La temuta “crisi dei 40 anni”

4, settembre 2015 in Psicologia 0 Condivisi

Sembrano essere le donne a soffrire di più, una volta arrivate al quarantennio. Questo perché attraversano una tappa biologica nella quale non sono né giovani né anziane. Come fare per superare questa crisi o per impedire che compaia?

Può darsi che invecchiare e abbandonare il mondo della giovinezza vi faccia paura. La cosiddetta “crisi dei 40 anni” affligge la maggior parte delle donne ed anche molti uomini. Nel caso femminile, essa si somma al fatto di dover affrontare la menopausa e i sintomi fisici e psicologici che questa comporta.

La crisi della mezza età non compare precisamente nel giorno in cui si soffiano le 40 candeline sulla torta: può svilupparsi un po’ prima o un po’ dopo. Rappresenta il momento in cui bisogna analizzare ciò che si è fatto fino a quel momento e considerare le questioni ancora irrisolte. Senza dubbio, ci sono casi in cui l’idea del pensionamento è già presente nella testa della persona (anche se, nella maggior parte dei paesi occidentali, l’età pensionabile non arriva prima dei 60 anni).

Caratteristiche della “crisi dei 40 anni”

Gli esperti sostengono che esistono due tipi di crisi collegate all’età: quella evolutiva e quella circostanziale. La prima riguarda gli anni che si hanno e i cambiamenti biologici; la seconda è legata ai cambiamenti dell’ambiente circostante che hanno ripercussioni anche a livello personale. La crisi dei quarant’anni fa parte del primo gruppo.

L’arrivo ai quarant’anni può essere accompagnato da un quadro di depressione e ansia, soprattutto a causa delle pressioni sociali e familiari. Per esempio, se il quarantenne in questione non si è ancora sposato, non ha avuto figli, non ha comprato una casa o non ha ottenuto un buon posto di lavoro, è molto probabile che si senta più triste rispetto a qualcuno che ha già realizzato i suoi “doveri sociali”.

Ci sono vari fattori che provocano la crisi di mezza età, ma i più frequenti sono: l’insicurezza, un’eccessiva responsabilità, una quotidianità sempre uguale, i conflitti con il partner, gli errori commessi in passato, la noia, la mancanza di obiettivi chiari, ecc.

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Una prospettiva nuova

Senza dubbio, uno dei segni più evidenti della crisi dei 40 anni è la necessità di tornare ad essere giovani, di avere di nuovo vent’anni, o anche meno. Questo sentimento porta a cercare nuove esperienze, a fare cose prima non fatte per varie ragioni, a vestirsi come adolescenti, a frequentare locali o discoteche, ecc.

Questo nuovo atteggiamento nei confronti della vita può trasformarsi in un meraviglioso risveglio, in una forte motivazione che ci allontana dalla noia della routine e ci arricchisce la vita. Tuttavia, può anche provocare una grande nostalgia che ci blocca e ci spinge a vivere una sorta di letargo mentale ed emotivo, facendoci dimenticare che, in realtà, ci sono ancora moltissime cose da poter fare.

Un eventuale cambiamento in positivo che deriva da questa crisi avviene grazie all’accettazione del passare del tempo, senza provare sentimenti di rabbia o di impotenza. Inoltre, è importante non abbandonare il presente e il futuro per perdersi nel passato. Una buona riflessione e una nuova pianificazione della nostra vita (che è ciò che il corpo sta chiedendo) ci faranno andare avanti con la saggezza dell’oggi e l’irrequietezza della gioventù.

Quindi, cosa possiamo fare di fronte a questa crisi?

Mantenere un atteggiamento positivo: non importa che tutti vi facciano notare che siete già grandicelli, l’età porta esperienza, aneddoti e conoscenza. Avete ancora molti anni davanti a voi, non vale la pena viverli soffrendo.

Godersi la vita: l’esperienza di essere cresciuti ed aver attraversato molte difficoltà vi rende ancora più interessanti e preparati per ciò che vi aspetta. Avrete un autocontrollo maggiore, conoscerete le conseguenze delle vostre azioni e non farete la parte degli sprovveduti. Ricordatevi che il miglior momento da vivere è il “qui ed ora”. Non associate la gioventù alla felicità: in ogni tappa della vita si può essere allegri e soddisfatti.

Riflettere: si può dire che vi trovate a metà della vostra vita ed è un buon momento per pensare a ciò che avete fatto e a ciò che farete, perché avete ancora molte cose da realizzare. D’ora in poi, ogni cambiamento che vorrete intraprendere sarà valutato ed analizzato dettagliatamente.