Le fasi dello sviluppo secondo Erikson

Erikson è stato un pioniere nel definire lo sviluppo dell'Io come un percorso che dura tutta la vita. Oltre a ciò, ha individuato otto fasi dello sviluppo che si susseguono nel corso del ciclo vitale.
Le fasi dello sviluppo secondo Erikson

Ultimo aggiornamento: 14 dicembre, 2020

Tra i vari psicoanalisti troviamo autori che seguono in modo ortodosso i postulati di Freud e altri che hanno apportato delle modifiche alle sue ipotesi. Erik H. Erikson rientra in questo secondo gruppo, visto che ha ampliato e modificato la teoria freudiana. In particolare, ha posto l’enfasi sull’influenza che esercita la società sulla personalità in via di sviluppo e non ha considerato il contesto familiare come unico responsabile delle fasi dello sviluppo.

Nel suo modello genetico Freud considera una successione di fasi che ogni persona sembra attraversare dalla nascita sino all’età adulta. Questa successione di tappe prende il nome di “fasi dello sviluppo psicosessuale”.

Per la psicoanalisi, la sessualità è una dimensione di fondamentale importanza, poiché costituisce una delle principali forze motrici dell’energia vitale che muove il comportamento umano.

Questa energia vitale è stata nominata da Freud libido, forza da reprimere e allontanare dalla coscienza per non provocare conflitti.

Secondo la psicoanalisi ortodossa, l’energia sessuale non compare nell’adolescenza, bensì è presente sin dalla nascita e, cosa ancora più importante, secondo Freud ogni tappa è associata alla nostra parte affettiva e sessuale. Così, Freud ha individuato 5 tappe: orale, anale, fallica, di latenza e genitale.

Erikson, invece, non attribuisce allo sviluppo psicosessuale l’importanza attribuitagli dal suo predecessore. Piuttosto egli rivolge lo sguardo sull’influenza sociale per spiegare l’evoluzione della psiche umana. Parlerà, dunque, di fasi dello sviluppo psicosociale.

In ogni fase della vita c’è una crisi che l’individuo dovrà superare per poter passare alla fase successiva.

Foto in bianco e nero di Erik Erikson.
Erik H. Erikson

Le 8 fasi dello sviluppo di Erikson

Erikson è stato un pioniere nel considerare lo sviluppo dell’Io come un percorso che dura tutta una vita. Ha elaborato il concetto di sviluppo come un iter costituito da otto fasi che si susseguono nel corso del ciclo vitale.

In ogni fase l’individuo deve soddisfare i suoi bisogni, sviluppare le proprie abilità e rispondere alla domanda del contesto proprio della sua età.

In assenza di una risoluzione della crisi che accompagna ogni fase non può esserci uno sviluppo sano per la persona. Di conseguenza, è necessario concludere ogni tappa con successo per poter passare adeguatamente alla successiva. Le tappe prese in considerazione dall’autore sono le seguenti:

  • Fiducia di base e sfiducia. Si manifesta dalla nascita fino al primo anno di vita circa. In questa fase il neonato si affidarsi agli altri per soddisfare i suoi bisogni primari. I bambini possono imparare a vedere il mondo come un posto pericoloso se i loro tutori mostrano un atteggiamento di rifiuto o se diventano iperprotettivi impedendo ai piccoli di esplorare. In questa tappa gli agenti sociali principali sono i genitori (o i tutori) e altre figure di attaccamento.
  • Autonomia, vergogna e dubbio. Questa fase ha inizio a partire dal primo anno e si estende fino ai tre anni di vita. I bambini devono imparare a essere autonomi riguardo al vestirsi, addormentarsi o a mangiare. Se non ci riescono, potrebbero dubitare delle proprie abilità e vergognarsi di se stessi. Qui gli agenti sociali principali sono i genitori.
  • Iniziativa e senso di colpa. In questa fase la missione del bambino è rendersi conto di avere spirito di iniziativa che, se messo in pratica, non deve scontrarsi con i diritti, i privilegi o gli obiettivi altrui, affinché non si senta in colpa. L’agente sociale è la famiglia. Si tratta di una fase che si manifesta tra i 3 e i 6 anni di età.

Le altre fasi dello sviluppo secondo Erikson

  • Industriosità e senso di inferiorità. A partire dai 6 anni fino ai 12 anni circa, i bambini entrano in una fase in cui si paragonano ai loro coetanei. Devono padroneggiare le abilità sociali e quelle scolastiche per sentirsi sicuri di sé. Il fallimento in questo ambito produrrà un complesso di inferiorità. L’agente sociale è qui l’insegnante.
  • Identità e confusione dei ruoli. Questa fase inizia intorno ai 12 anni e dura fino ai 20. L’adolescente prova a rispondere alle domande relative alla propria identità. Deve assumere identità sociali e responsabilità di base per non confondersi sui ruoli che assumerà da adulto. L’agente sociale principale è rappresentato dai suoi coetanei.
  • Intimità e isolamento. All’inizio dell’età adulta e fino ai 40 anni, è fondamentale stringere amicizie solide e maturare un sentimento di amore e solidarietà. In caso contrario, possono insorgere sentimenti quali isolamento o solitudine. L’agente sociale è dato da partner e amici.
  • Generatività e stagnazione. Dura dai 40 ai 65 anni di età. Prevede l’aumento della produttività lavorativa, l’educazione alla famiglia e occuparsi dei bisogni dei figli. In assenza di queste responsabilità, si ristagnerà nella fase e si cadrà nell’egocentrismo. Gli agenti sociali sono il coniuge, i figli e le norme culturali.
  • Integrità dell’Io e disperazione. Durante la vecchiaia, a partire dai 65 anni, l’adulto guarda indietro e può vivere un’esperienza importante, produttiva e felice oppure una profonda delusione, con promesse disattese e obiettivi che non sono stati portati a termine. Le esperienze personali e soprattutto quelle sociali segnano il modo in cui questa crisi conclusiva si risolverà. L’agente sociale principale è il genere umano.
Donna sorridente.

La forza dell’Io

Erikson propone la risoluzione di ciascuna delle crisi che insorgono nelle diverse fasi del nostro sviluppo. Risolvendo ognuno di questi conflitti l’individuo crescerà dal punto di vista emotivo e psicologico. Ma per risolvere i conflitti che insorgono, è di estrema importanza acquisire le competenze necessarie a tale scopo.

L’acquisizione di queste abilità, grazie ai nostri agenti sociali, ed essere in grado di risolvere tutte le crisi che si presentano ci renderà liberi dalla psicopatologia. Qualora non ci riuscissimo, potremmo rimanere intrappolati in una di queste fasi, il che ci impedirebbe di progredire.

Una volta acquisite le competenze necessarie, proviamo una gratificante sensazione di potere che prende il nome di forza dell’Io.

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  • Papalia, D.E., Olds, S.W. y Feldman, R.D. (2005): Psicología del desarrollo en la infancia a la adolescencia. McGraw-Hill. Madrid.