La storia di Noah Wall: il cervello cresce

20 Agosto 2020
Noah Wall è la prova vivente del fatto che lo sviluppo cerebrale non è un mito, bensì una realtà tangibile. La scienza non riesce ancora a spiegare in che modo un cervello di dimensioni ridotte alla nascita abbia potuto raggiungere uno sviluppo simile a quello di un bambino sano.

La storia di Noah Wall è davvero sorprendente, trattandosi di uno dei pochi casi di sviluppo cerebrale da un punto di vista anatomico. Un fenomeno assolutamente affascinante per la scienza, che apre orizzonti mai pensati prima nel campo della ricerca del cervello umano.

Quest’incredibile caso di sviluppo cerebrale ha come protagonista un bambino inglese di nome Noah Wall, nato con solo il 2% del cervello. È già insolito che sia sopravvissuto, ma la cosa più incredibile è che a due anni, grazie agli speciali trattamenti ricevuti, il suo cervello è cresciuto fino a raggiungere l’80% del volume normale.

“Per me, ogni ora del giorno e della notte è un miracolo indescrivibile perfetto.”

-Walt Whitman.

A questo fatto incredibile si somma la lotta che i genitori del piccolo Noah Wall hanno dovuto affrontare fin da quanto è nato. È grazie a loro, in particolar modo alla madre, se il piccolo è ancora vivo ed è diventato un esempio di come i limiti esistano soltanto nella nostra mente. Una storia di fede, di sforzo e costanza.

Domma incinta si accarezza la pancia con le mani.

La storia di Noah Wall

Shelly Wall desiderava avere un bambino più di ogni altra cosa al mondo, e la notizia della sua gravidanza la rese immensamente felice. La gioia, però, non durò a lungo, poiché in seguito a un’ecografia ricevette una terribile notizia: suo figlio soffriva di un raro caso di spina bifida, una malformazione del midollo spinale per cui una o più vertebre non si erano chiuse completamente.

Ma non era l’unica cattiva notizia. I medici avevano rilevato un tumore nel cervello del bambino, che aveva impedito alla materia grigia di svilupparsi a dovere. A causa di ciò, la maggior parte del cervello era rimasta liquida. Il consiglio dei medici fu quello di interrompere la gravidanza a fronte delle gravi malformazioni non correggibili. La vita di Noah sarebbe stata piena di limiti e difficoltà.

Tutto indicava, di fatto, che il bambino non sarebbe sopravvissuto nemmeno al parto. Qualora fosse sopravvissuto, l’avrebbe atteso una vita all’insegna di gravi disabilità fisiche e mentali croniche. Dopo averne discusso, Shelly e il marito Rob decisero di portare avanti la gravidanza. Al tempo stesso, iniziarono a organizzare il funerale per il bambino in arrivo.

Un caso di sviluppo cerebrale

I medici rispettarono la decisione della coppia, ma imposero l’ordine di non rianimare, ovvero il divieto di applicare misure mediche di emergenza qualora Noah avesse smesso di respirare durante il parto. A seguito di un cesareo assistito da 12 medici,il 6 marzo 2012 Shelly diede luce al piccolo Noah.

Il neonato fu subito sottoposto a un intervento chirurgico per operare la spina bifida e drenare il liquido cefalorachidiano che riempiva la maggior parte del cranio. Per sorpresa di tutti, il bambino non solo sopravvisse, ma l’operazione fu un vero e proprio successo.

I medici pensavano che il cervello del bambino avesse raggiunto un volume pari al 25%, in realtà raggiungeva solo il 2%.

L’infanzia di Noah è stata segnata da medici, interventi chirurgici, visite ospedaliere e dalla continua battaglia dei suoi genitori per aiutarlo a crescere. Il piccolo è stato sottoposto a terapia neurofisica, che combina fisioterapia, esercizi cognitivi e attività fisica. In ultimo, gli obiettivi tanto attesi sono giunti: il cervello del piccolo si è sviluppato.

Bambino appena nato.

La storia di Noah Wall: un mondo di speranza

I grande progressi di Noah Wall sono avvenuti nei suoi primi tre anni di vita. Per i neurologi, non è ancora chiaro come una piccola porzione di cervello possa aver imparato le funzioni di altre aree e aver favorito uno sviluppo cognitivo simile. Sorprendentemente, la storia di Noah non è ancora stata studiata a fondo in campo scientifico.

Il piccolo è riuscito a raggiungere un volume pari all’80% di un cervello totalmente sviluppato, raggiungendo livelli cognitivi simili a qualsiasi bambino sano. Diciamo “simili” perché non riesce ancora a muovere tutti gli arti, e il momento in cui ha mosso una gamba è stato festeggiato pubblicamente.

Per i suoi genitori si è trattata dell’esperienza più dura delle loro vite, ma anche la più gratificante; per condividerla è stato creato l’hashtag #hugsfornoah. La neurologa che ha seguito il caso, Claire Nicholson, ha ribadito l’incredibile voglia di vivere del piccolo, descrivendolo come “un bambino straordinario con due genitori straordinari”.

Balari, S., & Lorenzo, G. (2016). La biología evo-devo, el crecimiento del cerebro y la evolución del lenguaje. Ludus Vitalis, 18(33), 49-77.