Max Eitingon e la formazione psicoanalitica

Dall'amicizia tra Max Eitingon e Sigmund Freud è scaturito un profondo cambiamento nel mondo della psicoanalisi. Eitingon fu precursore di una delle prime forme di didattica psicoanalitica della storia. Negli anni si è occupato di consolidare il metodo per la formazione psicoanalitica.
Max Eitingon e la formazione psicoanalitica

Ultimo aggiornamento: 19 gennaio, 2021

Max Eitingon è stato uno dei medici e degli psicoanalisti più importanti della prima generazione grazie ai suoi preziosi contributi in materia di formazione degli psicoanalisti. In effetti, il suo lavoro ha segnato il destino di questa corrente di pensiero.

La formazione degli psicoanalisti è diversa da quella degli altri professionisti della salute mentale. Dobbiamo pensare che inizialmente non esisteva una formazione esclusivamente dedicata a questo settore, per cui era necessario studiare Medicina. Vale a dire che i primi psicoanalisti erano medici.

Questa tendenza è ancora attuale in alcune parti del mondo, anche se non è l’unica via per dedicarsi alla psicoanalisi. Grazie al lavoro di Max Eitingon e di altri collaboratori, la svolta è stata irreversibile, con conseguente scissione dalla Medicina.

Al giorno d’oggi una delle differenze cruciali tra uno psicologo e uno psicoanalista è che il primo acquisisce il titolo grazie agli studi universitari. Lo psicoanalista, invece, si forma mediante la propria esperienza di psicoanalisi, che deve prevedere una componente didattica. Max Eitingon si è dimostrato una figura determinante perché questo cambiamento andasse a buon fine.

Con questo articolo vogliamo portare alla luce i suoi contributi e scopriremo anche l’uomo protagonista di questa rivoluzione: Max Eitingon.

La sensazione di trionfo che deriva dalla liberazione si mescola intensamente al dolore, per cui una persona arriva ad amare persino la prigione dalla quale è stato liberato.

-Sigmund Freud, in una lettera indirizzata a Max Eitingon-

I primi anni di Max Eitingon

Max Eitingon nacque a Moiley, in Bielorussia, il 26 giugno 1881. Proveniva da una famiglia di ebrei ortodossi molto benestanti. Il padre, Chaim Eitingon, era un ricco commerciante di zucchero e successivamente si specializzò nel commercio di pellicce. Max era il secondogenito, aveva due fratelli e due sorelle.

La famiglia si trasferì in Germania quando Max aveva 12 anni. Era un ragazzo timido, con una balbuzie piuttosto grave. A causa di ciò, abbandonò gli studi alle scuole superiori, ma poi iniziò a frequentare da uditore le lezioni di storia dell’arte e della filosofia presso le prestigiose università di Halle, Heidelberg e Malburgo.

Nel 1902 iniziò a studiare medicina a Leipzig, dopo aver concluso gli studi di scuola secondaria. Successivamente iniziò a esercitare a Zurigo come assistente di Eugene Bleuler e lì conobbe Carl Gustav Jung.

Di tutto il gruppo fu il primo a cercare un avvicinamento diretto con Sigmund Freud; per questo motivo si recò a Vienna nel 1907. Nelle sue lettere Freud lo descrive come: “il primo messaggero a essersi avvicinato a un uomo solitario”.

Max Eitingon e altri psicoanalisti.

Eitingon e la psicoanalisi

Max Eitingon iniziò a partecipare alle riunioni della Società Psicologica del Mercoledì. In un’occasione fece un interessante intervento che attirò l’attenzione di Sigmund Freud. A seguito di questo suo intervento, ebbe luogo una riunione durante la quale parlò di un caso che lo preoccupava.

In modo del tutto spontaneo, il padre della psicoanalisi ed Eitingon guidarono uno dei primi tentativi di didattica psicoanalitica della storia. Lo fecero a tappe, tra il 1908 e il 1909, durante le loro passeggiate serali.

L’incontro con Sigmund Freud segnò un prima e un dopo nella vita di Max Eitingon. Da quel momento sarebbe nata un’amicizia inossidabile fino alla morte. Max divenne per Freud il suo “uomo di fiducia”. Per questo motivo in più di un’occasione gli affidò la gestione delle crisi in diverse società di psicoanalisi.

Ma non fu tutto rose e fiori per Eitingon, visto che nacquero dissapori con gli psicoanalisti dell’epoca. Per Carl Jung, Eitingon era una figura di poco conto; Otto Rank, dal canto suo, si oppose al suo ingresso nel Comitato Segreto nel 1919.

Max non fu mai un grande teorico della psicoanalisi, quanto piuttosto il fedele guardiano del suo maestro, nonché figura incaricata di attuare la tecnica basilare di questo approccio.

Uomo sale le scale.

I suoi importanti contributi

Insieme a Karl Abraham, Max Eitingon fondò il Policlinico Psicoanalitico di Berlino. Donò notevoli fondi all’ente e all’International Journal of Psychoanalysis

Successivamente, dal policlinico sarebbe sorto l’istituto Psicoanalitico di Berlino, istituzione il cui obiettivo era impartire una formazione appositamente destinata agli psicoanalisti.

I tre grandi pilastri della formazione, secondo quanto indicato da Sigmund Freud con il prezioso contributo di Max Eitingon, vennero così stabiliti:

  • Instaurazione della psicoanalisi didattica: la psicoanalisi condotta su una persona che aspira a diventare essa stessa psicoanalista. L’obiettivo è guidarla nell’adozione della tecnica per risolvere i suoi conflitti inconsci.
  • Formazione complementare attraverso seminari strutturati: nella psicoanalisi la partecipazione a seminari o gruppi di studio è fondamentale per interagire con i colleghi e per acquisire idoneità.
  • Supervisione ed esposizione dei casi: ogni psicoanalista viene supervisionato dai suoi colleghi, a cui dovrà esporre i casi trattati.

Questi tre pilastri sono rimasti intatti fino a oggi, almeno per quanto riguarda la psicoanalisi classica. Max Eitingon rimase sempre vicino a Freud, fino alla sua morte, avvenuta nel 1939. Max morì quattro anni dopo, a Gerusalemme. Ma la sua impronta è ancora viva in psicoanalisi, soprattutto nell’ambito della formazione dei futuri psicoanalisti.

Potrebbe interessarti ...
Oltre Freud: scuole e autori della psicoanalisi
La Mente è MeravigliosaLeggi in La Mente è Meravigliosa
Oltre Freud: scuole e autori della psicoanalisi

I tentativi di fare psicologia sono numerosi nella storia. Oggi accenniamo ai diversi autori della psicoanalisi confrontandoli con la teoria di Fre...



  • Infante, J. A. (1968). “Algunas reflexiones acerca de la relación analítica”. Revista de psicoanálisis, 25(3-4), 767-775.