La quarta età, la nuova vecchiaia

23 Agosto 2019
Negli ultimi decenni la nostra speranza di vita è notevolmente cresciuta e con essa sta mutando il concetto di vecchiaia. Questo implica dare il benvenuto alla quarta età, l'ultima fase della vita, caratterizzata da cambiamenti a tutti i livelli.

L’immagine sociale dell’anziano come individuo isolato, che si gode la quiete e il meritato riposo in casa sua, guardando il giardino o giocando a bocce o a carte in piazza, a 60 anni, è quella giusta? Oggi parliamo della quarta età.

La popolazione sopra gli 85 anni è aumentata del 231% negli ultimi trent’anni. La longevità è in aumento, mentre la percentuale di nascita è diminuita: questa relazione inversamente proporzionale indica che stiamo vivendo tempi che ci obbligano a una revisione delle strutture sociali e familiari. Alla luce di ciò, nasce il concetto di quarta età.

Il paradiso può attendere

Un tempo c’erano gli anziani… Sì, quelli erano davvero anziani. Oltre quarant’anni fa, quando la stampa faceva riferimento a una notizia che coinvolgeva una persona tra i 60 e i 65 anni, il titolo riportava: Un sessantenne… I tempi sono cambiati e molto. Oggi assistiamo a una nuova vecchiaia e loro, i nostri nonni tra i 55 e i 70 anni, sono una specie in via di estinzione.

Donna anziana felice

Quella che un tempo era conosciuta come terza età, capeggiata dai sessantenni, gli adulti più grandi, vecchi e anziani, era un ciclo evolutivo composto da una serie di particolarità che definivano la vecchiaia.

Per esempio, dal punto di vista estetico venivano impiegati determinati colori che richiamavano la finitezza: marrone, nero, grigio, blu, associati alla morte o al lutto e che niente avevano a che fare con il disegno o l’essere alla moda, anzi, tutto il contrario: austerità prima di tutto.

Se un anziano indossava jeans e scarpe da ginnastica, stava cercando di fare l’adolescente; se un’anziana si truccava, indossava tacchi o camicie colorate, era fuori luogo o veniva considerata una donna che voleva mettersi in competizione con la figlia, per non parlare poi di quelle che indossavano calzamaglie e calze colorate…

Per quanto riguarda l’aspettativa di vita della popolazione mondiale, secondo le cifre della OMS relative al 2013, ci sono 33 paesi, con Giappone in testa, la cui aspettativa di vita va dagli 80 agli 84 anni. Tra i Paesi europei che superano il limite degli 80 anni, troviamo la Spagna, la Svezia e la Svizzera, mentre tra i Paesi americani che si avvicinano a un’età media che va dai 72 agli 81 anni, troviamo il Canada; infine, tra i Paesi del continente africano la media si abbassa a 55 anni.

La nuova vecchiaia, la quarta età

Esiste davvero una nuova vecchiaia, la terza età non è più l’ultima: c’è una quarta età che inizia a 75 anni. Oggi, coloro che hanno 60 anni hanno ancora davanti tra i 20 e i 25 anni di vita attiva, e quando i confini della vita si estendono così tanto, cambia e con essa cambiano i progetti, gli amori, la sessualità, il lavoro, il piacere…

Oggi si ha più consapevolezza della salute: si fa sport tre o quattro volte a settimana oppure si cammina per almeno 30 minuti al giorno. Le palestre hanno più iscritti con più di 60 anni che puntano a un addome più piatto o a potenziare i glutei, che si preoccupano di mangiare in modo salutare, con diete a basso contenuto di colesterolo o con una più netta riduzione dei lipidi.

Grazie agli effetti della chirurgia, ottengono addominali piatti, seni pronunciati, palpebre più tese… C’è anche la tecnica del botox che riempie le rughe mostrando una pelle più tesa. L’estetica in generale, la tintura per capelli (sia per gli uomini che per le donne), le creme, gli abiti alla moda. Chi può dire che oggi una persona di 60 anni è vecchia!

I cambiamenti tipici della quarta età

Nell’era dell’antivecchiaia, gli uomini usano creme antiage senza alcun ostacolo e i più audaci e le più audaci, addirittura, si tatuano. Le donne si guardano allo specchio e cercano di apparire attraenti e non si risparmiano in quanto a seduzione nelle relazioni; ostentano un seno sodo e tonificano i glutei in palestra.

L’uso del viagra ha dato nuovo vigore alla sessualità e, con esso, è nato un amore attivo che ha reso possibile l’amore dopo l’amore, facendo nascere nuove coppie dopo un lutto o una separazione. La struttura della coppia e, quindi, quelle della famiglia sostituiscono il “finché morte non ci separi” con il “finché vita non ci separi”, visto che essere longevi comporta più tempo e più rischi per la durata di una relazione.

La longevità è prova dei progressi medico-tecnologici in quanto a risonanze e tomografie, e di una farmacologia avanzata che rendono possibile la prevenzione di malattie e un intervento su di esse.

In sintesi, essere longevi permette di formare nuove coppie che uniscono famiglie, una sessualità attiva che dona piacere nella fase della vita in cui si pensava fosse finita, una vita da nonni attivi e giocosi, una pensione che si interfaccia con persone giovanili e attive e lutti, malattie, e ricoveri geriatrici che vengono vissuti sempre più tardivamente.

Coppia di anziani

Tuttavia, bisogna capire che i cambiamenti umani comportano crisi da superare: vivere molto o essere longevi rappresenta un problema biopsicosociale, politico ed economico. In questa era, la quarta età modifica, tra le altre cose, i cicli evolutivi: l’adolescenza si è estesa, la maturità arriva più tardi, le coppie si consolidano dopo e anche i figli arrivano più in là nel tempo.

I contro della longevità

Le coperture mediche collassano perché l’aspettativa di vita è cresciuta e bisogna sostenere più a lungo la salute delle persone di ottant’anni. Il tutto con analisi cliniche, farmaci, ricoveri. Infine, lo stato deve posticipare l’inizio dell’erogazione della pensione, vista la quantità di anni per i quali deve mantenere la classe passiva, che non è più passiva all’età stabilità un tempo.

Oltre a questi inconvenienti, superate le crisi, vivere più a lungo significa avere più tempo a disposizione con le persone che amiamo, così come moltiplicare le situazioni da condividere. Di conseguenza, dobbiamo prenderci cura delle emozioni e dei sentimenti positivi donati dai rapporti e farli perdurare. Visto che il paradiso può attendere, bisogna costruire sulla terra situazioni segnate da benessere e felicità.