La neurogenesi: cos’è e come stimolarla

· 30 ottobre 2018
La neurogenesi può essere spiegata in poche parole: la nascita di cellule nuove. Questo fenomeno rappresenta un aspetto chiave nella plasticità neuronale, in processi importanti come l'apprendimento e la memoria.

La credenza secondo cui i neuroni si creano solo durante l’infanzia è piuttosto diffusa. Eppure, questa tesi è falsa. La neurogenesi può essere spiegata in poche parole come la nascita di cellule nuove. Questo fenomeno rappresenta un aspetto chiave nella plasticità neuronale, in processi importanti come l’apprendimento e la memoria.

La neurogenesi è una scoperta fondamentale su cui tutt’ora la comunità scientifica si sta interrogando, proprio perché i benefici della conoscenza di tale processo potrebbero essere numerosi.

La neurogenesi è stata definita solo da relativamente poco. Negli anni sessanta, infatti, Altman e Das (1965) dimostrarono la presenza di questo fenomeno nei roditori; ma fu solo nel 1998 che l’équipe di Peter S. Eriksson dimostrò che la neurogenesi interessa anche gli esseri umani.

Studi successivi (come Moreno R., Pedraza C. e Gallo M. 2013) hanno dimostrato che generiamo nuove cellule anche in età adulta e che è di vitale importanza stimolare tale processo.

Volete sapere in cosa consiste e come possiamo trarre beneficio da questo fenomeno? Continuate a leggere!

Dove avviene la neurogenesi?

Questo fenomeno si verifica nell’area subventricolare (parte inferiore dei ventricoli laterali), e nello specifico nella zona subgranulare del giro dentato dell’ippocampo (Ehneger e Kempermann, 2007). Questa struttura si trova nel lobo temporale e fa parte del sistema limbico.

Tra le principali funzioni dell’ippocampo troviamo quelle relative alla memoria, all’apprendimento, al senso dell’orientamento e alla regolazione delle emozioni.

Possiamo classificare le nuove cellule in due gruppi. Da una parte, troviamo le cellule madre (o cellule del tronco), che hanno la capacità di dividersi un numero di volte indefinito e che si diversificano in cellule distinte e specializzate. Dall’altra, troviamo le cellule progenitrici neurali, la cui capacità di riproduzione e autorigenerazione è più limitata rispetto alle prime (Arias-Carriòn, 2007).

Impulsi elettrici dei neuroni

Perché la neurogenesi è così importante?

Secondo Couillard-Deprés e collaboratori (2011), “esiste un rapporto di stimolo-risposta tra la neurogenesi ippocampale adulta e l’esecuzione di esercizi di apprendimento e di memoria; questi ultimi dipendono dall’ippocampo durante l’invecchiamento”.

Questa affermazione mette in risalto l’importanza degli esercizi di apprendimento e di memoria per la creazione di nuovi neuroni. In altre parole, se vogliamo stimolare la rigenerazione cellulare durante l’arco della nostra vita, non dobbiamo smettere di svolgere attività stimolanti per il cervello.

Imparare qualcosa di nuovo non significa solo acquisire nuove abilità, ma anche creare “materiale neurale”. Parlare una nuova lingua, suonare uno strumento o svolgere una qualunque attività che mantenga la mente attiva stimolerà la creazione di nuovi neuroni. Ed è qualcosa che possiamo fare per tutto l’arco della nostra vita.

Non è mai troppo tardi per imparare, anzi farlo rallenta il naturale deterioramento cognitivo dovuto all’età.

I neuroni non muoiono per eccesso di attività, ma esattamente per il motivo opposto: per inattività.

-José Manuel García, Professore di biologia cellulare-

Al contrario, la vita sedentaria e l’inattività apportano l’effetto opposto: non solo non stimolano la neurogenesi, ma contribuiscono addirittura ad accelerare il deterioramento cognitivo. Contrariamente a quanto si possa credere, un’attività eccessiva non danneggia i neuroni, lo fa l’inattività. L’alcol, il tabacco, dormire male e seguire una dieta scorretta li distrugge colpendoli in modo diretto.

Più sport e meno stress!

Fino a oggi sapevamo che lo sport abbassa i livelli di stress e aiuta a rimettersi in forma, ma non è tutto: adesso sappiamo che stimola anche la neurogenesi.

Lo studio Morales-Mira M. e Valenzuela-Harrington M. (2014) afferma chel’esercizio fisico in effetti aumenta la neurogenesi nell’ippocampo adulto, il che è associabile al miglioramento di attività dipendenti dallo stesso, trasformandosi in un grande potenziale terapico nel ritardo e nella riparazione del danno cerebrale provocato da lesioni o malattie”.

Donna che fa sport

Quando siamo sotto stress o se soffriamo di stress cronico, l’ipotalamo secerne ormoni che attivano la ghiandola pituitaria (o ipofisi), stimolando il rilascio di glucocorticoide (cortisolo). Se non siamo in grado di fermare questo “fiume in piena” a base di cortisolo, finirà per danneggiare i neuroni dell’ippocampo, bloccando, quindi, la neurogenesi.

Facendo attività fisica regoliamo i livelli di glucorticoide e disattiviamo il circuito cerebrale che produce stress; di conseguenza, favoriamo la rigenerazione dell’ippocampo.

Per riassumere, un ippocampo stressato non produce neurogenesi, mentre uno sano sì.

L’ippocampo continua a generare neuroni, fondamentali per i processi di apprendimento e di memoria, durante il corso dell’intera vita.

-Sandrine Thuret, neuroscienziata-

Mantenerci attivi per vivere meglio

Se vogliamo mantenere una mente sana, che continui a generare nuove cellule per tutta la vita, basta mantenere la mente attiva.

Non abbiamo più scuse per rimanere seduti e lasciarci trascinare dal deterioramento naturale, perché sappiamo di avere tra le mani i mezzi per stimolare la neurogenesi e mantenere una mente più attiva, più a lungo di quanto pensavamo.

Leggete, imparate a suonare la chitarra o il pianoforte. Iscrivetevi a un corso di cinese, uscite per una passeggiata, meditate, fate attività fisica… non avete scuse: attivate la vostra mente!