Memoria autobiografica, i meravigliosi ricordi delle nostre esperienze

04 settembre, 2020
Riuscite a immaginare di non poter ricordare il primo amore o le esperienze dell'infanzia? in questo articolo parliamo della memoria autobiografica e del suo ruolo nella nostra quotidianità.

Ricordare il nostro migliore amico durante l’infanzia, l’odore che ci piaceva di più, chi eravamo e come ci godevamo la vita sono questioni inerenti alla memoria autobiografica. Riuscite a immaginare un’esistenza senza il ricordo del compagno di banco? Del primo bacio? O dei nostri posti preferiti da bambini?

Questi ricordi sono il frutto della memoria autobiografica, concetto che spiegheremo nelle prossime righe. Ci immergeremo anche nella sua relazione con la coscienza e presenteremo studi di ricerca su cure alternative per il morbo di Alzheimer, malattie che annulla questa nostra facoltà mentale.

“La memoria è il profumo dell’anima.”

-George Sand-

Cos’è la memoria autobiografica?

La memoria autobiografica consiste nel ricordo delle esperienze personali. È l’elemento più importante della nostra biografia, poiché funge da organizzatore delle nostre esperienze.

Risulta dall’interazione con il mondo ed è definita da ciò che facciamo. Secondo José María Ruiz-Vargas, docente e ricercatore presso la facoltà di psicologia dell’Università Autonoma di Madrid, i ricordi autobiografici sono caratterizzati da:

  • Il rapporto con il sé. Perché contengono informazioni che aiutano a strutturarlo e definirlo.
  • Struttura narrativa. Quando evochiamo esperienze personali del passato, raccontiamo una storia. Quindi, “l’esperienza diventa narrativa attraverso il recupero” (Ruiz-Vargas, 2004, p.10).
  • Immagini mentali. I ricordi autobiografici vengono evocati includendo immagini visive e altre modalità sensoriali, come udito e olfatto.
  • Componente emotiva. Le emozioni possono rafforzare i ricordi.

Il recupero del passato personale, dunque, non si manifesta in modo uniforme, bensì varia in ognuno di noi e anche in base alla fase della vita in cui ci troviamo.

Com’è strutturata?

La memoria autobiografica consta di due elementi:

  • Memoria autobiografica episodica. Riguarda i ricordi del passato, ovvero quelli associati alle esperienze personali svolte in un determinato luogo e tempo.
  • Memoria autobiografica semantica. Sono i ricordi associati a eventi che si verificano ripetutamente e a esperienze passate che coprono lunghi periodi di tempo.

Alcuni esempi di ricordi autobiografici episodici sono i seguenti: “Ricordo quel giorno in cui mi tuffai e vidi una tartaruga per la prima volta” oppure “Ricordo quando fui ricoverato in ospedale perché soffrivo di depressione”. Un ricordo semantico autobiografico sarebbe: “Da bambino, andavo a trovare mia nonna ogni sabato”.

Se analizziamo entrambi i tipi di memoria, notiamo che quella episodica è correlata a un tempo soggettivo, dunque ci consente di rivivere le esperienze attraverso la coscienza autonoetica; in altre parole, si ha la sensazione di rivivere i le esperienze come in una sorta di viaggio nel tempo. La memoria autobiografica semantica, invece, è caratterizzata da una consapevolezza limitata del senso di familiarità.

La memoria autobiografica oggi

Rappresenta ancora oggi una dimensione da esplorare, soprattutto per quanto riguarda il campo delle malattie neurodegenerative e dei disturbi da stress post-traumatico. In questa sede, approfondiremo il morbo di Alzheimer.

La persona con Alzheimer va incontro a un lento deterioramento della memoria autobiografica. Diverse ricerche, tuttavia, hanno dimostrato che questo fenomeno si manifesta in modo diverso a seconda dell’individuo e nell’invecchiamento normale o patologico.

Quando ricordiamo il nostro passato, formuliamo un pensiero associato alla memoria episodica, che risulta minore rispetto a quella semantica. Le persone con il morbo di Alzheimer difficilmente riescono a recuperare gli eventi autobiografici episodici.

Per studiare la memoria autobiografica nei soggetti affetti di Alzheimer, alcuni esperti hanno fatto ricorso alla reminiscenza, ovvero l’evocazione dei ricordi. Per esempio, El haj, Fasotti & Allain (2012), nel loro articolo pubblicato sulla rivista Consciouness and Cognition hanno esaminato la natura involontaria dei ricordi autobiografici evocati dalla musica. Altri autori hanno evocato i ricordi attraverso immagini, video e persino odori.

Insomma, la memoria autobiografica è strettamente legata a chi siamo, poiché riguarda le nostre esperienze, in generale e in dettaglio. I ricordi autobiografici vengono evocati in modo diverso in caso di invecchiamento normale o patologico. Oltre a ciò, le persone che soffrono di Alzheimer mostrano una progressiva perdita di questa abilità cognitiva.

Ancora oggi la comunità scientifica si dedica allo studio di questa memoria e ci auguriamo di ricevere presto nuovi dati sul suo funzionamento sia in condizioni di salute normali sia in caso di patologie.

El Haj, M., Antonie, P., Nandrino, J.L., & Kapogiannis, D. (2017). Discrepancy berween subjective autobiographical reliving and objective recall: The past as seen by Alzhimer’s disease patients. Consciousness and cognition, 49, 111-116.

El Haj, M., Antonie, P., Nandrino,J. L., & Kapogiannis, D. (2015). Autobiographical memory decline in Alzheimer’s disease, a theoretical and clinical overview. Ageing research reviews, 23, 183-192.

El Haj, M., Fasotti, L., & Allain, P. (2012). The involuntary nature of music-evoked autobiographical memories in Alzheimer’s disease. Consciouness and cognition, 21 (1), 238-246.

Ruiz-Vargas, J.M. (2004)- Clavers de la memoria autobiográfica. En Autobiografía en España: un balance: acta del congreso internacional celebrado en la Facultad de Filosofía y Letras de Córdoba.