Mettere l'altro sul piedistallo ci impedisce di vederlo

17 settembre, 2020
L'idealizzazione è spesso un virus silenzioso. Un veleno in grado di mettere lentamente fine a qualunque relazione; un tempo che provoca intensa sofferenza a chi idealizza e a chi viene idealizzato.

La sensazione di entrare in sintonia con qualcuno fino in fondo è talmente magica e gratificante da accecarci. La soddisfazione che viviamo in determinati rapporti affettivi, unita alle nostre carenze e ai nostri desideri, può far apparire il partner diverso ai nostri occhi. Eppure, mettere l’altro sul piedistallo è pericoloso e nocivo a diversi livelli.

Identificare, apprezzare e dare risalto alle qualità positive della persona con cui condividiamo la vita va bene, ma cadere nella trappola dell’idealizzazione, ovvero essere ciechi ai suoi difetti, ci impedisce di vederla davvero, ma anche di vedere noi stessi.

Quando mettiamo il partner in una posizione di superiorità, di fatto, anche la nostra personalità ne risente. Vediamo perché.

Donna innamorata con gli occhi a cuoricino.

Cosa significa mettere l’altro sul piedistallo?

Non è sempre facile capire quando stiamo idealizzando una persona. Le sensazioni che scatena in noi l’alta considerazione del partner sono all’apparenza piacevoli e positive. Ammiriamo le qualità di questa persona, ci piace la sua compagnia e ci sentiamo fortunati per la magica casualità che ci ha portati a incontrarla. Il problema si presenta quando dimentichiamo che è un essere umano come tutti, dunque imperfetta.

Sbagliamo quando alimentiamo tanto l’idealizzazione del partner al punto da offuscare del tutto la nostra capacità critica. Individuare gli aspetti in cui potrebbe migliorare non significa smettere di amarlo; al contrario, accettare la persona con le sue luci e le sue ombre migliora qualunque relazione. In questo senso, mettere l’altro sul piedistallo non è di aiuto.

L’idealizzazione nei rapporti

Spesso l’idealizzazione entra in gioco nei rapporti di coppia. Questo aspetto è stimolato dalle reazioni biochimiche tipiche delle prime fasi dell’innamoramento. Se tutto prosegue secondo natura, tuttavia, lo scorrere del tempo ci aiuta a conoscere meglio il nostro partner, passando a una fase dell’amore più tranquilla e sincera, nella quale vedremo l’altra persona più chiaramente.

Ciononostante, chi soffre di bassa autostima, chi ha paura del rifiuto o di essere abbandonato (soprattutto se giovane) potrebbe rimanere “incollato” alle cognizioni tipiche di questa prima fase. Quando si idealizza il partner, non solo si esagerano le sue qualità e se ne attribuiscono altre che in realtà non possiede, bensì è presente anche una certa cecità in merito a quegli aspetti in cui dovrebbe migliorare. In tal modo, la persona acquisisce un’aura di perfezione, di infallibilità e di superiorità agli occhi di chi la idealizza.

L’idealizzazione provoca sottomissione quando, ritenendo l’altro perfetto, tutto ciò che dice o fa diventa legge, porto sicuro, ancora di salvezza. Idealizzare il partner può indurci anche a concentrarci troppo e solo su di lui, mettendo da parte altri aspetti e aree importanti della nostra vita.

Anche la persona idealizzata soffre

Paradossalmente anche chi viene idealizzato soffre, e questo perché porta sulle proprie spalle il peso delle aspettative del partner, l’onere di doverlo completare e di renderlo felice. Ecco che potrebbe avere l’impressione che il proprio compagno non lo conosca davvero o che difficilmente sarà uno stimolo di crescita.

Oltre che nei rapporti di coppia, questa situazione può verificarsi sul lavoro, in famiglia, tra amicizia, ecc. Non è solo l’amore, dunque, che potrebbe risentire dell’idealizzazione.

Coppia che si abbraccia.

Come smettere di mettere l’altro sul piedistallo?

Se avete osservato questa tendenza nella vostra vita e vorreste smettere di tenere l’altra persona su un piedistallo, iniziate a mettervi a nudo. Provate ad analizzare la situazione, le conversazioni e le azioni di ogni persona con obiettività.

Chiedete a voi stessi cosa pensate davvero e non abbiate paura di esprimere dissenso; non temete di non apprezzare alcuni tratti o caratteristiche dell’altra persona o di arrivare a considerarli migliorabili. Se la amate, permettetele di commettere degli errori e iniziate a vederla come un essere umano in carne e ossa.

Al tempo stesso, iniziate a prendere il controllo. Molto spesso ciò che risveglia in noi ammirazione e fascino a prima vista è proprio ciò che vorremmo per noi stessi. Lavorate, dunque, su di voi, plasmate voi stessi, guarite e trasformatevi nella vostra versione migliore.

  • McNulty, J.K. & Karney, B. R., (2004). Positive Expectations in the Early years of Marriage: Should Couples Expect the Best or Brace for the Worst? Journal of Personality and Social Psychology. 86 (5), pp.729-743
  • Fernández Calixto, M. C. (2015). El proceso de idealización en las relaciones de pareja-una revisión de la literatura (Bachelor’s thesis, Uniandes).