La psicologia è una scienza?

· 6 Febbraio 2019
Vi siete mai chiesti se la psicologia è una scienza? Vediamo in questo articolo in che modo questa disciplina sfrutta il metodo scientifico per studiare la mente umana

Chi si occupa e lavora nell’ambito di questa disciplina, spesso si sente chiedere se la psicologia è una scienza. Ciò si deve a una certa superficialità e confusione in relazione alla stessa. La maggior parte della popolazione non sa di cosa si occupa davvero lo studio della psicologia.

Per capire se la psicologia è una scienza, prima di tutto è necessario sapere che cos’è una scienza, poiché anche questo concetto viene spesso malinteso. Si ritiene che la scienza sia portatrice indiscussa di verità, dal momento che la osserva e la descrive. Ma ridurla a questa definizione può portare a ulteriori errori. Vediamo, allora, di fare luce sull’argomento grazie a questo articolo.

Cos’è si intende per scienza?

Una scienza è una branca della conoscenza che cerca di descrivere, spiegare, anticipare e modificare un determinato fenomeno della realtà. Nel caso della psicologia, si tratta di comportamenti e processi cognitivi umani. La scienza ha un obiettivo pragmatico, cerca di capire certi eventi per usarli a suo favore. A tale scopo, ricorre alla propria metodologia chiamata, appunto, metodo scientifico.

Scienziato tocca interrogativo

Il metodo scientifico è una strategia ipotetico-deduttiva che serve per trarre conclusioni e costruire certezze sull’obiettivo di studio. Consiste in una serie di passaggi che spiegheremo di seguito:

  • Approccio al problema. È la prima parte del metodo. Consiste nella ricerca di un problema la cui manifestazione mostra un’origine non chiara. Un esempio di approccio scientifico potrebbero essere queste semplici domande: “Come mai gli oggetti cadono a terra? Come avviene l’apprendimento nell’essere umano?”. Queste due domande sono molto generiche, nella scienza si lavora a un livello molto più specifico, ma servono comunque a capire come cercare un problema.
  • Sviluppo dell’ipotesi. Attraverso l’osservazione, la deduzione e la revisione bibliografica, è possibile sviluppare una serie di ipotesi, teorizzare come si presenta il problema. Le ipotesi non sono vere o false, ma possibilità che possono essere confutate.
  • Realizzazione dell’esperimento. Una volta stabilite le ipotesi di partenza, il passo successivo è provare a convalidarle o confutarle. È necessario progettare un esperimento in cui le ipotesi precedentemente esposte possano essere verificate. Questo esperimento può essere fatto in molti modi, con sondaggi, tramite osservazione diretta, attraverso la manipolazione sperimentale, ecc.
  • Analisi dei dati. Dopo aver eseguito l’esperimento, si procede all’analisi statistica dei dati. Se questo ci mostra che una ipotesi è sbagliata, quest’ultima viene scartata. Ma se non si è in grado di confutarla, viene definita come verificata. È importante capire che un’ipotesi non può mai essere confermata dal momento che non possiamo accedere a tutti i dati e si parla sempre in termini di probabilità. Il termine “confutazione” indica solo che per il momento non si è ancora in grado di negare quella data ipotesi.
  • Comunicazione dei risultati. È la parte più importante del metodo scientifico, non avrebbe senso scoprire qualcosa se poi non viene condiviso con tutti. Comunicando i risultati, si contribuisce ad ampliare la conoscenza e questo consentirà, probabilmente, di risolvere nuovi problemi per permettere alla scienza di avanzare. La condivisione di un esperimento consente ad altri ricercatori di replicarla e scoprire ulteriori forme per confutare le ipotesi.

L’aspetto chiave di questo processo è capire che la scienza agisce contrastando le proprie ipotesi. È un modo per ridurre l’errore ed evitare di affermare dogmi irremovibili. Lasciando sempre in dubbio le ipotesi contrastanti, la scienza è in continua verifica. Grazie a questo modello, possiamo contare su un metodo dinamico che si adatta ai nuovi dati che appaiono nel tempo.

Un altro aspetto importante è la distinzione che alcune persone fanno tra scienze dure e scienze morbide. Si chiamano scienze dure la biologia, la fisica o la chimica, che sembrano più oggettive e facilmente osservabili. Ma si tratta di una concettualizzazione errata. Così come nella fisica si deduce che esiste la gravità attraverso eventi osservabili, in psicologia viene fatto lo stesso studiando elementi come l’ansia, le emozioni o i processi di apprendimento. Oggi è noto che la classica legge di gravità era sbagliata.

La scienza non consiste nel dire cosa succede, ma perché succede. E per fare questo le scienze morbide e dure usano lo stesso metodo.

