una delle malattie psichiatriche con maggiori opzioni di trattamento.

Abbiamo a disposizione numerosi farmaci per il trattamento dell’ipomania e delle fasi depressive, e si rivelano piuttosto efficaci. D’altro canto, anche la psicoterapia è fondamentale per sviluppare nuove abilità, gestire le emozioni, i pensieri e migliorare i rapporti sociali. Il primo passo, tuttavia, è poter contare su una corretta diagnosi.

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