Modello transteorico del cambiamento

24 marzo 2018 in Psicologia 0 Condivisi
Uomo di spalle con la testa bassa

Il modello transteorico del cambiamento è stato sviluppato allo scopo di capire come si produce il cambiamento, in modo specifico nell’abbandono delle dipendenze. È stato elaborato dagli psicologi James Prochaska e Carlo DiClemente nel 1982.

I due ricercatori hanno cercato di comprendere come e perché le persone cambiano, da sole o con l’aiuto del terapeuta. Hanno descritto le fasi che attraversa una persona quando desidera abbandonare un’abitudine, ad esempio il consumo di sostanze stupefacenti o di cibi non sani. Questo modello, tuttavia, vale anche per i tradizionali buoni propositi di inizio anno.

Queste fasi possono essere applicate al cambiamento autoimposto e ottenuto senza l’aiuto altrui, ma anche al cambiamento favorito da un terapeuta. Vale a dire, con o senza terapia le fasi da attraversare sono simili poiché si avvalgono degli stessi processi.

In questo contesto, la motivazione è intesa come lo stato attuale di una persona o la fase che prepara al cambiamento. Questo aspetto è importante, poiché spesso usiamo erroneamente la parola “motivazione”. La motivazione è essenziale a qualsiasi processo di cambiamento personale.

Il comportamento degli uomini lascia presagire la loro fine, alla quale sono certamente destinati se perseverano nelle loro scelte. Ma se abbandonano quelle strade, la fine cambia. Dimmi che sarà così anche per le cose che mi hai mostrato.

-Ebenezer Scrooge allo Spirito del Natale futuro, Canto di Natale di Charles Dickens-

Il modello transteorico del cambiamento di Prochaska e DiClemente

La “ruota del cambiamento” descritta nel modello transteorico di Prochaska-Di Clemente prevede sei fasi disposte in forma circolare. Le persone che decidono di eliminare un comportamento dipendente attraversano le diverse fasi della ruota come se vi scivolassero.

La forma circolare del modello riflette una realtà: in qualunque processo di cambiamento, si compiono diversi giri prima di ottenere una variazione stabile. Nelle prime ricerche sui fumatori, ad esempio, Prochaska e DiClemente riscontrarono che i soggetti percorrevano la ruota dalle tre alle sette volte (con una media di quattro) prima di abbandonare tale abitudine.

La ruota considera, inoltre, la ricaduta come un evento normale o un’altra fase del cambiamento. A volte, gli psicologi dicono ai pazienti: “ogni consumo o ricaduta avvicina di un passo al recupero”.

Questo non significa assolutamente incoraggiare il paziente alla ricaduta, ma piuttosto assumere una visione realistica per evitare che si demotivi, demoralizzi o getti la spugna.

Fasi del modello transteorico del cambiamento

Fase della precontemplazione

Il punto di entrata al processo di cambiamento è la fase della precontemplazione. Il soggetto non ha ancora preso coscienza del problema o non pensa che abbia bisogno di introdurre un cambiamento nella sua vita. Un “precontemplatore” sa di avere un problema, ma non in modo consapevole.

Fase della contemplazione

Dopo aver preso coscienza del problema, si entra in un periodo ambivalente: la fase della contemplazione. Il contemplatore considera e rifiuta il cambiamento allo stesso tempo. Questa esperienza viene descritta come una sorta di oscillazione tra le ragioni per cambiare e le ragioni per continuare ad agire nello stesso modo.

Ad esempio, un alcolista che si trovi in questa fase potrebbe dire: “Non credo di avere un problema con l’alcol. Forse bevo un po’ troppo e questo no fa bene alla salute, ma non penso di bere più dei miei amici. Posso smettere quando voglio”. Come si può vedere, in questa fase il soggetto sa di avere un problema, ma ha la sensazione di poterlo controllare

Donna che ha bevuto troppo

Fase della determinazione

La determinazione, all’interno del modello transteorico del cambiamento, è una finestra verso l’opportunità che apre la via a una nuova fase della vita. Se durante questa fase la persona slitta verso l’azione, il processo di cambiamento prende forma. In caso contrario, si retrocede verso la fase della contemplazione. 

Fase dell’azione

La fase dell’azione viene considerato di solito l’inizio della terapia. Il soggetto intraprende azioni che conducono al cambiamento.

La maggior parte delle persone che smettono di fumare, ad esempio, lo fanno senza aiuto esterno. L’obiettivo di questa fase è invertire il problema che si desidera risolvere. La determinazione di cambiare, tuttavia, non garantisce un mantenimento di lunga durata.

Fase di mantenimento

Qui la sfida è mantenere il cambiamento ottenuto nella fase precedente e prevenire le ricadute. Abbandonare la droga, ridurre il consumo di bevande alcoliche o dimagrire è una fase iniziale del cambiamento, seguita dal difficile compito di continuare il percorso di astinenza o riduzione del consumo.

Cambiamento: donna spezza una sigaretta

Ricaduta

Infine, se si verifica una ricaduta, il compito è quello di ricominciare il giro del modello transteorico del cambiamento, invece di immobilizzarsi. Gli scivoloni o le recidive sono normali, eventi previsti quando si cerca di modificare il proprio comportamento a lungo termine.

Come abbiamo visto,il modello transteorico del cambiamento consta di una serie di fasi disposte in forma circolare. Chi vuole cambiare un comportamento dipendente passa attraverso queste tappe in modo indefinito, finché non riesce a consolidare il cambiamento.

Riferimenti bibliografici

William R. Miller e Stephen Rollnick. Il colloquio motivazionale. Aiutare le persone a cambiare. Ed. Erickson, 2014.

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