Negligenza infantile: abbandono affettivo minorile

17 luglio 2018 in Psicologia 0 Condivisi
Bambino con carenze affettive a causa della negligenza infantile

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’abuso minorile come un costrutto molto ampio che comprende maltrattamenti e disattenzione verso i minori di 18 anni. Include anche tutte le forme di violenza fisica ed emotiva, abuso sessuale, incuria o negligenza infantile e sfruttamento commerciale o di altro tipo che causa un danno reale o potenziale per la salute del bambino, la sua sopravvivenza, il suo sviluppo o la sua dignità nel contesto di una relazione di responsabilità, fiducia o potere (OMS, 2003).

In questo articolo ci concentriamo sulla negligenza o trascuratezza infantile. I telegiornali, purtroppo, parlano spesso di bambini rinchiusi in casa e totalmente trascurati, sporchi o denutriti. Questa condizione viene definita negligenza infantile.

Cos’è esattamente la negligenza infantile? Quali forme esistono? Quali sono le conseguenze? Approfondiamo questi interrogativi.  

Definizione e forme di negligenza infantile

La negligenza è la forma di maltrattamento che consiste nella ripetuta incapacità, da parte dei genitori o dei tutori di un bambino, di offrirgli gli standard minimi di alimentazione, abbigliamento, attenzione medica, educazione, sicurezza e/o affetto. In altre parole, di soddisfare i suoi bisogni basilari fisici ed emotivi.

Bambino vittima di violenza infantile

Esistono due tipi ben diversi di negligenza:

  • La negligenza fisica/cognitiva: i bisogni fisici del bambino, come alimentazione, vestiti e igiene o cure mediche, non vengono tenuti in considerazione, temporaneamente o permanentemente, da nessun adulto che se ne occupa.
  • La negligenza emotiva: si riferisce all’assenza persistente della risposta a segnali (pianto, sorriso), espressioni emotive e condotte volte alla prossimità e interazione avviate dal bambino, così come alla mancanza di iniziativa di interazione e contatto da parte di una figura adulta stabile.

Nei seguenti paragrafi ci concentriamo su quest’ultimo tipo di negligenza infantile: la negligenza emotiva.

Indicatori di negligenza infantile emotiva

Esistono tre grandi indicatori di negligenza emotiva che comprendono le seguenti condotte:

  • Ignorare: i genitori ignorano i tentativi e i bisogni del bambino di interagire e non riflettono nessuna emozione nei suoi confronti. Ad esempio, genitori che interagiscono con il figlio solo quando è strettamente necessario. Vi è una totale assenza di manifestazioni di affetto, cure e amore verso il bambino.
  • Rifiutare le cure psicologiche: i genitori si rifiutano di iniziare il trattamento di un serio problema emotivo o comportamentale del bambino. In questi casi i professionisti competenti hanno previamente espresso il bisogno di un trattamento e i genitori lo rifiutano.
  • Ritardare le cure psicologiche: in questo caso non si rifiuta l’intervento di un professionista, ma non si cerca e si fornisce l’aiuto psicologico necessario. Si produce quando l’alterazione emotiva o comportamentale del bambino è evidente ed estrema (ad esempio, tentato suicidio).

Bambina con orso di peluche

Variabili che intervengono nella negligenza infantile

In presenza di queste condotte così difficili da immaginare quando si parla di una relazione genitore-figlio, è comune chiedersi quali famiglie sono più inclini a mettere in atto la negligenza infantile. Diversi studi concordano sulla presenza delle seguenti variabili:

  • Relazioni di coppia instabili: esistono difficoltà di comunicazione tra la coppia e uno squilibrio nella distribuzione del potere.
  • Relazioni conflittuali con la famiglia estesa: ad esempio, non chiedono aiuto ai nonni quando hanno bisogno che qualcuno si occupi dei bambini.
  • Relazioni sociali dei tutori scarse o persino nulle: non esiste alcun contatto con vicini e/o amici e non amano chiedere aiuto.
  • Nessun adulto si occupa delle faccende domestiche, che spesso vengono realizzate dai minori.
  • Vivere in spazi ridotti nei quali la sicurezza e l’igiene scarseggiano: mancano servizi importanti, come l’acqua calda.
  • Inadeguate abitudini di educazione, attenzione e cure al minore: i genitori non hanno chiari i bisogni dei propri figli, la percezione nei loro confronti è negativa, la comunicazione tra loro è quasi nulla e non trascorrono il proprio tempo libero con i figli.
  • Basso livello educativo dei tutori/genitori: i genitori hanno una scarsa istruzione e non mostrano interesse per i loro figli in questo ambito.
  • La situazione lavorativa dei tutori/genitori è instabile: anche se i genitori lavorano, si tratta di occupazioni sporadiche e affatto appaganti.
  • Precedenti genitoriali di scarsa protezione: almeno uno dei genitori è stato vittima di situazioni di abbandono minorile. Spesso sono reticenti a parlare della loro infanzia.

La negligenza emotiva è un problema molto complesso per il quale bisogna tenere conto di numerosi fattori. Data la sua complessità, urge intervenire, perché le conseguenze a lungo termine possono essere persino più gravi di quelle della violenza fisica.

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