L’arte di amare

7 marzo 2015 in Emozioni 0 Condivisi

L’amore. Una semplice parola che nasconde un sentimento così complesso, straripante ed eccitante allo stesso tempo. È un peccato che nessuno di noi abbia un manuale di istruzioni dell’amore: veniamo scaraventati di colpo in mezzo a questo giardino selvaggio chiamato vita e dobbiamo attraversarlo senza le conoscenze adeguate, pieni di paure e dubbi,, ma con una voglia sufficiente per farci desiderare di imparare, sperimentare, amare e anche soffrire.

È interessante constatare che quest’attività, quella di amare, inizia con più speranze e aspettative di qualsiasi altra, anche se molto spesso è destinata al fallimento. Visto il nostro essere razionali, dovremmo imparare dalle nostre esperienze e saper riconoscere gli errori, preoccuparci di cambiare qualcosa di noi per migliorare, per riuscire a superare il fallimento e capire un po’ meglio che cosa significa e che cosa porta con sé quel sentimento chiamato “amore” a cui associamo sempre così tanti errori.

L’amore è un’attività, non un atto passivo né un’impennata improvvisa: si tratta di uno stato continuo, in cui bisogna dare e ricevere. Anche se, attenzione, non bisogna confondere la parola “dare” e interpretarla con un sinonimo di “rinuncia” o “sacrificio”.

Lo psicologo Erich Fromm nel suo meraviglioso saggio “L’arte di Amare” ha indicato per la prima volta gli elementi comuni al concetto di amore, che tutti dovremmo tenere in considerazione. Che ne dite di darci un’occhiata?

1. Cura

L’amore è la preoccupazione attiva per la vita e la crescita di chi amiamo. Senza una preoccupazione sincera e dimostrata con i fatti, non c’è amore. Questo non significa soltanto che dobbiamo prenderci cura del suo benessere fisico, come fa una madre con un figlio, ma anche sapere quali sono i suoi bisogni nel rapporto di coppia e, naturalmente, come persona. Dobbiamo arricchirla e offrirle fiducia, rispetto e un ascolto attivo.

2. Responsabilità

Non si tratta di un termine che implica dovere o obbligo, non è imposto dall’esterno. Al contrario, nel suo senso più profondo si riferisce a un atto totalmente volontario da parte nostra e costituisce una risposta adeguata alle necessità, espresse o meno, del nostro partner. “Nessuno mi obbliga a essere responsabile di te, lo faccio perché ti amo e desidero il tuo bene”. Ma bisogna fare attenzione, perché questo concetto può degenerare in relazioni pericolose come quelle possessive o di dominazione; sentirci “responsabili” a volte provoca che cadiamo nell’errore di pensare che siamo responsabili dell’altro perché ci appartiene. Ma non c’è niente di più lontano dalla realtà. Essere responsabili significa rispettare e preoccuparsi dell’altra persona, permettendo la sua crescita personale e valorizzando anche la sua individualità.

3. Rispetto

Se amiamo una persona e ci sentiamo uniti a lei, dobbiamo avere ben chiaro che amare significa rispettare l’altro così com’è e non come noi vorremmo che sia. Gli esseri umani non sono oggetti che possiamo possedere o dominare, ma persone che si arricchiscono a vicenda con il loro modo di essere e la loro individualità. Si tratta di un’interazione in cui entrambi offrono ed entrambi ricevono allo stesso modo. Ma bisogna capire che per essere una coppia prima dobbiamo aver raggiunto la nostra maturità: saremo capaci di rispettare solo se avremo raggiunto la nostra indipendenza, senza bisogno di proiettare sugli altri le nostre paure, insicurezze o necessità, senza sfruttare gli altri e senza trasformarci in “vampiri emozionali“.

L’amore è una costante sfida, lo sappiamo. Non è facile e non è di certo uno spazio calmo in cui tutto scorre in armonia e tranquillità. Bisogna muoversi, crescere, comprendere… Lavorare insieme. È un’avventura senza eguali, in cui si alternano l’armonia e il conflitto, la gioia e la tristezza. L’amore è un’arte che ci arricchisce come persone e da cui possiamo imparare qualcosa ogni giorno.

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