La ricetta della felicità secondo Dan Gilbert

23 Novembre 2019
La ricetta della felicità è difficile da trovare. Tuttavia, vale la pena di conoscere il punto di vista di Dan Gilbert. Questo psicologo sociale ci propone di semplificare i nostri obiettivi e di individuare nella volontà l'elemento portante delle nostre azioni.

Dan Gilbert è uno psicologo sociale, scrittore e professore di psicologia alla Harvard University. È diventato famoso con il suo libro Felici si diventa, tradotto in più di trenta lingue. La sua fama è dovuta anche alle numerose conferenze a cui ha partecipato affermando di aver trovato quello che tutti cercano: la ricetta della felicità.

A prima vista, l’approccio di Gilbert potrebbe sembrare superficiale e frivolo. La ricetta della felicità sembra associata più all’autosostegno che a un approccio profondo. Nonostante questa prima impressione, Gilbert è uno psicologo preparato e rigoroso. È convinto dell’esistenza di una ricetta per la felicità, ma ci avvisa anche che in questa ricerca non ci sono scorciatoie.

Sottolinea inoltre che il problema principale è che molte persone non sono sicure di cosa le renda felici. Ricorda anche che non si può, e non si dovrebbe, essere sempre felici. Se così fosse, non sapremmo distinguere quando siamo felici e quando non lo siamo. Puntare sempre verso una direzione è controproducente: bisogna essere sensibili ai cambiamenti.

“L’occhio e il cervello sono dei cospiratori e, come nella maggior parte delle cospirazioni, tramano a porte chiuse nella stanza sul retro, fuori dalla nostra consapevolezza.”

-Dan Gilbert-

Ragazza bionda felice che passeggia in campagna

La scienza della felicità

Dan Gilbert sostiene che essere felici è un obiettivo più facile di quanto la maggior parte delle persone possa pensare. La felicità non è nascosta da qualche parte né è un tesoro che si trova casualmente. E non è neppure il risultato del raggiungimento di determinati obiettivi o un dono che ci viene dato dalla buona sorte.

Gilbert individua (e distingue) una felicità sintetica e una felicità naturale. La felicità sintetica è quella che si ottiene dal raggiungimento di qualcosa che ci siamo proposti. Il lavoro, un matrimonio, un viaggio, un Mi piace sui social network, ecc. Secondo lui, questo tipo di felicità è transitoria e fortemente condizionata da un risultato specifico.

Dall’altra parte, c’è la felicità naturale. Questa non è un sentimento, ma una condizione che nasce da un’impostazione predefinita. È presente sia quando raggiungiamo un obiettivo sia se non lo raggiungiamo. Viene da dentro e quello che accade all’esterno, sostanzialmente, non la modifica. Sì, esiste la ricetta per la felicità ed è molto semplice.

La ricetta della felicità

La ricetta della felicità ha solo due ingredienti che sono disponibili per chiunque voglia utilizzarli. Il primo è quello di non sovradimensionare la sofferenza. Molte persone “nutrono” i brutti ricordi o le esperienze negative pensando continuamente a quello che hanno vissuto. Inoltre, guardano al futuro sovradimensionando la sofferenza che potrebbero provare.

Questo ingrediente deve essere associato al secondo: la fiducia nella propria resilienza. Bisogna convincersi di essere in grado di poter superare qualsiasi situazione che ci provochi dolore. È proprio la mancanza di fiducia nella nostra capacità di gestire il dolore uno dei fattori che alimentano la sofferenza.

Spesso mettiamo da parte molti progetti a causa della paura di poter soffrire. In questo modo, non facciamo altro che limitare le nostre possibilità. L’aspetto peggiore è che molte volte la sofferenza che pensiamo di provare non ha un fondamento concreto. In realtà, la paura che abbiamo non è di poter provare sofferenza, ma di non essere capaci di gestirla.

Ragazza felice che balla in mezzo ai fiori in campagna

La ricetta della felicità: la strada da percorrere

La ricetta della felicità si completa attraverso delle azioni quotidiane che ci aiutano ad avere più fiducia nella nostra resilienza. Sono cinque semplici attività che possono essere effettuate da chiunque. Dan Gilbert sostiene che imparare a essere felici è come iniziare una dieta: ognuno di noi deve fare la sua parte. Le azioni quotidiane da svolgere sono:

  • Voler essere felici. Essere felici è una decisione che si prende ogni giorno.
  • Avere cura di noi stessi. Mangiare sano, fare mezz’ora di attività fisica al giorno e dormire almeno sette ore a notte. Queste sono le condizioni di base per essere felici.
  • Stabilire e mantenere delle relazioni sane. Allontanatevi da chi vi fa stare male e frequentate le persone che amate.
  • Fare delle attività piacevoli. Create una lista delle attività che vi piace fare e non relegatele all’ultimo posto delle priorità dopo i vostri obblighi.
  • Essere grati. Siate grati verso voi stessi, la vita, chiunque vi apporta qualcosa, vi insegna qualcosa o, in qualche modo, vi permette di crescere. Inoltre, aiutate gli altri, questo aumenterà la vostra felicità.

La felicità naturale è una condizione che si costruisce passo dopo passo, giorno dopo giorno. La buona notizia è che, date le nostre caratteristiche, tutti possiamo raggiungerla. La convinzione e la motivazione saranno le energie che ci guideranno e abilità come l‘intelligenza emotiva ci faciliteranno il percorso di transizione. In un certo senso, la ricetta della felicità risiede nella volontà di godersi la vita.

Gilbert, D., & Medina, V. C. (2006). Tropezar con la felicidad. Barcelona: Destino.