Le malattie mentali meno conosciute

· 10 luglio 2015

Nonostante si pensi che le malattie mentali siano un fenomeno nuovo, che prima non esisteva o non veniva studiato, è stato dimostrato che, anche anticamente, le persone soffrivano di squilibri psicologici. Scopritene qualcuno.

Grazie alla letteratura, per esempio, si sono scoperte le malattie mentali più frequenti del Medioevo: si parlava spesso di “follia”, “depressione” e “stress post-traumatico” (anche se, talvolta, si usavano termini distinti).

È vero che la presenza di patologie mentali è aumentata negli ultimi anni, ma non per questo si può negare che in passato le persone ne fossero affette. Semplicemente, non esisteva un nome ufficiale con il quale etichettarle e non era stato realizzato nessuno studio sufficiente per poterli trattare.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 10% della popolazione del secolo XXI soffre di un disturbo mentale. Molte di queste patologie sono collegate ad un determinato contesto socioculturale come nel caso, per esempio, degli disturbi alimentari o d’ansia.

Quali sono i disturbi mentali meno conosciuti?

La sindrome di Wendy: si tratta di una sindrome che ha a che vedere con il racconto di Peter Pan. Il soggetto cerca in tutti i modi di stare con persone immature e manifesta la necessità di compiacerle a aggradarle, poiché teme il rifiuto o l’abbandono. È frequente in particolar modo nelle donne con i loro partner o con i loro figli.

Catoptrofobia: questa sindrome viene definita come “la paura smisurata di guardarsi allo specchio”. Questo timore è del tutto ingiustificato ed anormale; quel che non è ancora ben chiaro è se la fobia riguarda solo il riflesso di una superficie o anche l’immagine che viene riprodotta. Il soggetto, per esempio, evita di usare gli ascensori dotati di specchio o di passare molto tempo nel bagno. Tra i fattori di rischio per questo disturbo sono una bassa intelligenza emotiva e una scarsa autostima.

Sindrome di Capgras: i soggetti affetti da questa sindrome smettono di riconoscere una persona cara e si convincono del fatto che questa sia stata sostituita da un clone o da un impostore. In questo caso, il soggetto soffre una disconnessione tra la memoria affettiva e il sistema di riconoscimento visivo. Per saperne di più, potete vedere il film inglese “The Broken” del 2008.

malattie mentali (2)

Sindrome dell’accento straniero: è normale che una persona che viaggia in un altro paese o che entra in contatto con uno straniero parli con un accento simile a quello di quel luogo o di quell’individuo. Tuttavia, non è normale quando ciò accade senza che tale contatto o tale viaggio siano avvenuti, e tale è il caso di questa sindrome: alla base vi è una grave lesione cerebrale, come, per esempio, un ictus.

Eufobia: sapevate che esiste la fobia di ricevere buone notizie? Vi sembrerà strano, ma è così. Le persone che soffrono di eufobia vivono con gioia immensa le brutte notizie e non riescono ad assimilare quelle buone. La ragione è irrazionale, ma c’è: non significa che il paziente sia cattivo, è solo che ha paura di soffrire quando accade qualcosa di positivo.

Permarexia: i disturbi alimentari sono, oggigiorno, molto frequenti; i mass media ne parlano spesso, soprattutto di bulimia, alcolemia e anoressia. Ma questi non sono gli unici disturbi che hanno a che vedere con il cibo: il soggetto affetto da permarexia vive seguendo una dieta dopo l’altra, siccome non riceve il risultato desiderato, ne inizia un’altra e un’altra ancora .

Quando il soggetto si stufa, cerca subito un’altra dieta e la adotta in modo estremamente rigido. Spesso si pone degli obiettivi per perdere peso che sono completamente incompatibili con il benessere personale. Dato che non riesce a raggiungere il suo scopo, si auto-colpevolizza e si rimprovera duramente per non aver mantenuto viva la sua forza di volontà o non essere stato abbastanza intelligente da seguire la dieta adeguata. Tale disturbo provoca frustrazione, depressione, abbassamento dell’autostima e dell’amor proprio e, soprattutto, squilibri fisici dovuti all’assenza di nutrienti importanti dato che il soggetto, per lo più, beve solo infusi.