Il movimento genera movimento

· 25 novembre 2015
Tuttavia, l’essere umano non è indipendente perché il movimento comincia in lui, ma perché può inibire il movimento. Rompe, così, la sua stessa spontaneità e naturalezza.
Hegel

Quello che leggerete non è un articolo che parla di motivazione. L’intento di queste parole è quello di trasmettervi l’idea del movimento.

È un saggio sull’attività e su quei piccoli passi incerti che facciamo verso una meta che riusciamo solo a proiettare, ma che sembra non arrivare mai.

Ci sono molti motivi che ci fanno rimanere “statici” e, sfortunatamente, determinate circostanze o momenti della vita ci obbligano a rimanere in questo stato.

Sono quei momenti in cui la vita sembra fermarsi e i nostri sogni sono qualcosa di molto lontano e impossibile che vediamo attraverso una finestra.

È ovvio che tutti noi lottiamo per qualcosa o per qualcuno (o per entrambe le cose allo stesso tempo), ma quando capiamo di essere arrivati al posto che volevamo raggiungere?

Sembra che esistano pochi segnali che ce lo comunicano.

Di fatto, la felicità è un’emozione effimera e fugace che svanisce nel momento in cui la nostra mente dice: “Sì, ma…”. Di fatto, anche quella tristezza, in giusta misura, è necessaria per valorizzare i momenti belli.

Strada

Ogni passo è necessario

Qualsiasi decisione implica rinunciare a qualcosa e forse ci resterà sempre il dubbio riguardo a cosa sarebbe potuto accadere se avessimo scelto il cammino che invece abbiamo abbandonato.

E se quella strada che ci siamo lasciati alle spalle non era vana, ma necessaria per arrivare al posto in cui ci troviamo ora?

Sembra che siamo abituati a lavorare per obiettivi, quindi quando ne raggiungiamo uno in maniera piuttosto soddisfacente, ci sentiamo felici e appagati.

Tuttavia, poco dopo la nostra mente avvia un processo di sabotaggio con nuovi dubbi e inquietudini che ci fanno mettere tutto in discussione: è stato davvero un traguardo importante o si tratta semplicemente di un tentativo fallito?

Il fatto è che forse non riusciremo mai a sentirci bene con noi stessi?

Sì, il movimento è importante. Ma un movimento esagerato per raggiungere un obiettivo astratto diventa ossessivo e dannoso per la nostra autostima, oltre ad influenzare la visione che abbiamo del mondo e delle relazioni personali.

Ogni piccolo passo che facciamo
è importante

Ci sono molti motivi che fanno pensare che la casualità sia il risultato di piccole azioni che abbiamo intrapreso e, quindi, la maggior parte delle volte, non sapevamo dove eravamo diretti. Sono state solo delle briciole di pane che abbiamo lasciato dietro di noi e non le abbiamo considerate.

Non dimenticate, però, che ogni passo è determinante nel processo della vita.

Passi

Spesso si sente dire che “la vita è una trottola”, ma in realtà gira solo se siamo noi a lanciarla.

Dal divano di casa nostra è impossibile cambiare il mondo, ma è altrettanto impossibile giungere a quella che chiamiamo destinazione con pretese esagerate e smisurate. Come sempre, il segreto di tutto sta nella via di mezzo.

Riflettete su tutte le cose che avete pensato non sarebbero mai arrivate, come sono arrivate? Perché le abbiamo desiderate, ma non ce ne siamo resi conto. Questi sono obiettivi che abbiamo raggiunto e che non va bene disprezzare, non va bene disprezzarci.

Movimento è il passaggio dalla potenza all’azione

Esistono moltissime cose che vorremo fare e che rimangono solo un’idea nella nostra testa per paura. Immaginiamo un futuro catastrofico pieno di insicurezze, danni irreparabili e fallimenti anticipati.

Questo capita di fronte a piccoli movimenti e anche di fronte alle grandi sfide della vita.

Nel primo caso c’è una soluzione: farlo. Nel secondo caso, c’è un’altra soluzione: bisogna essere pazienti e stare con i piedi per terra, perché di fronte a sfide particolarmente difficili è molto facile fallire in poco tempo e forse la vita è fatta proprio di piccole approssimazioni.

Vi sarete resi conto che trovate un’infinità di scuse per non agire e che le vostre paure trovano ottimi motivi per avvalorare le vostre ipotesi, ma ci avete davvero provato?