La psicologia criminale: definizione e cause

La psicologia criminale si occupa di definire la criminologia dello sviluppo. Questa branca della psicologia criminale si occupa dell'evoluzione del fenomeno della delinquenza.
La psicologia criminale: definizione e cause

Ultimo aggiornamento: 22 giugno, 2021

Perché si verificano fenomeni criminali? Come si può spiegare il comportamento antisociale? Per anni la psicologia sociale ha provato a rispondere a queste domande. Proprio per questo è nata la psicologia criminale.

Tra i principali argomenti di interesse della psicologia criminale troviamo i cosiddetti comportamenti antisociali, le aggressioni o lo studio delle aggregazioni sociali e del delitto. Ma come può essere spiegato un comportamento delittuoso? Sembra che nel fenomeno rientrino sia le emozioni sia le ricompense e i tratti delle personalità come convinzioni e attitudini.(1)

Lo scopo principale della psicologia criminale è stato -sin dalla sua recente nascita- capire il perché dei fenomeni criminali e dei comportamenti che li favoriscono. Ma in che modo una persona diventare un criminale? Secondo i ricercatori Santiago Redondo e Antonio Andrés Pueyo (dell’Università di Barcellona, Spagna) sono cinque i postulati che spiegano tale fenomeno.

Perché la criminalità è realtà secondo la psicologia criminale

La ricerca ritiene che questi cinque postulati possano spiegare il fenomeno della delinquenza. Sono i seguenti (1):

1. La delinquenza si apprende

Il modello dominante nella spiegazione di cosa sia la delinquenza è quello formulato da Akers (2). Questo modello considera l’acquisizione del comportamento delittuoso a seguito di un’interrelazione tra quattro meccanismi: 

  • Associazione inferenziale con persone che mostrano abitudini criminali.
  • Acquisizione da parte dell’individuo di definizioni che promuovono l’atto criminale.
  • Rinforzo differenziale dei suoi comportamenti delittuosi.
  • Imitazione di modelli pro-crimine.
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2. Tratti e caratteristiche individuali che predispongono al crimine

Secondo studi di ricerca biopsicologici, alcuni fattori possono avere a che fare con la condotta antisociale o criminale. Alcune di queste caratteristiche potrebbero essere: la presenza di una lesione cranica, una bassa attivazione del sistema nervoso autonomo o una bassa attività del lobo frontale.

3. I delitti rappresentano reazioni a esperienze individuali caratterizzate da stress e tensione

Negli anni la ricerca nel campo della psicologia criminale ha posto l’attenzione sulle esperienze traumatiche come causa di comportamento criminale (3,4). Molti omicidi, aggressioni o femminicidi, così come rapina con scasso, vengono perpetrati da individui che nutrono forti sentimenti di vendetta, ira, ansia o disprezzo per gli altri.

La teoria generale della tensione, inoltre, indica in che modo la presenza di stress in un individuo e il fatto che egli commetta un delitto siano intimamente correlati (5).

  • Innanzitutto, sembra che l’individuo potrebbe subire l’influenza di diverse tensioni. Tra queste, essere sottomessi a situazioni avverse inevitabili.
  • Il risultato di questo tipe tensioni sono emozioni negative che alimenteranno il suo comportamento allo scopo di “correggere” la situazione. un esempio di queste emozioni potrebbe essere l’ira.
  • Il comportamento criminale potrebbe essere un’azione atta a correggere la fonte di tensione che la persona sta subendo.
  • Se la fonte viene soppressa, il risultato è un sollievo dalla tensione. In questo modo si consolida il meccanismo comportamentale che la persona utilizza per alleviare la tensione.

4. Il coinvolgimento in azioni illecite è il risultato della rottura con i legami sociali, secondo la psicologia criminale

Travis Hirschi, sociologo e criminologo statunitense, ha individuato diversi contesti sociali attraverso cui i giovani si integrano alla società: la scuola, la famiglia, i rapporti di amicizia e non solo, come anche il contesto dello sport.

Il grado di integrazione di una persona a questi contesti è determinato dai seguenti meccanismi di collegamento: l’attaccamento, l’impegno, la partecipazione e le convinzioni.

Ebbene, Hirschi ritiene che l’insorgenza della condotta antisociale affondi le sue radici nella frattura dei meccanismi in uno o più contesti sociali.

5. Inizi e mantenimento del percorso criminale sono associati alla crescita dell’individuo, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza

Nella psicologia criminale prende forma la criminologia dello sviluppo. Questa sfera della psicologia criminale si occupa dello studio dell’evoluzione dei fenomeni criminali.

La psicologia criminale.

Prevenzione e intervento da parte della psicologia criminale

In Italia sono diversi i metodi di intervento psicologico per i delinquenti, soprattutto all’interno del carcere. Tra questi troviamo:

  • Interventi sui giovani incarcerati.
  • Sugli aggressori sessuali.
  • Interventi sulle persone violente.
  • Sui delinquenti ad alto rischio.
  • Interventi che hanno lo scopo di prevenire il suicidio.

Redondo sostiene che il grande problema riscontrato nell’applicazione degli interventi nelle carceri è soprattutto l’elevato numero di carcerati. A quanto sembra, il numero è in costante aumento; tuttavia ciò non si deve a un aumento effettivo del numero di crimini commessi.

L’aumento del numero di carcerati si deve sorprendentemente a uno straordinario e sistematico inasprimento del sistema penale. Sembra quindi che i fattori che promuovono la criminalità siano diversi. La psicologia criminale ha provato a spiegare, prevenire e trattare il comportamento criminale per anni facendo leva su solide teorie.

Tuttavia, sembra essere necessario proseguire nella ricerca, soprattutto allo scopo di ottimizzare la prevenzione e il trattamento della cosiddetta condotta antisociale.

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  • Redondo Illescas, S., & Pueyo, A. A. (2007). La psicología de la delincuencia. Papeles del psicólogo, 28(3).
  • Akers, R. L. (2006). Aplicaciones de los principios del aprendizaje social. Algunos programas de tratamiento y prevención de la delincuencia. Derecho penal y criminología como fundamento de la política criminal, 20, 1117-1138.
  • Andrews, D. y Bonta, J. (2006). The Psychology of Criminal Conduct (4ª ed.). Cincinnati (EEUU): Anderson Publishing Co.
  • Tittle, C. (2006). Desarrollos teóricos de la Criminología. En R. Barberet y J. Barquín (ed.), Justicia penal siglo XXI. (pp. 1-54). Granada: Editorial Comares.
  • Agnew, R. (2006). Pressured into crime: an overview of general strain theory. Los Ángeles: Roxbury Publishing Company.
  • Redondo, S. (2007). Manual para el tratamiento psicológico de los delincuentes. Madrid: Pirámide.