L’intuito: una guida interiore che influenza la nostra vita

25 settembre 2015 in Psicologia 1671 Condivisi

Sepolta nella parte più profonda di noi, c’è una coscienza istintiva e sincera che ci offre, se glielo permettiamo, la guida più sicura.

Principe Carlo

Il nostro cervello funziona maneggiando una certa quantità di informazioni senza che ce ne rendiamo conto. Tuttavia, la coscienza sopravvaluta la sua capacità di controllo e pensiamo di poter dominare qualsiasi cosa. Solo a volte riusciamo a renderci conto di cosa sta succedendo nella nostra mente, quando qualcosa non va bene o quando una persona non ci piace.

In quest’ambito, i ricercatori Kanheman e Tversky hanno individuato due vie che segue la mente umana quando è in funzione: un’autostrada analitica e premeditata e una stradina secondaria automatica ed intuitiva, la quale funziona tramite scorciatoie mentali o per associazioni.

Per questo motivo, è certo che possiamo farci un’idea di una persona in pochi istanti, nel concreto bastano 6 secondi. Potremmo chiamarlo sesto senso, ma il fatto di valutare qualsiasi cosa positivamente o negativamente in meno di un quarto di secondo può anche portare problemi, come vedremo tra poco.

Tuttavia, identificare rapidamente chi può o meno essere pericoloso per la nostra integrità fisica o emotiva, chi è arrabbiato o triste, contento o infelice è un pilastro importante per il nostro benessere e la nostra sopravvivenza.

In relazione a questo, sembra che esistano delle basi per affermare che, attualmente, le donne hanno una maggior capacità di identificare e leggere rapidamente le emozioni altrui, capire se le persone stanno fingendo, mentendo o se una coppia si ama davvero.

Maneggiare questi indizi diventa un’azione automatica e man mano che diventiamo adulti sfruttiamo sempre di più la nostra destrezza intuitiva. Così, in ambito amoroso, il potere dell’intuito assume un’importanza maggiore perché, anche se non sappiamo esattamente cosa ci spinga a pensare che qualcuno ci ami o meno, solitamente non ci sbagliamo (se ci facciamo caso o meno, è un’altra storia). Di conseguenza, sembra che il cuore abbia le sue ragione per farsi guidare da questo sesto senso.

L’intuito diventa semplicemente e totalmente il riconoscimento delle situazioni, di qualsiasi tipo di persona o delle conseguenze che avranno le nostre azioni oppure quelle degli altri. L’intuito, però, può anche diventare pericoloso e seguirlo troppo e non pensare abbastanza potrebbero costarci caro.

I pericoli dell’intuito

Come ci insegna la vita, acquisiamo una destrezza intuitiva che ci permettere di esprimere giudizi senza sforzo e di agire rapidamente. Tuttavia, possiamo anche sbagliare e di fatto lo facciamo anche di frequente.

Le stesse scorciatoie che ci offre l’intuito possono portare ad errori gravissimi. Un chiaro esempio lo sentiamo tutti i giorni al telegiornale, quando vediamo che la polizia agisce in maniera negligente perché giudica un individuo pericoloso per la sua razza a cui appartiene. Oppure quando ci facciamo trasportare dai sentimenti senza vedere che la persona che abbiamo accanto ci sta facendo del male.

Per questo motivo, dobbiamo contenerci e cercare di elaborare mentalmente le situazioni ipotetiche su cui i nostri pregiudizi potrebbero avere conseguenze negative. Vale a dire, non dobbiamo disperarci quando ci rendiamo conto che stiamo agendo in base a delle supposizioni o sentimenti riflessi senza fondamento. Non c’è alcun mistero, l’importante è come agiamo quando ci allarmiamo: è fondamentale non farci dominare dai sentimenti e tenerli sotto controllo o compensarli quando si tratta di agire.

Perché abbiamo paure infondate?

Non aveva torto il presidente George Bush quando affermò che i terroristi potevano uccidere quasi con qualsiasi arma. Dopo gli attentati dell’11 settembre, molte persone avevano una gran paura e ansia di salire su un aereo. Anche se la probabilità di un incidente in autobus è 37 volte superiore alla probabilità di un incidente aereo, senza contare gli attacchi terroristici, la gente iniziò a usare solo la macchina.

Di conseguenza, si registrò un aumento nel numero di vittime a causa di incidenti automobilistici che ha triplicato il normale tasso di mortalità. Quindi, il fatto di farci guidare da queste paure intuitive permette ai terroristi responsabili degli attentati dell’11 settembre di continuare ad uccidere anche dalla tomba.

Sono molteplici le ragioni per cui sviluppiamo una paura più grande di fronte a fenomeni di morte drammatica (un incidente aereo) rispetto ad abitudini di vita che uccidono milioni di persone all’anno in modo più silenzioso (come il fumo). Questo è uno dei più grandi pericoli dell’essere giocatori viscerali perché ci accecano e non ci permettono di prendere le decisioni con coerenza. Se ci prepariamo a questo, potremmo affrontare l’arma più potente dei terroristi: la paura esagerata.

È fondamentale dare all’intuito il posto che gli compete: dobbiamo sì tenerlo presente, in rapporto, però, alla realtà. Essere giocatori viscerali, accaniti, ha i suoi rischi, ma non possiamo dimenticare che il pensiero critico e la posizione più intelligente cominciano a dare i loro frutti quando ascoltiamo quell’io interiore che ci grida in silenzio cose del tipo: “non lasciare che quella persona si avvicini”, “non avere paura di cambiare vita”, “fatti guidare dai tuoi sogni e fa qualcosa per ottenere quello che desideri”.

Immagine per gentile concessione di Stocksnapper.

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