Quando lasciare tutto è l’unica possibilità

· 4 novembre 2016

Ci sono volte in cui lasciare tutto è l’unica possibilità. Non si tratta di un atto di codardia o di resa: chi sceglie di fare le valige e alzare lo sguardo all’orizzonte indossa la pelle dei veri coraggiosi. Perché alla fine ci si stanca di avere il cuore spezzato, di piangere di nascosto e, prima che il vento si porti via la nostra anima, dobbiamo partire.

Lasciare tutto non significa assolutamente dimenticare le cose vissute o sradicare la nostra identità e i nostri legami. Vuol dire semplicemente trasformarsi, integrare il passato, il presente e il desiderio di un futuro in una medesima entità, capace di creare se stessa e di non rigirarsi nella sofferenza e nel dolore. In quel castello di sabbia sul bordo dell’oceano che ormai non si regge più in piedi.

“Se non scali la montagna più alta, non potrai mai goderti il paesaggio”.

(Pablo Neruda)

Tutti, in qualche modo, abbiamo provato (o proveremo) questa sensazione. Quella di capire che una parte di ciò che ci circonda ha perso il suo significato, come se qualcosa avesse raggiunto la sua data di scadenza. C’è chi ha un bisogno impellente di provare cose nuove; altri invece avvertono l’imperante necessità di allontanarsi da tutto ciò che è vicino, per prendersi cura della loro salute fisica o emotiva.

In entrambi i casi lasciare tutto non è facile. Nel nostro bagaglio ci portiamo dietro anche la paura e l’incertezza: nonostante la testa ci dica “parti”, il cuore non è capace di chiudere la valigia.

Vi invitiamo a riflettervi.

colombe che volano

Lasciare tutto è anche un atto di sopravvivenza

Nella nostra rubrica abbiamo spesso parlato del fatto che il cervello non ama i cambiamenti. Un cambiamento implica un rischio e, pertanto, una sfida alla nostra sopravvivenza. Tuttavia, ci sono situazioni in cui questo architetto interiore delle emozioni, degli istinti e dei comportamenti ci dà un pizzico di attenzione molto importante.

Facciamo un esempio. Immaginate di attraversare un periodo di stress molto intenso, tutto attorno a voi vi chiede qualcosa, portandovi al limite. Persino voi, invece di gestire questa pressione, vi lasciate trasportare da questa incessante marea. Un giorno, quando state per prendere l’autobus per andare a lavorare, i vostri piedi e la vostra mente prendono un’altra direzione. Iniziate a camminare senza fermarvi fino a che, senza sapere come, vi trovate lontani dal centro della città, dove regnano la calma, il riposo e l’equilibrio.

Avevate bisogno di “scappare”. Il vostro istinto di sopravvivenza ha improvvisamente preso le redini della situazione e vi ha mostrato due elementi che possono esservi d’aiuto: la distanza e il silenzio. Il cervello non ama i cambiamenti, ma dovete considerare che farà il possibile per farvi sopravvivere. Questo invito a lasciare tutto, pertanto, si traduce nella necessità di prendervi cura di voi stessi, necessità che non potete ignorare.

uomo su tappeto volante

Ora vogliamo parlarvi di John Tierney. Questo giornalista del New York Times ha scritto un libro intitolato “La Forza di Volontà”, divenuto un best-seller poiché descrive le esperienze dell’autore legate allo stress, all’ansia e alle pressioni esterne.

Lo scrittore spiega che l’autocontrollo, mantenuto nel corso del tempo, può arrivare a distruggerci. Vivere in situazioni opprimenti fa sì che prima o poi il nostro cervello attui una sorta di “colpo di stato” per farci capire che o cambiamo o perdiamo tutto.

Se la vita che state vivendo non è la vostra, andate a cercare quella giusta

Se la vita che avete condotto fino ad ora non corrisponde a ciò che sentite dentro, allora andatevene. Se vi sentite degli estranei nella vostra stessa esistenza, uscite a cercarvi. Se la realtà che vi circonda è popolata da spilli, volate via. La vostra salute fisica ed emotiva ve ne sarà grata.

Solo voi potete decidere di lasciare tutto. Probabilmente c’è chi si sente già abbastanza impegnato nel fare piccoli cambiamenti per trovare il benessere. Tuttavia, in certe occasioni, i cambiamenti mirati non sono sufficienti: non migliorano il morale, non curano, non riparano. Avete bisogno di fare un passo più lungo per creare una distanza maggiore nella vostra mappa personale che prima vi definiva.

A seguire vi proponiamo alcune strategie da prendere in considerazione.

ragazza triste che riflette

Strategie per cercare la vostra vera vita

Quando si pensa a lasciare tutto, bisogna avere ben chiaro perché lo si fa e qual è l’obiettivo che si ha in mente. Quando una persona ha un “perché” è capace di attraversare tutti i “come”. Se realizzate un cambiamento, lo fate per essere chi volete essere davvero: un individuo felice, con il controllo di sé, qualcuno che si sta dando una nuova opportunità per stare bene.

  • Quando attraversate questi cicloni emotivi, è bene riflettere e parlare con voi stessi. La risposta migliore su ciò che dovete e non dovete fare sta dentro di voi.
  • Lasciare tutto non vuol dire darsela a gambe; l’abbiamo specificato all’inizio dell’articolo. Dovete far capire bene alle persone che vi circondano perché lo fate. Dichiarate i vostri desideri e le vostre necessità, prendete il pieno controllo delle vostre azioni.
  • Nessuno può garantirvi che questo cambiamento funzionerà, ma esso può anche essere la cosa migliore che vi possa capitare nella vita. Dovete dunque gestire le vostre paure e le incertezze. Come? Trasformandole in speranze.

Infine, ricordate che l’unico proposito della vostra vita è fiorire. È dunque necessario trovare sempre i posti migliori, perché non tutti i luoghi sono sani affinché nutriate le vostre radici.