Terapia della reminiscenza: ricordi ed emozioni che guariscono

19 Giugno 2020
La terapia della reminiscenza ci aiuta a ravvivare il significato della vita attraverso i ricordi e le emozioni evocate da ogni frammento della nostra biografia.

La terapia della reminiscenza è un approccio estremamente positivo nel quadro della gerontologia. È un modo per integrare il passato nel presente attraverso ricordi ed emozioni che in un certo senso restituiscono la persona alla sua realtà. In tal modo, è possibile rafforzare l’identità e ravvivare il senso della vita recuperando chi si è stati e risolvendo persino conflitti in sospeso.

Una delle maggiori sfide per le società attuali riguarda l’invecchiamento della popolazione. L’aspettativa di vita, come ben sappiamo, è sempre in aumento, dato che le risorse sanitarie, lo stile di vita e l’alimentazione ci consentono di raggiungere età più avanzate.

Ebbene, tale conquista, di per sé positiva, presenta un aspetto da non sottovalutare: è possibile raggiungere tali traguardi con una buona salute psicologica? Sappiamo bene che disturbi quali l’Alzheimer nuocciono sensibilmente alla salute delle fasce d’età più avanzate. Tuttavia, nel campo della gerontologia si affrontano anche altri problemi, come la solitudine o l’insoddisfazione della vita.

Spesso le persone che concludono la loro vita professionale a 60, 65 o 67 anni hanno davanti a sé un’aspettativa di vita di circa 20 anni. Gli approcci evolutivi sono cambiati, sono più estesi e molte persone anziane sono obbligate a orientare il loro futuro in modo diverso da quanto fatto dai loro genitori.

“Abbiamo bisogno di un secondo progetto di vita e non solo di intrattenimento per trascorrere il tempo libero del pensionamento.”

-F. Javier González-

Nelle prossime righe vedremo in cosa consiste la terapia della reminiscenza e quale ruolo può avere nelle fasi più avanzate della vita di una persona.

Terapia della reminiscenza nella maggiore etài

Terapia della reminiscenza: concetti e strategie

Il celebre gerontologo e psichiatra Robert Butler (1963) è stato il primo a descrivere l’esercizio della reminiscenza come strumento psicologico utile ed efficace per gli anziani. È un modo di rivedere la propria vita per adattarsi a ogni ciclo dell’esistenza.

Lo ha descritto come “un ritorno alla consapevolezza delle esperienze passate, e in particolare ai problemi e ai conflitti irrisolti, per vederli da un’altra prospettiva e dare essi un nuovo significato”. In un certo senso, se ci pensiamo bene, è un esercizio che svolgiamo spesso nelle diverse fasi della vita, ma è estremamente vantaggioso nelle fasce d’età più avanzate.

Studi come quello pubblicato sul Journal of Neurology, condotto dai medici Irazoki e García-Casal, rivelano che la terapia della reminiscenza è estremamente utile per i processi cognitivi delle persone affette da demenza.

In cosa consiste?

La terapia della reminiscenza è una tecnica di stimolazione cognitiva. Per i ricercatori Carvallo, Arroyo, Portero e Ruíz (2012), si tratta di un insieme di attività di intervento neuropsicologico che mirano a migliorare la neuroplasticità negli anziani (rivelandosi particolarmente utile nei processi di declino cognitivo).

  • Può essere applicata individualmente o in gruppo.
  • Si usano le fotografie oppure la persona viene invitata a evocare oralmente momenti del suo passato. Si può lavorare sulla memoria episodica (memorie personali e specifiche come la nascita di un figlio, viaggi, lavoro…) così come sulla memoria semantica (eventi storici di rilievo di cui parlare).
  • Il terapeuta dovrà promuovere l’esperienza emotiva di ogni ricordo, mentre il paziente dovrà lavorare sul linguaggio espressivo, comprensivo, l’attenzione focalizzata, ecc.

L’obiettivo è quello di promuovere una rivisitazione della propria esperienza di vita, che conferisca un significato esistenziale a quanto vissuto. Si cerca anche di risolvere conflitti personali per ottenere un opportuno senso di pace interiore.

Mani di una persona anziana

Quali risultati si ottengono con la terapia della reminiscenza?

Quando si lavora o si condivide il tempo con le persone anziane, si riscontra spesso un fatto: non tutte sono consapevoli delle eccezionali imprese che hanno compiuto. Spesso i loro sguardi sono rivolti al presente, dove la solitudine, gli acciacchi e le malattie fanno sentire il loro peso.

Bisogna pertanto renderle consapevoli dei loro successi, dei figli che hanno dato alla luce, delle difficoltà che hanno superato con successo, del lavoro realizzato, della felicità che hanno condiviso per mezzo di cose semplici…

Aiutarle a ricordare le azioni compiute, gli eventi che le hanno fatte sorridere o che ritenevano così preoccupanti e che alla fine hanno perso la loro importanza. È questo il segreto per ricostruire e nobilitare la loro immagine.

  • La terapia della reminiscenza rafforza l’identità della persona anziana.
  • Aiuta a gestire i conflitti e i problemi irrisolti del passato.
  • Migliora l’autostima.
  • Riduce l’ansia di vivere e favorisce l’adattamento al presente.
  • Ottimizza le relazioni familiari attraverso un ritrovato significato della vita, che porta a ricordare quanto siano importanti i figli, i nipoti, i fratelli, gli amici, ecc.
Foto con rosa sopra

Conclusioni

La terapia della reminiscenza è a oggi un ottimo strumento di intervento nei pazienti interessati da declino cognitivo. È un modo per rallentare il più possibile tale processo, migliorare lo stato d’animo e migliorare la qualità della vita delle persone anziane.

Tuttavia, ricollegandoci a quanto affermato all’inizio, occorre sottolineare la necessità di più approcci, strategie e tipologie di assistenza in questo ambito. La popolazione futura vedrà ampie fasce di adulti in età avanzata che meritano le migliori cure e i migliori strumenti per vivere la quotidianità al meglio e con un adeguato supporto. Non basterà più solo “intrattenere” la persona in pensione, bensì creare nuovi progetti ben più dignitosi.

  • González-Arévalo KA. Terapia de reminiscencia y sus efectos en los pacientes mayores con demencia. Psicogeriatría 2015; 5: 101-11.
  • Subramaniam, P., & Woods, B. (2012). The impact of individual reminiscence therapy for people with dementia: systematic review. Expert Review of Neurotherapeutics12(5), 545–555. https://doi.org/10.1586/ern.12.35