Self-leadership: l'arte di avverare i propri sogni

Prima di guidare gli altri, dobbiamo assumere il controllo della nostra vita. Orientare pensieri, emozioni e comportamenti con equilibrio e intelligenza verso il benessere e gli obiettivi personali: questa è la chiave del successo.
Self-leadership: l'arte di avverare i propri sogni

Ultimo aggiornamento: 24 dicembre, 2020

Self-leadership è l’arte di influenzare intenzionalmente i pensieri e le emozioni. Implica dirigere tutte le risorse, la motivazione e l’energia verso un risultato. Si tratta di una abilità che tutti possiamo sviluppare. Uno strumento per il successo che ci permette, soprattutto, di stare bene con noi stessi in ogni circostanza.

Ammettiamolo, quando sentiamo la parola “leadership”, immaginiamo quasi subito una figura che ispira un gruppo di persone a raggiungere obiettivi specifici. Guidare significa, prima di tutto, proiettare la propria influenza dall’interno verso l’esterno. Ebbene, spesso dimentichiamo che il primo passo dovrebbe essere lavorare sulla propria direzione interna, ovvero sulla self-leadership.

Questo termine non è nuovo; è stato coniato negli anni ’80 da Charles Manz, docente specializzato nell’area del comportamento umano presso l’Università del Massachusetts. Il termine ha poi iniziato a circolare e si è consolidato grazie a correnti di pensiero sulla linea dell’intelligenza emotiva.

D’altra parte, sebbene questo concetto sia particolarmente utile nel campo del business e delle risorse umane, influisce direttamente sulla salute psicologica dell’individuo. Guidare noi stessi significa guidare il nostro destino verso la felicità. Un’area della crescita personale che integra dimensioni eccezionali per il benessere umano.

“Controllare gli altri è forza, controllare te stesso è vero potere.”

-Lao Tzu-

Ragazza con occhiali al computer.

In cosa consiste la self-leadership?

Il concetto di self-leadership è emerso oltre quattro decenni fa per un motivo ben specifico. Durante la formazione o l’orientamento di una persona nel campo della leadership, è stata spesso tralasciata l’area più importante di tutte.

Nessuna persona potrà essere un buon leader se non approfondisce prima la conoscenza di sé, se non padroneggia l’arte di una buona gestione emotiva e se non è in grado di guidare i propri comportamenti verso gli obiettivi desiderati.

Trascurare queste aree è sinonimo di fallimento nella gestione dei gruppi umani. Come possiamo guidare, o ispirare, un gruppo di persone verso obiettivi specifici se non sappiamo auto-gestirci? Socrate sottolineò che nessuno può essere un bravo insegnante senza conoscere prima sé stesso. Nessuno potrà influenzare gli altri se non è prima in grado di essere una guida quotidiana per il proprio essere interiore.

Al giorno d’oggi la ricerca su questa auto-influenza appare con frequenza sempre maggiore. Uno studio condotto presso l’Università dell’Arizona ha indagato la variabilità di questa dimensione tra le culture. D’altra parte, libri come Self-Leadership: how to become a more successful, efficient, and effective leader from the inside out, dei professori Andrew Bryant e Ana Kazan, ci offrono gli strumenti per riuscirci.

Io so chi sono: la conoscenza di sé stessi

Benjamin Franklin sottolineò che sono tre le cose estremamente dure: l’acciaio, un diamante e conoscere sé stessi. In effetti, poche aree sono così complicate come la conoscenza del proprio universo e sapere di cosa è fatto. Implica riconoscere i propri limiti e i propri punti deboli.

Esplorare anche le proprie potenzialità, navigare nelle proprie esigenze e inquadrare chi siamo e dove stiamo andando. Questo è il vero pilastro della self-leadership, conoscere sé stessi in tutto e per tutto, in maniera autentica.

L’intenzione: che cosa voglio raggiungere?

Cosa chiedete alla vita? Cosa chiedete a voi stessi? L’intenzione è soprattutto un proiettarsi verso un proposito di vita e lavorare per raggiungerlo. Senza un “perché?” non ci sarà un “a che scopo?”; senza un motivo, ogni sforzo sarà privo di significato. Gli umani, non dimentichiamolo, hanno bisogno di dare significato per guidare le proprie idee ed energie verso un qualsiasi obiettivo.

Consapevolezza di sé: cosa succede dentro di me?

La consapevolezza di sé è un cardine indispensabile per la self-leadership. Questa dimensione ci permette di prendere coscienza del nostro rapporto con il mondo, di come le emozioni influenzano l’umore e, di conseguenza, le decisioni e il comportamento.

Migliorare e allenare la consapevolezza di sé risveglia la capacità di guardare dentro con saggezza per leggere, capire e regolare ogni meccanismo.

Ragazzo con occhiali che scrive.

Autoefficacia nella self-leadership: conosco il mio valore e posso farcela

L’autoefficacia è un concetto di grande interesse e valore, coniato dallo psicologo Albert Bandura. Definisce quella percezione che ognuno di noi ha della propria capacità di fare qualcosa in modo corretto ed efficace.

La self-leadership ha bisogno di questo concetto, per essere consapevoli che, qualunque cosa accada, avremo le risorse per affrontarla e risolverla. Sentirsi in grado di affrontare molte delle sfide in cui ci imbattiamo ci darà sicurezza, temperanza e motivazione.

Autogestione: una mente disciplinata

La capacità di creare abitudini, routine e una corretta gestione del tempo per raggiungere gli obiettivi quotidiani. Competenza nel problem solving creativo.

Saper reagire a ogni situazione in modo autonomo senza dipendere dagli altri, senza aspettare che gli altri ci salvino in ogni situazione e circostanza. Tutti questi concetti delineano un’altra area di grande importanza nella self-leadership: l’autogestione.

Conclusioni sulla self-leadership

La self-leadership è un prezioso strumento in cui dovremmo investire tutti tempo e impegno. Conoscere noi stessi, cosa possiamo fare e cosa vogliamo ottenere ci permette di armonizzare le nostre emozioni e i nostri comportamenti per avverare tutti i nostri sogni. E come potremmo tirarci indietro?

“Io sono il padrone del mio destino: Io sono il capitano della mia anima”.

-William Ernest Henley-

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A volte, si ama una persona senza conoscere se stessi, senza sapere quanto si vale e senza aver imparato prima ad amare se stessi.



  • Neck, C.P. and Houghton, J.D. (2006), “Two decades of self‐leadership theory and research: Past developments, present trends, and future possibilities”, Journal of Managerial Psychology, Vol. 21 No. 4, pp. 270-295. https://doi.org/10.1108/02683940610663097
  • Stewart, Greg & Courtright, Stephen & Manz, Charles. (2011). Self-Leadership: A Multilevel Review. Journal of Management – J MANAGE. 37. 185-222. 10.1177/0149206310383911.
  • Kaza, Ana (2012) Self-Leadership: how to become a more successful, efficient, and effective leader from the inside out. McGraw-Hill Education