Marlon Brando: un gentiluomo tragico

Marlon Brando è stato un uomo complicato, forse mai felice. Ma è stato anche un attore unico, che metteva l'anima in tutti i ruoli che interpretava. Ha lavorato con i migliori registi e nei migliori film, senza mai riuscire a trovare la pace interiore.
Marlon Brando: un gentiluomo tragico

Ultimo aggiornamento: 18 agosto, 2021

Marlon Brando è stato per lungo tempo il prototipo del playboy hollywoodiano, ma anche un maestro della recitazione, che si era formato presso il famoso Actor’s Studio grazie agli insegnamenti del famoso regista Konstantin Stanislavski.

Al tempo stesso, era un uomo profondamente tormentato, che non riuscì mai a vivere in pace con se stesso. Sulla vita di Marlon Brando sono state scritte numerose biografie: alcune ricche di fantasia, mentre altre rispecchiano la realtà dei fatti.

Tutte, però, coincidono sul fatto che questo straordinario attore viveva di conflitti interiori che lo hanno accompagnato fino alla fine dei suoi giorni.

La gente sensibile non riesce a evolversi, terrorizzata come è dalle ferite. Non si permette mai di sentire perché sente sempre troppo.

-Marlon Brando-

Marlon Brando ha rivoluzionato il mondo della recitazione. Con il suo profondo impegno per l’arte e con il suo poco rispetto per i canoni del cinema commerciale, ha esercitato un’influenza decisiva su altri grandi attori, come Al Pacino, Robert de Niro, Jack Nicholson, così come sul suo grande amico Johnny Depp.

Marlon brando da giovane.

L’infanzia di Marlon Brando

Marlon Brando nacque a Omaha (Nebraska, Stati Uniti), il 3 aprile 1924, in una famiglia agiata. Il padre, suo omonimo, era un produttore che non diede mai credito al talento del figlio. La madre era un’attrice che lavorava nei teatri locali e si dice fosse bipolare.

Si dice anche che Brando l’abbia vista diverse volte entrare e uscire da casa con uomini diversi, che in più di un’occasione la picchiavano. A quanto sembra, entrambi i genitori erano alcolisti.

Sin da bambino, il piccolo Marlon era di una bellezza straordinaria. Si dice che trascurasse appositamente il suo aspetto per ridurne l’impatto che aveva su chi gli stava intorno. Era inoltre straordinariamente ribelle: era stato espulso da diverse scuole a causa del temperamento indomabile.

Si dice che sin da piccolissimo avesse la tendenza ad autofustigarsi, forse perché rifiutava il proprio fascino o forse come forma di manifestazione estrema verso il rifiuto del padre.

La carriera da attore

Nel 1943 si trasferì a New York, dove visse con le sue due adorate sorelle. Proprio lì decise di iscriversi al corso di recitazione di Stella Alder, allieva di Stanislavski.

Al loro primo incontro, fu lei a domandare: “Chi è questo vagabondo?” e lui a rispondere “Marlon Brando”. Bastarono un paio di settimane perché il ragazzo dall’aspetto trasandato diventasse il suo allievo preferito.

Chiunque lo abbia conosciuto in quegli anni lo definisce come un appassionato di recitazione, sempre accompagnato da un velo di tristezza. Marlon Brando amava profondamente la madre, alla quale dovette il suo inziale interesse per l’arte. Inoltre, voleva vederla lontano dal padre, accanito Don Giovanni che non mostrava per lei il minimo rispetto.

Si dice che prima di arrivare a New York, abbia dovuto combattere a lungo con l’alcolismo della madre. Trascorreva notti intere a cercarla per locali.

Una volta lo accompagnò a casa perché aveva perso i sensi a causa del troppo alcol ingerito; era nuda e non sapeva dov’erano i suoi vestiti. Forse furono queste esperienze a dare ai ruoli che interpretava una profondità unica.

La gloria e la decadenza

Marlon Brando nacque anzitutto come attore di teatro di successo. Quindi approdò a Hollywood e sbancò nella maggior parte dei suoi film che, per inciso, non erano molti.

Studiava a fondo la psicologia dei suoi personaggi per interpretarli in tutta la loro complessità. Attenzionava tutti i gesti e i movimenti. Una volta interpretò un uomo malato che aveva sofferto di un attacco di cuore e in molti credettero che stesse davvero avendo un attacco durante la scena.

Era già famoso quando sua madre morì tra le sue braccia. A quanto sembra, resosi conto che era morta, le tagliò una ciocca di capelli e le sottrasse l’anello che indossava sempre, per poi camminare in strada, come in trance, per diverse ore.

In seguito a questo episodio, iniziò a ingrassare fino a diventare obeso e a trascurare enormemente il proprio aspetto, motivo per cui venne ignorato da tanti registi.

Marlon Brando aveva successo con le donne. Lui stesso affermava che tutte le sue fidanzate erano amiche tra loro.

Si sposò tre volte; comprò un’isola a Tahiti ed ebbe alti e bassi nel corso della sua carriera. Alla fine, affermò che avrebbe recitato solo dietro lauto compenso. In occasione di varie interviste confessò di sentirsi incapace di amare.

Inoltre, fu un attivista convinto, un sostenitore dei diritti degli indiani d’America; proprio per questo decise di concedersi il lusso di rifiutare uno dei premi Oscar vinti durante la sua carriera. Si dice che la sua vita si sia conclusa nell’indigenza, con l’appoggio dei sussidi statali. Morì l’1 luglio del 2004 a Los Angeles.

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  • Navarrete-Galiano, R. (2012). Marlon Brando. La conceptualización de los personajes de Tennessee Williams. Escritura e imagen, 8, 9-21.