Leggenda inuit sull'equilibrio tra natura e umani

Questa è una storia sull'equilibrio che affonda le sue radici in una antica leggenda degli inuit, o eschimesi. Questo popolo ha dovuto confrontarsi da sempre con condizioni geografiche ostili e minacciose.
Leggenda inuit sull'equilibrio tra natura e umani

Ultimo aggiornamento: 26 dicembre, 2020

Questa leggenda inuit viene tramandata dai popoli che abitano il nord del Canada e la Groenlandia. La regione artica è un territorio enormemente difficile, chi la abita ha dovuto affrontare con coraggio la natura per sopravvivere. Perciò questa leggenda è una storia sull’equilibrio, quello che dovrebbe esistere fra l’uomo e l’ambiente affinché la vita resista sul pianeta Terra.

Questa storia ci parla dell’equilibrio. Kaila era per gli inuit il dio dei cieli, nessuno aveva più potere. I cieli reggono le acque, il fuoco e la terra, motivo per cui Kaila era il vero sovrano del regno. Egli decise di creare l’uomo e la donna insieme perché popolassero la Terra. In principio, entrambi erano completamente soli, ma erano anche totalmente liberi.

L’uomo e la donna videro che era tutto spopolato e si sentirono sconcertati. Allora Kaila affidò alla donna il compito di popolare la Terra e di essere guardiana della vita. Subito le disse di fare un buco nel ghiaccio, da lì iniziarono a uscire gli animali il cui compito era accompagnare gli esseri umani. Per ultima uscì la renna o caribù.

La natura non fa nulla d’incompiuto né invano.

-Aristotele-

Una storia sull’equilibrio delle origini

Questo racconto ci parla dell’equilibrio, perché l’uomo e la donna furono molto contenti quando videro i nuovi esseri che avrebbero condiviso la terra con loro. Allora il dio Kaila disse alla donna che la renna, l’ultimo animale a venire fuori, era un importante dono degli dei. Aggiunse che quell’animale avrebbe dato loro nutrimento con la sua carne e riparo con la sua pelle. “Esso nutrirà te e la tua famiglia”, aggiunse.

Da allora la renna divenne il bene più apprezzato per gli inuit. La sua carne li nutriva come nessun’altra. La sua pelle permetteva loro di ottenere vestiti e costruirsi tende per ripararsi dal freddo rigido. Le renne abbondavano, e così impararono a cacciarle e la loro vita divenne molto più facile.

Le renne si moltiplicavano in maniera incessante per ordine della donna. Kaila, di fatto, le aveva concesso tale potere. Quando l’uomo e la donna ebbero figli, insegnarono loro a cacciare quegli animali. I giovani volevano sempre uccidere gli esemplari più grandi e più grassi, così avrebbero ottenuto più nutrimento e più riparo per tutti. Ecco che regnava una grande armonia nel mondo.

Primo piano di una renna.

L’importanza dell’equilibrio nella leggenda inuit

La leggenda inuit narra che gli umani cacciarono talmente tante renne grandi e forti che improvvisamente cominciarono a restare in vita solo gli esemplari peggiori. Sopravvivevano alla caccia i più piccoli e i più deboli, perciò l’uomo e la donna cominciarono a preoccuparsi.

Presto furono costretti a consumare la carne e la pelle degli esemplari piuttosto scarni. Non avevano un buon sapore e la loro pelle bastava per pochi vestiti.

E così arrivò il tempo della fame. Nessun altro animale era capace di soddisfare le necessità degli esseri umani. I figli della donna cominciarono a dimagrire, patendo una fame mai conosciuta fino ad allora.

Una supplica disperata

Di fronte a una tale situazione, la donna non trovò altro rimedio che alzare gli occhi al cielo e chiedere aiuto a Kaila. Il dio si sentiva un po’ offeso. “Ti ho concesso il migliore dei regali”, disse. “Ma lo hai sciupato”, aggiunse. Tuttavia le promise che l’avrebbe aiutata.

Secondo questa leggenda inuit, Kaila pensò di parlare con Amarok, padrone e signore dei lupi, che a sua volta era uno degli esseri meravigliosi. Kaila gli chiese di consegnare agli umani un gruppo di lupi, animali che fino ad allora avevano vissuto solamente nel regno degli dei. Amarok comprese la situazione e regalò agli esseri umani un branco di lupi.

Branco di lupi.

Questi giunsero nelle pianure gelate e si avvicinarono discretamente ai caribù, che pascolavano sereni. Ma quando i lupi si avvicinarono ancora, i caribù li notarono. Le renne decisero allora di proteggere gli esemplari più deboli. I più grandi formarono un cerchio attorno a loro per impedire che i lupi li attaccassero.

Nonostante ciò, i lupi si avventarono su di loro. Restarono in vita solo le renne più forti, che dovettero riprodursi per sopravvivere. Da allora, lo spirito del lupo governa sul Grande Regno del Nord e a lui appartengono le renne più piccole. Per questo quando i lupi vogliono mangiarle, gli inuit li lasciano fare. Sanno che tutto ha un equilibrio, e che i lupi lo proteggono.

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  • Rink, H., & del Pilar, J. J. F. (1991). Cuentos y leyendas esquimales. Miraguano.