5 pericoli della comodità emotiva

28 agosto 2015 in Emozioni 7 Condivisi
Vivere cercando solamente la sicurezza e la comodità è come circondarsi di mura ed essere morti. J.M. Fericgla
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La comodità è sempre pericolosa. Questo perché non consente di vedere oltre le cose semplici, oltre la zona comfort in cui ci troviamo, oltre ciò che già conosciamo, oltre il conformismo. Ecco che allora cadiamo nella trappola che ci ha teso l’illusione di benessere in cui crediamo di vivere.

1. Il divano della coppia

La comodità e il conformismo emotivo nell’ambito dell’amore sono i più grandi nemici di una coppia. Nelle relazioni spesso cerchiamo di creare una sorta di bolla di stabilità emotiva che ci permetta di adagiarci e di guardare alla vita come se avessimo già percorso metà del cammino.

Abbiamo accanto a noi una persona che amiamo e che ci ama. Alla fine, anche se le cose andranno male, ci resterà sempre un posto in cui rifugiarci. Tuttavia, capita di fare confusione: quello che ci dà quella bolla non è un divano su cui sdraiarci perché va tutto bene, ma una boccata di aria fresca. Quando siamo impegnati in un rapporto di coppia, non necessariamente da tanto tempo, tendiamo a mettere da parte i nostri obiettivi e le nostre aspirazioni.

Emozioni

Smettiamo di essere le persone che eravamo, cambiamo, e questo non fa altro che deteriorarci, così come deteriora anche il nostro rapporto di coppia. Ci abbandoniamo fisicamente ed emotivamente ad una sorta di delirio emotivo che ci fa pensare, in maniera inconsapevole, cose del tipo: “beh, a me penserò dopo”.

Pensiamo: “mi ama allo stesso modo”. E noi? Se all’improvviso il nostro partner sparisse dalla nostra vita, ci sentiremmo bene con noi stessi? Davvero ci ameremmo come prima o capiremmo di aver trascurato la nostra persona? La vera domanda è, ci prendiamo cura di noi tutti i giorni?

2. Evitare le emozioni negative

Non raccontiamoci storie, le emozioni negative hanno un loro perché nella vita. La tristezza, la rabbia, l’inquietudine, la preoccupazione, il dolore, la delusione, il rimorso, etc. Tutte queste emozioni, senza eccezione, hanno qualcosa da dirci.

Solitamente sfuggiamo alle emozioni negative, andiamo nella direzione opposta e non permettiamo esse di esprimersi, di spiegarsi. Di conseguenza, queste possono trasformarsi in mostri terribili come la depressione, l’ira, il senso di colpa, l’ansia, etc.
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Scappare è un atto di viltà perché ascoltare quello che le emozioni hanno da dirci è qualcosa di “scomodo”, per questo fuggiamo. Bisogna lasciar fluire le emozioni, non quelle che interferiscono con il raggiungimento dei nostri obiettivi, ma quelle che li potenziano.

Zona-comfort

3. La mancanza di pensiero critico

Tutti pensano, è una cosa che non si può evitare. Tuttavia, il nostro pensiero può essere di parte, distorto, basato su pregiudizi, etc. Tendiamo a scegliere ciò che più ci aggrada senza darci troppo fastidio, senza superare dei limiti. Tuttavia, arriva un momento nella vita in cui tutti soccombiamo, in un modo o nell’altro, e ci abbandoniamo ai pregiudizi.

In questo modo, “mandiamo giù” tutto quello che i mezzi di comunicazione, i nostri amici amici, i familiari o i conoscenti ci dicono. Ci adattiamo alla norma sociale di non “ribellarci” e smettiamo di pensare con la nostra testa.
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Cadiamo in una specie di pigrizia intellettuale e nella mancanza di elasticità mentale, compromettendo così la ragione, l’onestà, l’apertura mentale che potremmo usare se ci sforzassimo di metterci e mettere in discussione tutto quello che ci viene detto.

Maschere

4. Il conformismo

Lasciare che gli altri decidano per noi è un altro grande pericolo della comodità emotiva. Come vi abbiamo già anticipato, che ognuno decida per sé e pensi con la sua testa è la cosa più normale, ma la “ribellione” non è ben vista.

Tuttavia, dato che non vogliamo affrontare il disagio di dover lottare per i nostri interessi o i nostri principi, finiamo per lasciare che gli altri pensino che ci adatteremo. Questo compromette la nostra capacità decisionale per quanto riguarda il presente e il futuro, così come la nostra libertà fisica ed emotiva.

Conformismo

5. La negligenza emotiva

Impedire che le ferite emotive si cicatrizzino è un altro pericolo rappresentato dalla sicurezza emotiva. È piuttosto comune credere di aver lasciato il passato nel passato anche quando ancora ci sta facendo del male, evitando di superarlo. Questo condiziona il nostro presente e il nostro futuro perché permettiamo al dolore di accumularsi e di danneggiarci giorno dopo giorno.

Quindi, evitare di curare e soddisfare le nostre necessità emotive non ha altra conseguenza se non quella di far esplodere il malessere. Questa sensazione ha sulla nostra anima lo stesso effetto di un paio di scarpe troppo piccole.

Tuttavia, la vita è fatta di tempo ed è l’unica cosa che non possiamo recuperare. Per quanto tentiamo di farlo, per quanto cerchiamo di scappare, è impossibile non avere mai problemi nei 365 giorni che formano un anno.
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Immagini per gentile concessione di sniegirova mariia, AJCass, natalia_mroz e Valentina Photos.

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