Lodare eccessivamente i figli: quali conseguenze?

I bambini si abituano alle lodi, motivo per cui le richiedono in misura sempre maggiore. Cosa dovremmo fare, dunque, invece di lodarli così tanto?
Lodare eccessivamente i figli: quali conseguenze?

Ultimo aggiornamento: 25 aprile, 2022

Lodare eccessivamente i figli presenta alcuni rischi: “Sei così intelligente!”, “E così creativo!”, “Sei il migliore!”. Ricorrere a un certo aggettivo per descrivere i nostri figli può essere conveniente a volte, altre dannoso. Come mai?

Quando il piccolo svolge da solo un’azione o dimostra una particolare abilità, lo lodiamo subito. Bravo! Il bambino ottiene un successo e noi lo ricompensiamo verbalmente. Pronunciamo spesso questo riconoscimento senza riflettere.

Il doppio vantaggio della lode

Lodare eccessivamente i figli porta il minore ad automatizzare l’associazione azione=lode; molto probabilmente, quando ripeterà l’azione, di fatto, verrà nuovamente elogiato.

La ricerca scientifica è chiara in merito: l’uso della lode motiva i bambini solo a ricevere altre lodi. Quando tale elogio etichetta il bambino (ad esempio, “sei molto intelligente”), tenderà a mantenere la suddetta nel tempo.

L’esperto Alonso Tapia assicura che usare la lode priva di insegnamento aggiuntivo “può essere percepito come una forma di controllo, quindi l’interesse per il compito diminuirà”. Il bambino, dunque, smette di fare domande e di osare di più per paura di sbagliare e di non essere più elogiato.

Alla luce di ciò, come dovremmo lodare i nostri figli per favorire la motivazione in loro? Le seguenti tre strategie possono essere una buona risposta a questa domanda.

Famiglia felice.

Come evitare di lodare eccessivamente i figli

Lodare l’azione, non la persona

Il modo in cui lodiamo i bambini può influenzare il loro modo di pensare e, a sua volta, la loro propensione ad affrontare sfide, perseverare e raggiungere obiettivi. Secondo gli studi pubblicati, ci sono due particolari mentalità: fissa e di crescita.

  • Il bambino con una mentalità fissa crede che l’intelligenza, il carattere e la capacità creativa siano innate e immutabili. In altre parole, ritiene che non importi quanto duramente si applichi, non potrà migliorare. E poiché è convinto che il suo potenziale sia limitato, evita le sfide che mettono alla prova le sue capacità. Simili idee possono facilmente diventare cause di insuccesso scolastico o isolamento sociale.
  • Il bambino con una mentalità di crescita pensa al cervello come a un muscolo che può crescere e reputa di poter migliorare le sue abilità attraverso la pratica, lo sforzo e la dedizione.

La differenza di pensiero è stata dimostrata durante un esperimento in cui a bambini di 4 anni è stato chiesto di risolvere un enigma. È stata data loro la possibilità di lavorare su un puzzle di facile soluzione che avevano precedentemente completato o di provarne uno più impegnativo.

Le persone con mentalità fissa hanno deciso di rifare il puzzle più facile, affermando così le loro abilità pregresse. I bambini con mentalità di crescita hanno optato per uno nuovo e più difficile.

In breve, i bambini con una mentalità di crescita sono inclini a testare le proprie abilità, piuttosto che cercare di acquisire fiducia risolvendo già note.

Coltivare la mentalità di crescita nel bambino

Invece di lodare eccessivamente i figli con un “Come sei creativo!”, per esempio, lodiamo l’azione eseguita. In altre parole, andranno elogiati:

  • La strategia, “Hai trovato un ottimo modo per riuscirci”.
  • L’abilità specifica, “Sembra che tu capisca molto bene le frazioni”.
  • Lo sforzo, “Ti sei allenato moltissimo”.
Bambini creativi e lodare eccessivamente i figli.

Essere sinceri: non dire “Buon lavoro!” quando non è così

Un altro pioniere nel campo, lo psicologo Wulf-Uwe Meyer, ha condotto una serie di esperimenti sulle reazioni all’elogio da parte di bambini di età inferiore ai sette anni.

Ha poi verificato come i bambini di età superiore ai dodici anni esaminassero le parole di lode per conoscere la verità. In altre parole, ha confrontato la loro percezione del valore del lavoro svolto e degli elogi ricevuti.

Gli studi di Meyer indicano che i bambini che notano una differenza tra la loro percezione e quella dell’adulto intendono l’elogio come indicativo del fatto che l’adulto non li reputi sufficientemente abili.

D’altra parte, lo studio di Meyer mostra che la lode è stata considerata più sincera quando l’adulto ha anche esposto alcune critiche al lavoro svolto.

Essere sinceri piuttosto che lodare eccessivamente i figli

Uno dei più grandi errori che possono commettere i genitori è dare per scontato che i bambini non siano abbastanza esperti da rilevare la verità dietro le loro lodi.

Potremmo pensare di incoraggiare il bambino elogiando i suoi scarsi risultati, ma anche i più piccoli intendono i complimenti non sinceri come un segno di fallimento. Offriamo lodi autentiche per risultati reali.

Smettere di lodare del tutto (“Davvero? Sì, comunque.”)

Un impressionante corpus di studi mostra che gli elogi possono essere decisamente scoraggianti. Una ricerca seminale di Mary Budd Rowe mostra che un gruppo di studenti delle scuole elementari, generosamente elogiati dagli insegnanti, hanno iniziato a rispondere alle domande con un tono meno sicuro (“la risposta è sette?”). E quando l’insegnante non era d’accordo, gli studenti cancellavano e ritiravano l’idea che avevano proposto all’inizio.

In un altro studio dai risultati rivelatori, condotto da Joan Grusec, i bambini di età compresa tra gli otto e i nove anni, spesso lodati eccessivamente, hanno iniziato a essere meno generosi nella vita quotidiana con i loro coetanei.

Ogni volta che i bambini hanno sentito “Sono così orgoglioso di te per l’aiuto o la condivisione”, hanno adottato un minor numero di condotte altruiste; l’intensità dell’impulso collaborativo è diminuita, in altre parole si è ottenuto l’effetto opposto a quello desiderato.

Famiglia terapia.

Dipendenza dagli elogi

I bambini si abituano a essere lodati, dunque richiedono dosi sempre maggiori. Non appena genitori e insegnanti eliminano gli elogi, il bambino perde interesse nell’attività in questione.

Il gusto per l’esecuzione del comportamento o per le sue intrinseche conseguenze scompare e il suo apparire è condizionato dalla speranza del rafforzamento.

Alla luce di ciò, invece di lodare dovremmo osservare e commentare. Per esempio, “Hai finito di dipingere l’immagine!”. Tali commenti riconoscono lo sforzo e incoraggiano il bambino a essere orgoglioso dei suoi risultati.

Allo stesso modo, l’adulto non deve mai giudicare quello che vede o sente da parte del bambino: “Quelle nuvole sono troppo grandi!” o “Sei sicuro di usare tutto questo blu?”.

Incoraggiare i figli

Vogliamo che i nostri figli si sentano incoraggiati e motivati. A tale scopo, dobbiamo riconoscere i loro successi affinché ne siamo davvero orgogliosi.

Cambiare le abitudini richiede un po’ di sforzo, ma il primo passo è sostituire “Bravissimo/a” con “Ottimo lavoro” come strumento per rafforzare l’autostima.

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