Lasciarsi trasportare dalle emozioni rende meno razionali?

Se sono più emotivo che razionale, significa che prenderò decisioni peggiori? La verità è che le persone più intelligenti non escludono le emozioni dal proprio ragionamento. Le tengono a mente, le regolano e usano a loro vantaggio. Questa è il segreto.
Lasciarsi trasportare dalle emozioni rende meno razionali?

Ultimo aggiornamento: 20 agosto, 2022

È comune pensare che ci siano persone più emotive e altre più razionali. Diamo quasi per scontato che per prendere decisioni più ponderate e obiettive bisogna escludere l’universo emotivo dai propri meccanismi cognitivi. Fino a che punto ciò è vero? Lasciarsi trasportare dalle emozioni rende meno razionali? Chi elimina la variabile “emozione” dalla propria vita ha più successo e felicità?

Assolutamente no. Passione, paura, disgusto, angoscia, entusiasmo, amore… L’essere umano è soprattutto una creatura emotiva che ragiona. È dunque impossibile eliminare questo fattore da ogni comportamento e decisione. Come sottolinea il neuroscienziato Antonio Damasio, se non provassimo sentimenti non ci sarebbe giustizia, medicina, arte.

Nessun problema è compreso e risolto solo con la ragione. Entrambe le sfere sono mediatrici e al tempo stesso decisive per plasmare la nostra esistenza, per creare il mondo in cui ci troviamo. Quello che proviamo ci connette prima di tutto con noi stessi, con il nostro corpo e le nostre esigenze; poi, con tutto quello che ci circonda.

Sapendo ciò, la prossima domanda che possiamo porci è: quali conseguenze ha lasciarsi trasportare dalle emozioni? Ne parliamo a seguire.

Le emozioni sono una parte essenziale del processo decisionale ragionato.

Donna che pensa di lasciarsi trasportare dalle emozioni.
Il mondo non è diviso in persone emotive e razionali. Tutti agiamo seguendo entrambe le sfere.

Lasciarsi trasportare dalle emozioni

La nostra cultura popolare ci ha fatto credere che le emozioni provengono dal cuore e che il cuore è l’opposto di cerebrale, razionale. Forse il responsabile di questa premessa fu Renato Cartesio.

Con la sua famosa frase “Penso, dunque sono”, inaugurò una fase della filosofia in cui la ragione e il pensiero illuminato intendevano le emozioni come irrazionali.

Una simile prospettiva induce molte persone a credere che ci sia qualcosa di sbagliato nell’essere emotivi. Accogliere ogni stimolo, esperienza e circostanza con una carica emotiva intensa le fa sentire diverse.

La consapevolezza emotiva è un vantaggio, non un ostacolo

Forse chi tende a lasciarsi trasportare dalle emozioni gode di maggiore consapevolezza emotiva. Questa dimensione si riferisce alla capacità di connettersi con i sentimenti propri e altrui. Implica, a sua volta, distinguerli, capire quale messaggio trasmette ogni sensazione, ogni stato emotivo per agire di conseguenza.

La ricerca del Laureate Institute for Brain Research di Tulsa, Stati Uniti, indica dati interessanti al riguardo. Le persone con maggiore consapevolezza emotiva mostrano un approccio mentale più riflessivo. Emozione e ragione, in questo caso, lavorano in armonia e ciò rappresenta un grande vantaggio.

Sebbene possa sorprendere, dare priorità alla sfera emotiva ed entrare in contatto con essa per gestirla è una risposta intelligente di grande valore. L’atto o la risposta razionale non esiste se preventivamente non si assiste, regola e canalizza ogni emozione provata.

Lasciarsi trasportare dalle emozioni senza riflettere su di esse non è appropriato

Una cosa, però, è provare intensamente ogni emozione e dar essa presenza per capirla, un’altra è lasciarci trasportare inermi da esse. Ciò significa agire in modo impulsivo. Si traduce, inoltre, in errori, decisioni affrettate e persino rimanere intrappolati in stati emotivi a valenza negativa.

Come si può ben dedurre, nessuno si augura di cadere in queste dinamiche. Lasciarsi trasportare dalle emozioni senza assumersene la responsabilità è pericoloso. È giusto dare esse presenza, ascoltarle, essere emotivi. Ma attenzione, ogni emozione provata ha uno scopo, ovvero fornirci informazioni di cui dobbiamo occuparci e valorizzare.

Bisogna interpretare il loro messaggio e poi decidere come agire. Solo così si sceglie meglio, solo così ci si adatta più efficacemente a un contesto sempre complesso.

Anche se siete persone molto emotive, non trascurate la riflessione quando decidete o agite.

Donna che pensa di lasciarmi trasportare dalle mie emozioni.
Le nostre emozioni sono una potente guida per il processo decisionale. Tenerne conto è un vantaggio.

Non esiste una mente razionale e una emotiva

Molti si concepiscono più emotivi di altri; alcuni si vantano di agire in modo più razionale e oggettivo. Una simile percezione della propria personalità è legittimo e comprensibile. Tuttavia, non dovremmo credere che vi siano due aree cerebrali: una emotiva e l’altra razionale.

Dobbiamo anche riformulare l’idea secondo cui agire emotivamente significa essere irrazionali. Perché gran parte del nostro comportamento è condizionato dalle emozioni: compassione, affetto, empatia e persino evitare i rischi quando si avverte la paura. Le emozioni sono logiche e persino razionali.

Lo studio condotto presso l’Università della Columbia insiste su un fatto: smettere di classificare il comportamento emotivo come irrazionale. In realtà, gran parte della nostra documentazione comportamentale è mediata da entrambe le sfere.

Basta tenere a mente un fatto. La corteccia prefrontale, quell’area cerebrale che svolge funzioni esecutive più complesse, è collegata alle aree emotive.

Siamo tutti esseri emotivi che cercano di agire razionalmente. Alcuni saranno più impulsivi, altri avranno una personalità più sensibile e alcuni mostreranno meno o più intelligenza emotiva.

Ricordiamo, tuttavia, che nessuno può rimuovere la variabile emotiva dall’equazione comportamentale. In caso contrario, non saremmo umani, bensì macchine.

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