Psicologia intuitiva e psicologia scientifica

Tutti noi generiamo teorie intuitive su come è il mondo intorno a noi. Questo ci aiuta a mantenere il controllo e ad anticipare ciò che accadrà. Disponiamo di una psicologia intuitiva che ci dice come crediamo che gli altri si comportano e perché lo fanno. Tuttavia, sarebbe un grave errore pensare che quelle teorie siano corrette.

La psicologia intuitiva si basa su scorciatoie mentali formate da esperienze precedenti. A seconda della propria educazione, delle esperienze e della storia personale, si vedrà ciò che succede intorno a sé in un modo o nell’altro. Questi giudizi sono totalmente soggettivi e non seguono alcun rigore scientifico. Fanno parte della nostra vita, ma non hanno nulla a che fare con la disciplina scientifica della psicologia.

La psicologia scientifica è totalmente contraria alla psicologia intuitiva, appena descritta. Quando si spiega il comportamento umano, non si attribuiscono giudizi di valore, il metodo scientifico viene affiancato alla sperimentazione per raccogliere dati oggettivi e interpretarli. Come risultato delle varie ricerche, hanno origine costrutti psicologici, supportati da molteplici dati empirici.

Ragazza si chiede se la psicologia è una scienza

Un aspetto chiave da capire e che ci induce ad affermare che la psicologia è una scienza è la differenza tra opinione e interpretazione. Quando parliamo di opinione, ci riferiamo alle credenze che abbiamo per via della nostra esperienza di un aspetto della realtà. Ad esempio, possiamo dire che l’essere umano è buono ed è la società che lo corrompe, perché le nostre esperienze sono coerenti con questo punto di vista.

L’interpretazione, invece, consiste nell’analizzare, decifrare e spiegare un evento attraverso dati ottenuti scientificamente. Continuando con l’esempio precedente, se i dati non ci mostrano se l’essere umano è buono o cattivo, dovremo interpretarli da una prospettiva diversa e che integra tutte le informazioni.

La psicologia scientifica non è una questione di opinioni, non può essere discussa negli stessi termini della psicologia intuitiva. Si basa sull’interpretazione delle prove ottenute, e quindi il suo dibattito deve essere dato tra i diversi significati attribuibili alle informazioni ottenute. In altre parole, l’unico modo per confutare i risultati di una ricerca scientifica, in psicologia, è tramite l’uso di dati oggettivi in grado. Ecco perché la psicologia è una scienza.

Per capire che la psicologia è una scienza, bisogna distinguere tra psicologia intuitiva e psicologia scientifica.

Perché spesso si ritiene che la psicologia non è una scienza?

La psicologia usa gli stessi metodi e ha la stessa validità e affidabilità delle altre scienze. Ma allora, perché ci sono così tanti dubbi sul fatto che la psicologia sia o no una scienza? Vediamo subito tre motivi che spiegano questa mistificazione.

Il primo motivo si nasconde nella grande confusione che esiste sul concetto di scienza. Questo, insieme all’ignoranza degli strumenti usati per valutare il comportamento e i processi mentali, porta a una categorizzazione della psicologia come soggettiva, e non come scienza.

Il secondo motivo è legato alle pratiche pseudoscientifiche che derivano dalla psicologia. Purtroppo, molte persone che usano il termine “psicologia” per riferirsi a pratiche che non si basano sul metodo scientifico. Questo porta molta gente a legare erroneamente la pseudoscienza alla psicologia, anche se in realtà non hanno niente da fare. Ne sono esempio le pratiche come il coaching, la programmazione neuro linguistica (PNL), o alcune branche della psicoanalisi.

Testa fatta con segnali accanto a rosa dei venti

L’ultimo motivo lo troviamo nella resistenza ad accettare le prove della psicologia. Ciò probabilmente si deve al fatto che questa scienza coinvolge direttamente l’essere umano. In fisica, chimica o altre scienze, i risultati non “disturbano” le persone e sono accettate senza problemi. Ma quando parliamo dell’essere umano, la situazione è diversa. Se i risultati vanno contro le convinzioni intuitive, si cerca rapidamente di risolvere questo conflitto cognitivo perché è più facile ignorare le prove esposte, piuttosto che ristrutturare le tradizionali convinzioni. Anche se sono scientificamente errate.

La confusione sul concetto di scienza per colpa delle pratiche pseudoscientifiche che derivano dalla psicologia e il coinvolgimento dell’essere umano come oggetto di studio sono le ragioni più importanti che portano molti a credere che la psicologia non sia una vera scienza.

Se vi siete mai chiesti se la psicologia è una scienza, la riposta è ovviamente “Si!”. Screditare questa disciplina è un pericoloso errore che rischia di rallentare il progresso scientifico. Tenete presente che stiamo parlando di un’importantissima disciplina fondamentale per comprendere l’uomo da un punto di vista individuale e sociale.