Ludwig Wittgenstein e i limiti del pensiero

07 novembre, 2020
Se conoscete l'opera di Ludwig Wittgenstein, non perdetevi questo articolo per scoprire di più sulla sua straordinaria vita.

Ludwig Wittgenstein è stato un filosofo prussiano noto per i suoi scritti sul linguaggio. Attualmente viene considerato uno dei filosofi più influenti del XX secolo. Il suo pensiero è emerso tra tanti e la sua vita personale non è stata da meno. Le esperienze e i colpi di scena di questo filosofo, oltre che sorprendenti, risultano necessari per comprendere meglio il suo pensiero.

Questo filosofo nato a Vienna e poi naturalizzato inglese, fu anche un matematico, linguista, studioso di logica e giardiniere. Fu allievo di Bertrand Russell all’Università di Cambridge, dove riuscì anche a diventare professore.

La sua grande opera, Tractatus logico-Philosophicus, ebbe profonde ripercussioni. Ciononostante, nelle sue pubblicazioni postume come Libro blu e libro marrone e Studi di filosofia, criticò duramente il suo primo lavoro.

Foto in bianco e nero di Wittgenstein.

I primi anni

Wittgenstein era il più giovane di nove fratelli. Nato da una delle famiglie più ricche dell’impero, crebbe in una casa dal profondo interesse per l’arte e le attività intellettuali. Così, casa Wittgenstein attirava a sé personalità colte, soprattutto musicisti. Ciò contribuì allo sviluppo delle abilità musicali di Ludwig.

Rivoluzionario sarà colui che saprà rivoluzionare se stesso.

-Wittgenstein-

Ludwig Wittgenstein studiò alla scuola superiore di Linz, la stessa in cui studiò Adolf Hitler. Seppur in assenza di prove, alcuni ritengono che Hitler citi proprio Wittgenstein nel suo Mein Kampf. Nello specifico, scrive di un ragazzo ebreo di cui non c’era da fidarsi. Alcune ipotese spiegano che queste sarebbero le origini dell’antisemitismo di Hitler.

I primi studi di Ludwig Wittgenstein

Sebbene la filosofia sia stata la sua fonte di ispirazione, Wittgenstein iniziò a studiare ingegneria aeronautica. Riuscì persino a presentare il brevetto per un motore che in un secondo momento sarebbe stato usato come base per i futuri motori degli elicotteri. Una volta in Inghilterra, però, iniziò a interessarsi alla filosofia delle scienze matematiche.

Non c’è niente di più difficile di non tradire se stessi.

-Wittgenstein-

Il suo interesse per la filosofia lo portò a conoscere Bertrand Russell, uno dei filosofi più noti dell’epoca. Russell ispirò i suoi studi, anche se poi i due mantennero un rapporto tormentato. All’inizio di questo rapporto, Ludwig Wittgenstein domandò a Russell se fosse un idiota oppure no.

Perché qualora lo fosse stato, avrebbe continuato a dedicarsi all’ingegneria aeronautica, in caso contrario, si sarebbe dedicato alla filosofia. Russell gli chiese di scrivere qualcosa e dopo averlo letto gli disse: “Lei non deve dedicarsi all’ingegneria aeronautica”.

Tractatus logico-philosophicus

Dopo la morte del padre, Wittgenstain rinunciò alla sua eredità per andare a vivere in Norvegia. Una volta lì, costruì una capanna per vivere in solitudine. L’anno successivo scoppiò la prima guerra mondiale, che lo vide arruolato nell’artiglieria austriaca.

A distanza di quattro anni, venne catturato dall’esercito italiano. La sua permanenza in carcere durò circa un anno e a seguito della sua liberazione, alla fine della guerra, fece rientro a Vienna per concludere la sua tesi con Bertrand Russell.

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.

-Wittgenstein-

Il Tractatus Logico Philosophicus è stata una grande opera. In essa riporta nei minimi dettagli il suo punto di vista sul mondo e sulle cose esistenti. Analizza problemi di linguaggio e di logica, e sostiene che i confini del mondo siano segnati dal linguaggio.

Wittgenstein si mostrava molto polemico. Secondo quanto si narra, dopo che Russell e Moore (due dei più importanti esperti di logica) gli ebbero fatto i complimenti per la sua opera, diede loro una pacca sulla schiena dicendo: “Voi due non capite, né potrete mai capire”. Il suo carattere rimase tale nel tempo; di fatto lanciò un attizzatoio da camino a Karl Popper durante una conferenza.

Foto di Wittgenstein .

Ricerche filosofiche di Ludwig Wittgenstein

Wittgenstein insegnò in diversi licei fino a quando si ritirò in un monastero in cui iniziò a lavorare come giardiniere. Dopo cinque anni, ovvero dopo aver conosciuto Moritz Schlick, tornò a interessarsi di filosofia. Quindi, riprese il proprio lavoro sul Tractatus, che egli considerava non-compito, e iniziò a dare lezioni universitarie e a scrivere l’opera Ricerche filosofiche.

In Ricerche filosofiche rese noto che la filosofia non era pura teoria, bensì attività costante. Inoltre, prese le distanze dallo scritto Tractatus, poiché aveva cambiato il suo punto di vista sul mondo e ipotizzò nuovi problemi sui giochi di parole. Quest’opera avrebbe segnato l’asse della filosofia del linguaggio così come è arrivato fino ai giorni nostri.

All’inizio della seconda Guerra Mondiale, collaborò nel ruolo di infermiere per cercare di raggiungere l’Unione Sovietica con il suo fidanzato, opzione che poi rifiutò perché voleva diventare operaio e gli era concesso lavorare solo come docente. In seguito, rinunciò alla sua cattedra universitaria, si trasferì in Irlanda per qualche tempo e poi a Londra, dove morì di cancro alla prostata.

Ludwig Wittgenstein fu un personaggio controverso per tutta la sua vita, tanto da chiedersi ancora oggi se era un genio o un egocentrico? Di certo le sue opere e la sua vita non lasciano nessuno indifferente. 

Heaton, J. y Groves, J. (2002). Wittgenstein para principiantes. Buenos Aires: Era Naciente – Documentales Ilustrados.

Sádaba, J. (1980).Conocer a Wittgenstein y su obra. Barcelona: Dopesa.