5 lezioni per i bambini da “Il libro della Giungla”

· 4 luglio 2016

La versione de “Il libro della Giungla” della Walt Disney ha incantato bambini e adulti. Una storia molto conosciuta che ha accompagnato generazioni molto diverse e che non fallisce mai, anche quando i personaggi e le canzoni cambiano. Tuttavia, perché siamo così affascinati da questa storia? Perché ispira ed emoziona persone di qualsiasi età?

La risposta risiede nella grandiosità e nella durabilità del suo messaggio: una storia di rispetto per l’ambiente e per tutti gli esseri che lo abitano, arricchita di avventure e con un messaggio profondo di amicizia e di spirito combattivo che tanto piace ai bambini.

Una storia di fantasia che non esclude una certa similitudine con la realtà. Possiamo ricordare casi simili a quello di Mowgli, come la storia del bambino selvaggio di Aveyron o l’appassionante storia di Marcos Rodriguez Pantoja, il bambino cresciuto circondato dai lupi sulla Sierra Morena a Cordoba. Anche queste storie sono state adattate al cinema.

Tornando al film “Il libro della Giungla”, se uno di noi volesse vederlo, ci sarebbe un espediente che ci permetterebbe di apprezzarlo ancora di più: vederlo accompagnati dai bambini, apprezzando le peripezie dei personaggi divenire un classico e, allo stesso modo, anche i loro insegnamenti. Vediamone qualcuno.

Insegnamenti de “Il libro della giungla”

1. Siamo parte del nostro pianeta

Il film spiega che gli esseri umani sono una specie tra le tante che occupa il pianeta Terra e come tale devono rispettare l’ambiente e il resto delle specie con cui lo condividono. Ogni specie compie la sua funzione nella vita, ogni specie è abile in qualcosa ed è inabile in qualcos’altro.

Quando siamo piccoli lo capiamo, ma crescendo ci rendiamo conto di non rispettare né l’ambiente né gli animali, piuttosto, spesso li sfruttiamo e li maltrattiamo. È un meccanismo nel quale si nascondo ambizioni e lotte di potere nel quale si sacrifica l’ambiente.

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“A nessuno degli abitanti della Giungla piace essere infastidito e sono sempre tutti disposti a cacciare via gli intrusi. Dopo questo avvenimento, Mowgli imparò la ‘Preghiera del cacciatore’, questa va ripetuta a voce alta fino a che non riceve risposta ogni volta che uno degli abitanti della giungla si trovi a cacciare fuori dal suo territorio. La preghiera tradotta recita: ‘Concedimi il permesso di cacciare qui, perché ho fame’.
E la risposa dice: ‘Caccia, dunque, per cercare cibo, ma non per divertimento’.”

-Il libro della Giungla-

Gli umani possono trarre vantaggi dalla loro razionalità, una differenza chiave rispetto alle altre specie. Purtroppo, questa capacità logica mette i motivi personali davanti ai benefici per la specie e per coloro che ci vivono attorno a noi. Dimentichiamo di non essere i padroni della natura che ci circonda; dimentichiamo di essere solo degli ospiti.

2. La famiglia va al di là dei legami di sangue

Il piccolo Mowgli arriva nella giungla protetto dalla pantera Bagheera e viene adottato dalla lupa Raksha, che lo cresce come un membro del branco. Gli animali della giungla sanno che è umano e che, in teoria, quello è luogo che non gli appartiene. Eppure lo hanno accudito.

“Non importa dove andrai o come ti chiameranno. Sarai sempre mio figlio”

-Raksha, Il libro della Giungla-

Per Mowgli, la lupa Raksha è sua madre, quella che gli ha leccato le ferite, che si è preoccupata per lui, che gli ha consigliato come agire e che lo ha guidato per sentieri sicuri perché non gli facessero del male. Pur non essendo sua madre, né di sangue né di razza, Raksha rappresenta perfettamente il modello ideale di crescita dei figli: con amore, affetto ed educazione. Il resto sono variabili secondarie.

3. La natura è là fuori, vivila e sii felice

Se c’è una cosa da apprezzare, è la bellezza e i ricordi che la Natura ci regala. Un lusso di vita, salute e allegria che ci dona calma e tranquillità, che non fa nulla per cambiare le nostre idee e coglie i momenti più importanti della nostra vita.

Quando siamo bambini, la viviamo a pieno, senza guardare l’orologio, e siamo entusiasti per l’arrivo delle lunghe giornate estive che ci permettono di viverla ancora di più.

Il messaggio del film, riguardo la natura, è lo stesso che riceviamo di continuo da essa: “Bisogna cercarla, bisogna seguirla e mettere da parte i problemi”. Godere della sua luce e della sua calma, perché si vive solo una volta e se lo farete circondati dalla natura, la vita sarà più piena e felice.

4. Il rancore distrugge le vite

Il personaggio di Shere Khan è quello di una tigre che a seguito di una brutta esperienza con gli umani, proprio con il padre di Mowgli, crede che tutti gli umani siano suoi nemici. Dice al resto degli animali che dovrebbero odiare Mowgli perché il “cucciolo di umano” crescerà e smetterà di essere un bambino e che, quando succederà, sarà spietato proprio come il resto degli umani.

“Akela: Mowgli è un membro del nostro branco!

Shere Khan: Mowgli…gli avete dato un nome! Da quando adottiamo gli umani in questa giungla?

Akela: È solo un cucciolo.

Shere Khan: (mostrando le sue cicatrici) Il mio viso non vi ricorda cosa è capace di fare un uomo adulto?”

-Il libro della Giungla-

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Shere Khan non è capace di capire che anche se alcuni uomini gli hanno fatto del male in una determinata occasione, non significa che tutti si comporteranno allo stesso modo. Il rancore è tale che la tigre ha come obiettivo principale quello di uccidere il cucciolo di umano, a tutti i costi. I bambini devono capire che il rancore è un fardello troppo pesante.

5. Siate fedeli e onesti con i vostri amici fino alla fine

Non c’è niente nella vita come avere degli amici e, se si gode della loro compagnia in un ambiente così autentico come la giungla o la natura, questi vincoli saranno molto più forti. Quando eravamo bambini era così. Mowgli incontrerà diverse specie animali nel film, ma i suoi amici più fedeli saranno l’orso Baloo e la pantera Bagheera.

“Bagheera: Forza, Mowgli. È ora di andare.

Mowgli: Ma sto aiutando Baloo per il letargo.

Bagheera: Gli orsi non vanno in letargo nella giungla.

Baloo: Non è letargo pieno, ma faccio tanti pisolini.

-Il libro della Giungla-

Vegliano l’un l’altro sulla propria sicurezza, per poter mettere da parte il cibo e sono uniti per evitare che Shere Khan ponga fine alla vita di Mowgli. Tutti sfideranno le proprie capacità, metteranno la propria vita in pericolo più volte e, la cosa più importante, non si tradiranno mai.

Mowgli sa che le sue conoscenze umane possono essere usate sia per migliorare sia per distruggere l’intero ecosistema e non è disposto a distruggere l’ambiente in cui vivono lui e tutti i suoi amici. Fare del bene o del male è solo una decisione.