La storia del leone e il suo riflesso

25 settembre 2015 in Curiosità 19 Condivisi

Questa è una bella storia con una morale, che vi farà riflettere sul modo in cui potete affrontare i vostri problemi e fare il temuto primo passo necessario per liberarvene.

Di sicuro avete vissuto momenti in cui un problema si è trasformato nell’aria che respiravate, nel cibo che mangiavate, negli abiti che indossavate… Tutta la vostra vita girava intorno a quell’inconveniente, presente ora dopo ora nei vostri pensieri e nelle vostre emozioni.

Leggete, allora, la storia del leone:

C’era una volta un leone che viveva in un deserto. Qui soffiava forte il vento e, quindi, l’acqua degli stagni dai quali di solito bevevano tutti gli animal, era sempre in movimento. Le potenti raffiche di vento increspavano la superficie cristallina, impedendole di riflettere ciò che la circondava.

Un giorno, il leone si addentrò nel bosco dove era solito cacciare e, nel tempo libero, anche giocare, finché a un tratto si sentì stanco e assetato. Mentre cercava da bere, arrivò a uno stagno che conteneva l’acqua più fresca, invitante e appagante che si possa immaginare.

Così, il leone si avvicinò allo stagno, allungò il collo e cercò di bere un lungo sorso d’acqua. All’improvviso, però, vide il proprio riflesso e si spaventò, pensando che fosse un altro leone fermo di fronte a lui.

“Scommetto che quest’acqua appartiene a un altro leone, è meglio se me ne vado subito da qui senza fare rumore”, pensò l’animale. Piano piano, tornò sui suoi passi, ma presto la sete lo fece riavvicinare allo stagno. Allora vide di nuovo la testa di un leone spaventoso e dalla folta criniera restituirgli lo sguardo dalla superficie d’acqua.

Il leone si accovacciò, in attesa del momento più opportuno per spaventare “l’altro leone”. Come faceva sempre per marcare il proprio territorio o per segnalare la propria presenza, spalancò le fauci ed emise un ruggito terrificante. Tuttavia, come c’era da aspettarsi, appena mostrò i canini aguzzi, anche la bocca “dell’altro leone” si spalancò. Tutto ciò apparve al nostro leone come una visione orribile e pericolosa.

Il leone continuava ad allontanarsi dallo stagno, ma poi prendeva coraggio, si riavvicinava all’acqua e riviveva la stessa esperienza. Nonostante ciò, dopo un po’, il leone era talmente assetato e disperato che si decise a bere: “Leone o no, io berrò da quello stagno!”. Appena affondò il proprio muso nell’acqua… l’altro leone sparì!

La paura, l’ansia e la depressione ci mettono poco a comparire quando sorge un problema. Sembra non ci sia niente da fare per invertire la situazione e trovare una soluzione. Ci si sente paralizzati e non si sa come agire. Di sicuro conoscete questa sensazione.

È vero che, a volte, è utile allontanarsi un po’ dal problema, prendere le distanze e chiedere aiuto, ma è anche vero che è molto difficile prendere una decisione.

Uno dei punti chiave per trovare una soluzione ai problemi è sforzarsi di “fare il primo passo”. Deciderete poi, una volta per strada, come continuare. Tuttavia, senza salire il primo gradino, non arriverete mai in cima alla scalinata. È normale che, quando dovete affrontare un progetto e avete ancora molto da fare, le paure e le insicurezze si moltiplichino.

Quando è così, le opportunità vanno create e non si può aspettare che caschino dal cielo. Soprattutto, è importante eliminare tutte le difficoltà e gli ostacoli psicologici che non vi permettono di andare avanti.

Pensate a quante volte il vero problema è proprio non sapere come affrontarlo. È normale avere paura, voler raggirare la situazione, desiderare con tutta l’anima che le cose cambino o migliorino, ecc. Tuttavia, la paura è un grande ostacolo che non fa altro che peggiorare il tutto.

Vi sembrerà facile scriverlo o leggerlo e non altrettanto semplice da mettere in pratica. Forse, però, è arrivato il momento di diventare un po’ più leoni e comprendere la differenza tra provarci e decidersi. Quando ci limitiamo a provare, è più facile tirarsi indietro, quando abbiamo dei dubbi, è più probabile fallire. Quando invece agiamo e vediamo i cambiamenti, ci sentiamo in grado di andare avanti e fare un altro passo, salire un altro gradino.

Siete voi a scegliere come porvi davanti al problema. Siete pronti a essere i re della giungla?

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