Lacan e la struttura dell’inconscio

16 Settembre 2019
Durante la sua vita, Lacan fu un fedele difensore dello strutturalismo freudiano. Nella sua carriera si è concentrato sullo sviluppo della teoria dell'inconscio strutturato come un linguaggio. Conoscete i suoi postulati sul discorso dell'Altro?

Jacques Marie Émile Lacan è stato un’importante figura della vita intellettuale parigina per gran parte del XX secolo. Il suo nome è spesso associato alla psicoanalisi.

I suoi insegnamenti e scritti esplorano l’importanza della scoperta dell’inconscio da parte di Freud all’interno della teoria e della pratica analitica, ma anche in relazione a una vasta gamma di discipline.

Il lavoro di Lacan è di importanza inestimabile soprattutto per i più interessati alla dimensione filosofica del pensiero freudiano. Nel secolo scorso, le idee lacaniane hanno trovato posto, al centro di vari temi psicoanalitici, in diversi circoli filosofici.

Lacan che riflette

I primi anni di vita dell’illustre pensatore

Jacques Lacan nacque il 13 aprile del 1901, fu il primogenito di una coppia benestante e borghese. I suoi genitori erano Alfred Lacan ed Emilie Baudry, appartenenti a una famiglia dalla solida tradizione cattolica.

Nel 1907, Lacan viene ammesso all’esclusivo Collège Stanislas, un istituto religioso dei Fratelli Maristi, frequentato dalla borghesia parigina. Qui riceve una solida istruzione primaria e secondaria con una forte enfasi sugli aspetti religiosi e tradizionalisti. Completò gli studi nel 1919 ed è proprio in questi anni che inizia a sviluppare il suo pensiero filosofico.

Lacan e i successi professionali

Sebbene i primi testi di Lacan siano apparsi verso la fine degli anni ’20, la sua attività editoriale raggiunse il successo solo nel decennio successivo. A partire dal 1930, si vedranno nascere i primi contributi importanti del grande pensatore:

  • La pubblicazione della sua tesi di dottorato in psichiatria nel 1932, Della psicosi paranoica nei suoi rapporti con la personalità.
  • La sua collaborazione con i movimenti artistici surrealisti e dadaisti, nei cui ambienti fiorì come una personalità importante.
  • La prima presentazione dell’ormai famosa teoria dello stadio dello specchio alla conferenza dell’International Psychoanalytic Association (IPA) a Marienbad nel 1936.
  • La pubblicazione, sull’Enciclopedia francese del 1938, di un consistente saggio, su un vasto numero di argomenti analitici intitolato I complessi familiari nella formazione dell’individuo.

Gli anni ’30 furono indubbiamente un periodo cruciale nello sviluppo di Lacan. La sua giovinezza fu segnata dallo scontro di interessi e influenze legate alla psicoanalisi, alla psichiatria, alla filosofia, all’arte e alla letteratura, tra le altre discipline.

Questo periodo segna l’inizio della ben solida prospettiva interdisciplinare di Lacan: analisi freudiana, dialettica hegeliana e pedagogia kojeviana. Alle tre fonti d’ispirazione, si sommano anche le diverse esperienze della follia da numerosi punti di vista.

L’epoca del dopoguerra

Il decennio degli anni ’40 fu determinante per il percorso di Lacan. Fu il periodo in cui divenne un grande pensatore analitico. In questo periodo, avvenne un’esplosione di materiale lacaniano, tra cui sette seminari annuali e molti dei saggi più famosi.

Nel dopoguerra, Lacan si avvicinò e studiò lo strutturalismo di Ferdinand de Saussure e dei suoi eredi, come Claude Lévi-Strauss e Roman Jakobson.

“Quando ci troviamo di fronte a qualcosa di impossibile, c’è solo un modo: farlo. L’impossibile è da fare, non deve essere promesso”.

-Jacques Lacan-

È risaputo che l’opera di Lévi-Strauss del 1949, Le strutture elementari della parentela, contribuì a lanciare il movimento strutturalista francese. Questo movimento fiorì in Francia tra gli anni ’50 e ’60, con un orientamento che sfidò il primato teorico dell’esistenzialismo.

Questo cambiamento nella teoria sociale francese porto a un fondamentale riordinamento del pensiero di Lacan. Nonostante avesse modificato il suo approccio, questi rimase fedele alla psicoanalisi strutturalista freudiana.

“L’inconscio è strutturato come un linguaggio”.

-Jacques Lacan-

Lacan si considerava l’unico difensore dell’ortodossia freudiana; sosteneva fermamente che il recupero del significato primario del linguaggio nell’analisi fosse la chiave per riportare fedelmente l’approccio rivoluzionario di Freud alla soggettività psichica.

Tutto ciò fu pubblicato in dettaglio nel vasto manifesto fondativo del lacanismo: Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi.

Lacan: gli ultimi anni e la sua eredità

Nel 1980, negli ultimi anni della sua esistenza, Lacan ritenne opportuno chiudere la sua scuola, l’École Freudienne. Questa decisione controversa scatenò delle lotte interne tra i suoi seguaci.

Tuttavia, Lacan non prese parte a queste discussioni. Si spense un anno dopo nel 1981. Suo genero ed editore di Le Séminaire, Jacques-Alain Miller, fondò l’École de la Cause Freudienne in sostituzione della disciolta École Freudienne.

La teoria dei tre registri costituisce la struttura dei diversi concetti lungo l’itinerario intellettuale di Lacan. I tre registri corrispondono all’immaginario, al simbolico e al reale.

Tuttavia, questi concetti non rimasero statici nel tempo. Le caratterizzazioni di ciascuno dei tre registri, così come le relazioni tra di essi, subirono numerose revisioni e cambiamenti nel corso degli anni di lavoro.

Mente che si sgretola a forma di cubi

Linguaggio e codici culturali secondo Lacan

Jacques Lacan ci ha lasciato in eredità l’idea che “l’inconscio è il discorso dell’altro”. Intendendo “l’altro” come tutto ciò che è esterno e che si trova oltre l’Io. “L’altro” è l’ambiente in cui nasciamo, quello che dobbiamo tradurre per sopravvivere e prosperare.

Nella nostra vita, acquisiamo gradualmente consapevolezza e comprensione di tutta una serie di significanti. I significanti sono segni o codici che rappresentano concetti e idee.

Questi significanti possono arrivarci solo dal mondo esterno che è oltre l’Io. Per tale ragione, devono necessariamente essersi formati a partire dalla lingua o dal discorso, o per usare i termini di Lacan, “dall’altro”.

“L’ inconscio è esattamente l’ipotesi che non si sogna solo quando si dorme.”

-Jacques Lacan-

Le idee e le emozioni che proviamo, secondo Lacan, possono essere espressi esclusivamente attraverso il linguaggio. In tal senso, l’unico linguaggio che possiamo utilizzare è quello dell’altro.

L’inconscio, inoltre, genera sensazioni e immagini costruite in base al linguaggio dell’altro. Da qui l’affermazione di Lacan: “l’inconscio è il discorso dell’altro”.

In breve, i postulati lacaniani hanno influenzato in modo netto la pratica psicoanalitica e hanno permesso di formulare un’interpretazione più obiettiva e aperta dell’inconscio.

  • Lacan, J. (1987). Seminario 11. Los cuatro conceptos fundamentales del psicoanálisis. Buenos Aires, Paidós, 9, 174.
  • Fages, J. B. (1973). Para comprender a Lacan. Biblioteca de psicología.
  • Braunstein, N. A. (1980). Psiquiatría, teoría del sujeto, psicoanálisis: hacia Lacan. Siglo XXI.