La psiconutrizione, in cosa consiste?

16 novembre, 2020
La psiconutrizione prende forma tutti i giorni, popola un certo numero di social network e rimanda all'alimentazione e ad abitudini di vita sane. Ma di cosa si tratta esattamente e quali sono le sue caratteristiche?

La psiconutrizione è la scienza che studia il rapporto tra la psiche e cibo, prevede dunque l’intervento di almeno due professionisti: il dietista o il nutrizionista e lo psicologo. La psiconutrizione non tiene conto solo del rapporto che l’individuo ha con il cibo, ma vengono anche studiati gli schemi emotivi che vanno di pari passo con la varietà di alimenti che si sceglie di consumare.

Sulla base di questo approccio, vengono analizzati diversi comportamenti, tra cui intendere il cibo come strumento per trovare sollievo dal malessere emotivo. D’altra parte, lo scopo della psiconutrizione è quello di modificare i modelli alimentari di lunga data al fine di migliorare la qualità di vita della persona.

La psiconutrizione ed effetti sulla mente.

La psiconutrizione e le sue caratteristiche

La psiconutrizione prevede l’intervento congiunto del nutrizionista e dello psicologo. Ciononostante, poter contare anche su altri professionisti garantirà risultati migliori.

Tra i professionisti che possono far parte di questo staff multidisciplinare troviamo i personal trainer, gli psichiatri, i logopedisti, i pedagoghi, ecc. Possiamo dunque sintetizzare le caratteristiche dell’intervento in ambito psiconutrizionale nel seguente modo:

  • Si concentra su aspetti associati all’alimentazione e alle sane abitudini; non solo dal punto di vista alimentare, ma anche emotivo, sociale e lavorativo.
  • Si lavora su variabili psicologiche associate al mantenimento di abitudini poco sane e allo sviluppo di nuove abilità che derivano dallo stabilire abitudini che migliorano la qualità della vita.
  • Il concetto di sé e l’accettazione dello stesso sono importanti per iniziare un percorso di psiconutrizione. In alcuni casi la lotta contro l’immagine del nostro corpo genera in noi frustrazione.
  • Si analizza il contesto in cui si consumano i pasti tra le altre variabili che favoriscono o danneggiano un’alimentazione sana.
  • I professionisti aiutano a prendere decisioni in merito al cibo e consapevolezza in termini di prodotti sani e ultra processati. Oltre a ciò, si lavorerà su alcuni concetti socialmente radicati, come quello di dieta, e i luoghi comuni sulla nutrizione che influenzano la scelta dei prodotti.

Cosa non è la psiconutrizione?

La psiconutrizione è un lavoro di squadra che presuppone la collaborazione di diversi professionisti. Sottolineare questo aspetto è importante, visto che non esiste un percorso di formazione specialistica per “psiconutrizionisti”. Per avviarlo, come già detto, sono indispensabili almeno uno psicologo e un nutrizionista.

Il concetto di psiconutrizione non può essere ridotto nemmeno allo studio del consumo di specifici alimenti a seconda dello stato d’animo. Così, una delle sfide della psiconutrizione potrebbe essere ampliare la cassetta degli attrezzi della persona per aumentare il sue repertorio di strategie adattive.

I risultati in questo ambito sono progressivi: parliamo di abitudini, quindi di interventi che richiedono del tempo per essere reindirizzati, modificati o fissati. D’altra parte, si otterranno risultati che vanno ben al di là del dimagrimento; si tratta di cambiare il proprio rapporto con il cibo. 

Il lavoro con lo psicologo.

Il ruolo dello psicologo

Il lavoro dello psicologo in questo caso non riguarda solo i disturbi del comportamento alimentare. Parliamo anche di altri disturbi, come l’ansia, che derivano da diverse situazioni psicologiche, tra cui il rifiuto della propria immagine.

Indagare sull’adozione di diete restrittive come meccanismo di compensazione rappresenta solo un aspetto del lavoro dello psicologo nella consulenza psiconutrizionale. Tra i compiti del professionista vi sono:

  • Valutazione degli schemi riguardanti le abitudini alimentari e il consumo di specifici alimenti in diversi contesti.
  • Favorire la scelta di cibi sani attraverso la giusta informazione e maggiore consapevolezza.
  • Riduzione dell’attesa di risultati immediati e/o a breve termine.
  • Presentazione di tecniche di accettazione e cambiamenti volti al consumo di cibi che sono oggetto di rifiuto da parte del paziente.
  • Primo contatto con le sensazioni fisiche associate al senso di sazietà e all’appetito.

I meccanismi emotivi sono particolarmente importanti durante la consulenza psiconutrizionale, così come le abilità di cui si dispone per assimilare determinate abitudini.

Infine, è importante sfatare alcuni miti sull’alimentazione radicati nella nostra società, oltre a dover essere costanti nel percorso che porterà all’adozione di nuove abitudini.