Per raggiungere la felicità, a volte bisogna cambiare strada

28 maggio 2016 in Emozioni 4226 Condivisi

Non si può sperare di intraprendere il cammino verso la felicità se non si impara ad affrontare e superare le pietre che si trovano lungo il percorso. Gli ostacoli sono sempre in mezzo alla traiettoria e più e più volte inciampiamo su di essi, anche quando cerchiamo una via di fuga voltandoci dal lato opposto.

Tutto questo succede perché siamo ossessionati dall’idea di tornare indietro; anziché scegliere una nuova strada e proseguire, i nostri piedi rimangono ancorati alla via che in passato ci ha fatto soffrire. Tuttavia, scegliere di andare avanti spesso è difficile, poiché persino la pioggia più leggera lascia un segno.

Guardare indietro solo per non ripetere

Fare in modo che il passato diventi un semplice riflesso di qualcosa che ormai non siamo più implica un grande sforzo. È più che faticoso fermarsi a riflettere e comprendere che non è possibile guardare al passato con gli occhi di oggi. Il mondo va avanti e noi dobbiamo avanzare con esso.

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Sul piano teorico è facile dire agli altri non devi fare altro che dimenticare e voltare pagina. Ma ripetere queste stesse parole a se stessi è molto più difficile. Perché siamo noi a provare in prima persona cosa significa lasciare nel cassetto i ricordi di ciò che ancora brucia.

La cosa migliore da fare quando sul nostro cammino si ripresentano i soliti ostacoli è lasciare i ricordi alla memoria per non farli raddoppiare o triplicare. In questo modo, quello che ci ha feriti non si ripete, e se accade, si è in grado di uscire da quel doloroso circolo.

Il nuovo cammino verso la felicità non si crea in un giorno

Lasciare che il cammino si crei camminando o cercare una nuova strada. Il concetto è diverso, ma il messaggio è lo stesso: è opportuno farsi coraggio e andare avanti. Il tempo che impiegheremo sarà direttamente proporzionale alla durezza delle vicende che abbiamo dovuto affrontare.

Lasciare il passato da parte significa permettere alle ferite di guarire, ma ciascuna di esse richiede del tempo per cicatrizzarsi. Ciascuna ferita comporta un blocco emotivo che ci costringerà a fermarci bruscamente per riscoprire chi siamo, è l’unico modo per riuscire a trovare la felicità in quello che facciamo e a ricominciare a relazionarci con gli altri.

In questo senso, ci sentiamo indifesi quando scopriamo che il mondo non è fatto di solide certezze, e che prima o poi tutti siamo costretti a perdere per poter proseguire per la nostra strada: con il tempo, con costanza, poco a poco.

 “Camminando si traccia il cammino

e volgendo lo sguardo alle spalle

si vede il sentiero che mai

si deve tornare a calcare”

-Antonio Machado-

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La decisione spetta a voi

L’unica cosa certa è che la decisione di cambiare strada è nelle nostre mani, anche se può apparire come una vera e propria sfida. Nessuno può decidere per noi. Soltanto dopo grandi sacrifici potremo sentirci liberi e completi: nuovi inizi sorgeranno per noi e saremo pronti a dedicarci ad essi.

Naturalmente chi è preparato al cambiamento è già a metà strada, ma arriverà il giorno in cui cambiare rotta ci porterà dritti all’obiettivo: scoprire nuove emozioni, e quando ci sbaglieremo, ci torneranno alla mente tutte le volte in cui abbiamo superato quegli ostacoli.

Ciò che resterà, infine, sarà una scia nel mare, il vissuto cesserà di essere un ostacolo e diventerà piuttosto parte di quello che siamo. Il nuovo cammino sarà la prova del fatto che il benessere emotivo ha un prezzo e che esso può assumere la forma di brusche curve o di buche che bisogna imparare a schivare.

“Dove c’è un albero da piantare, piantalo tu.

Dove c’è un errore da correggere, correggilo tu.

Dove c’è uno sforzo che tutti evitano, realizzalo tu.

Sii tu a scansare il sasso dalla strada.”

-Gabriela Mistral-

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