I ricordi: i mattoni che costituiscono la nostra vita

· 20 aprile 2015

I ricordi sono come le onde del mare, vanno e vengono; capricciosi e talvolta malevoli, ci riavvicinano a un momento del passato: una voce, un profumo, un suono, un momento segnato dalla tristezza o dall’allegria. Tutti siamo fatti di ricordi che ci determinano e ci costituiscono, essi sono le nostre radici e delineano ciò che siamo: esseri che sperimentano, crescono, maturano e apprendono.

La doppia faccia dei ricordi

I ricordi sono immagini del passato che si archiviano nella memoria, sono delle riproduzioni successive in un momento determinato, alle quali normalmente cerchiamo di dare un’interpretazione e che, spesso, sono legate a un certo carico emotivo. Questi due concetti, memoria ed emozione, sono così uniti che il semplice fatto di sentirci felici, spaventati o afflitti porta quasi sempre all’affioramento di un ricordo del passato: è una reazione affettiva che dimostra quanto peso hanno i ricordi sulla nostra personalità.

A volte, però, proprio come diceva Cervantes: “Oh memoria, nemica mortale del mio riposo”, i ricordi ci fanno anche soffrire. Può capitare che in un momento ci aggrappiamo troppo a un ricordo specifico e arriviamo al punto di allontanarci dalla realtà e dalle nostre responsabilità, cadendo per esempio in depressione o soffrendo una crisi nervosa. Il problema non è concentrarsi sul passato e ricordare: ciò che è preoccupante è vivere costantemente nel passato. Questo può sfociare in una paura del presente e delle sfide proprie della vita. Certo, aggrapparci al passato ci dà una sensazione di sicurezza perenne, ma dobbiamo renderci conto che questa non è una situazione né realistica né matura.

Ricordi positivi per vivere meglio

I bei ricordi si utilizzano spesso in psicologia per creare connessioni con esperienze personali significative del nostro passato. Tutti gli avvenimenti con energia positiva che abbiamo vissuto in determinati momenti della nostra esistenza hanno il potere di ricaricarci di spirito buono nel presente. Il mistero che si nasconde dietro questo fatto è che i ricordi positivi si possono usare per potenziare le nostre risorse nel presente.

Questo ci dimostra che spesso non siamo così lontani da dove vogliamo arrivare, che dentro di noi custodiamo già buona parte della soluzione nel nostro baule delle esperienze. Lo si può spiegare, per esempio, con le ricerche sui cosiddetti “neuroni specchio”, i quali, oltre a favorire la nostra empatia e la nostra comprensione, permettono di collegarci a un ricordo del nostro cervello, ricreando lo stesso stato sperimentato nell’istante originale, che si tratti di emozioni gradevoli o no. In questo modo, se per esempio vogliamo essere più decisi, i neuroni specchio ci aiuteranno a ricordare un momento nel quale abbiamo agito con sicurezza e disinvoltura, ricollegandoci così con quelle sensazioni positive prodotte dal comportamento che ora vogliamo potenziare.

Possiamo anche imparare a rivivere i nostri ricordi piacevoli e così trarre beneficio dagli effetti positivi che ci da il riimmergerci in una situazione che ci ha soddisfatti, emozionati e motivati. E ancora, se evochiamo dei bei ricordi in modo continuato per aiutarci a fortificare le nostre attuali risorse per affrontare la vita, possiamo dar vita a un sistema autosostentato di protezione e benessere.

Tanto più ci concentriamo sulle cose belle successeci nella vita, più ricarichiamo le nostre batterie di energia positiva. Quest’energia non solo ci fa sentire bene, ma aumenta anche le possibilità di reagire più ottimisticamente di fronte a degli eventi negativi. È ciò che in psicologia viene chiamato “elasticità”.

Si può quindi concludere dicendo che, nonostante sia vero che non possiamo vivere di ricordi, i ricordi ci aiutano a vivere.